I docenti vincolati chiedono giustizia: si negano diritti sacrosanti. Lettera

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Inviato da Gruppo “No al vincolo!!”. Non ci sono buone notizie sul fronte del vincolo. I docenti 2020/21 stanno ancora aspettando che il ministero, nella veste del ministro Patrizio Bianchi, modifichi quel paio di righe necessarie a concedere loro il basilare diritto a coprire annualmente i posti vacanti in altre aree geografiche del paese, già concesso a tutto il personale della pubblica amministrazione, docente e non.

Il ministero temporeggia, cercando di replicare ciò che è avvenuto con il vincolo sui trasferimenti, e nel frattempo nessuno si assume le colpe di quest’ingiustizia. Il ministro afferma che non dipende solo da lui, il centrodestra ed il PD supportano i vincolati presentando emendamenti, e i pentastellati continuano a dire che per loro non ci sono opposizioni di alcun genere.

Allora chi è contrario all’abrogazione del vincolo, o quantomeno alla concessione della mobilità annuale come misura d’urgenza per la pandemia?

Che sia lo stesso Mario Draghi a muovere i fili dall’alto, o si tratta forse di un’intesa trasversale ai danni di questi docenti maltrattati in modo gratuito e arbitrario dalla pubblica amministrazione, volta a deresponsabilizzare questo governo caratterizzato da una maggioranza bulgara?

I docenti di tutto il paese sono ancora una volta sacrificati sull’altare che onora la Lombardia ed il Veneto, come se tutte le regioni del paese, al di fuori di queste due, non contassero nulla.

Perché un docente di Palermo che lavora a Catania non può chiedere assegnazione per riavvicinarsi a casa, e perché un docente di Foggia di ruolo a Lecce non può chiedere l’assegnazione? Garantire il diritto alla famiglia a questi docenti, cosa toglie al nordest che produce? Perché non si creano regole speciali per quelle due regioni che hanno problemi di organico, anziché forzare le loro specificità su tutto il paese?

Ricordiamo che nella stragrande maggioranza dei casi, i docenti vincolati vogliono soltanto spostarsi tra province della stessa regione o tra comuni della stessa provincia. Si vogliono loro negare dei diritti sacrosanti, mentre al contempo si concedono abusi, quali le assegnazioni provvisorie su sostegno ai docenti senza titolo, che ogni  anno permettono a vagonate di docenti i migrare da nord a sud per coprire cattedre per cui non hanno i requisiti minimi.

Quel che è certo è che oggi un meridionale ci penserà due volte prima di andare a lavorare al nord, e anche coloro che nel nord ci sono nati e cresciuti, propenderanno verso altre carriere, se gli si impedrà di lavorare vicino casa, quando i posti liberi vengono dati alle MAD senza requisiti minimi.

Ancora una volta l’estrema incompetenza e inconcludenza della pubblica amministrazione, si rivarrà sul personale e riuscirà ad ottenere il contrario di ciò che auspicava.

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