I docenti precari di sostegno chiedono un incontro al Miur

Di Lalla
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inviato in redazione – Negli ultimi giorni i docenti di sostegno sono stati “costretti” a subire il balletto delle cifre e delle rassicurazioni circa il corso di riconversione in insegnanti di sostegno destinato ai docenti sovrannumerari, pari a circa 10 mila unità.

inviato in redazione – Negli ultimi giorni i docenti di sostegno sono stati “costretti” a subire il balletto delle cifre e delle rassicurazioni circa il corso di riconversione in insegnanti di sostegno destinato ai docenti sovrannumerari, pari a circa 10 mila unità.

Il 19 giugno scorso c’è stato un incontro in Commissione Cultura della Camera dei Deputati in cui si discutevano alcune risoluzioni (On. Zazzera, On. Russo, On. Rivolta) che chiedevano il ritiro dei decreti di riconversione.

In questa sede, il sottosegretario Rossi Doria ha indicato in circa 2000 il numero dei colleghi soprannumerari che hanno scelto di partecipare al corso di riconversione.

Sono seguite le dichiarazioni rassicuranti dell’On. Russo che sottolinea come 2000 unità siano un numero esiguo e “se ciò fosse confermato, come credo avverrà, si ridurrebbero di molto le preoccupazioni di questi giorni”.

Invece le preoccupazioni permangono se non addirittura aumentano.

Anche se le domande di riconversione ricevute fossero 2000 ciò significherebbe che altrettanti precari non avrebbero più possibilità di ricevere un incarico annuale e sarebbero costretti, dopo anni di servizio, a cercarsi un altro lavoro. Ciò è inammissibile, soprattutto in un momento di grave crisi come questo!

Ma è proprio sui numeri che sorgono le maggiori perplessità: siamo sicuri che le domande pervenute sono 2000? Solo il Piemonte (dati USR) ne sono state presentate quasi 1000. In Sicilia 4900, in Puglia 3000! I conti non tornano!

Ciò premesso, gli insegnanti di sostegno si sono posti alcune domande cui gradirebbero risposte dai soggetti direttamente coinvolti:

1. Leggiamo che, ad oggi, sono numerosi i partiti (PD, PDL, IDV, UDC, Lega) che affermano di non ritenere soluzione corretta la decisione di riconvertire i soprannumerari sul sostegno: chi o cosa, dunque, impedisce il ritiro del decreto? Possibile che la politica debba sottostare al volere dei burocrati del Miur?

2. I sindacati a che gioco stanno giocando? Ad oggi, tranne i Cobas, l’USB e qualche timido intervento della CGIL e della FGU-Gilda, le altre sigle non hanno speso una sola parola volta a tutelare i diritti dei precari lavoratori della scuola; eppure, anche questi ultimi sono iscritti ai suddetti sindacati ed hanno pari dignità di lavoratori rispetto a chi ha la fortuna di avere un contratto a tempo indeterminato. Attendiamo le dovute risposte a queste domande e soprattutto un chiaro, inequivocabile segnale da parte delle forze politiche, che dovrebbero riprendere in mano lo scettro del potere che il popolo, democraticamente, ha dato loro, e chiedere il ritiro del decreto direttoriale n°7 del 16 aprile 2012 e l’elaborazione di soluzioni alternative nell’interesse di tutti: docenti soprannumerari, docenti di sostegno di ruolo e precari e, soprattutto, alunni con bisogni speciali.

Noi docenti precari di sostegno chiediamo un incontro presso la sede de Miur per chiarire gli aspetti sui veri numeri delle domande presentare dai soprannumerari, per un ritiro immediato del decreto direttoriale n. 7, affinchè non si ledano i diritti dei docenti precari di sostegno, maturati per continuità di servizio e per gli innumerevoli anni di esperienza svolta a contatto con i diversamente abiliti e infine per una collocazione degli esuberi, alternativa al sostegno, come da risoluzione IDV, Lega e interrogazione del PDL.

I docenti precari di sostegno di tutta Italia

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