I docenti non parlano la lingua degli studenti, la lingua digitale

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red – A denunciare le riluttanze dei docenti italiani nei confronti delle nuove tecnologie e dei libri digitali è Antonio Lombardi, presidente di Alleanza Lavoro, l’Associazione nazionale di rappresentanza delle agenzie per il lavoro: "E’ curioso e paradossale in questa prima fase di cambiamento, i libri digitali sono pensati per facilitare e supportare i docenti molto più di quanto avvenga per gli stessi studenti".

red – A denunciare le riluttanze dei docenti italiani nei confronti delle nuove tecnologie e dei libri digitali è Antonio Lombardi, presidente di Alleanza Lavoro, l’Associazione nazionale di rappresentanza delle agenzie per il lavoro: "E’ curioso e paradossale in questa prima fase di cambiamento, i libri digitali sono pensati per facilitare e supportare i docenti molto più di quanto avvenga per gli stessi studenti".

"Questo inevitabilmente provoca una frattura, da una parte dirigenti e studenti, dall’altra gli insegnanti. E allora – continua Lombardi – si impone una riflessione: che le nuove tecnologie debbano essere viste come un aiuto e una nuova possibilità di insegnamento per i docenti è un dato di fatto, e bisogna sforzarsi a tutti i livelli di fare arrivare questo messaggio dentro le scuole di tutto il paese. Ma è altrettanto un dato di fatto che opporsi alle nuove tecnologie è una forma mentis che alla lunga penalizzerà soprattutto gli studenti italiani".

"Le esigenze del mondo del lavoro – conclude – vanno di pari passo con l’acquisizione di professionalità legate alle nuove tecnologie. Uno studente che sfrutta appieno le nuove tecnologie durante il suo percorso scolastico, sarà in futuro un uomo adulto sempre in grado di stare al passo con i costanti cambianti e le prospettive tipiche del mondo del lavoro nella società moderna".

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