I docenti neoassunti contestano il vincolo quinquennale! Lettera

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Inviata da Cuccu Stefania – Sono una delle portavoci del gruppo facebook “No vincolo 5 anni insegnanti” con migliaia di iscritti. Vi contatto per esporre brevemente i punti su cui nasce e converge il gruppo di contestazione al vincolo quinquennale.

Noi iscritti contestiamo i seguenti punti del D.L. 126/2019 (L. 159/2019: art. 1, co. 17-octies e 17-novies) firmata dall’ex Ministro dell’Istruzione Fioramonti il 20 dicembre 2019 qualche giorno prima delle sue dimissioni;

Contestiamo perché:
1. Il vincolo quinquennale è stato imposto a tutti i neo assunti 2020 esclusivamente in base alla data d’assunzione e ciò crea disparità e disuguaglianze nei diritti alla mobilità rispetto a chi è entrato in ruolo negli anni scorsi con le nostre stesse graduatorie di concorso;
2. È retroattiva, nel senso che la normativa ci viene imposta sui concorsi già svolti con dei bandi o che non lo prevedevano affatto, oppure, come nel concorso 2018 ne prevedeva uno triennale con possibilità di chiedere utilizzazione e assegnazione provvisoria;
3. Il blocco quinquennale è sulla scuola e non tutti chiedono una mobilità interregionale, vorrebbero anche avere la possibilità di chiedere una mobilità interprovinciale nella propria regione di concorso visto che siamo comunque lontani da casa centinaia di km e fuori provincia.
4. Non prevede nessun avvicinamento neanche per i “ricongiungimenti familiari” con bambini piccoli, coniuge o genitori sopra i 65 anni; non prevede infatti né utilizzazioni né assegnazioni provvisorie e già in passato il vincolo è stato dichiarato incostituzionale.
5. Nessuna tutela e mobilità neanche per chi possiede una 104/92 (precedente alla data d’iscrizione al concorso) personale o per un familiare, come prevede la legge;
6. Il grande sacrificio economico, la maggior parte dei soldi guadagnati vengono spesi in viaggi, trasferte e affitti. Praticamente si lavora per recarsi a lavoro.

Questi sono solo i principali motivi per cui contestiamo il vincolo quinquennale, molti colleghi per colpa del blocco hanno rinunciato ad entrare in ruolo quest’anno o ad aderire alla call veloce lasciando di fatto migliaia di cattedre vuote perché è impensabile abbandonare la propria famiglia per 5 anni. Molti altri hanno chiesto congedo o aspettativa perché impossibilitati a recarsi in sedi così distanti e disagiate da raggiungere.

Vorremmo inoltre precisare che il vincolo quinquennale a queste assurde condizioni non garantisce la “continuità didattica” perché non si può lavorare bene con tutti questi disagi e alla prima occasione, anche attraverso vie legali e facendo ricorsi, chiederemo di avvicinarci alle migliaia di cattedre libere più vicine al nostro domicilio. Abbiamo inoltre lasciato le nostre classi con cui abbiamo avuto continuità didattica in questi ultimi anni e non ci è stata permessa nessuna assegnazione provvisoria straordinaria neanche in piena emergenza Covid.

Infine, la mobilità ordinaria e straordinaria, sono a costo zero per le casse dello Stato e incidono positivamente sulla buona riuscita del lavoro dell’insegnante.
Come docenti ci aspettiamo da tutta la classe politica e da tutti i sindacati maggiore ragionevolezza e auspichiamo in una rapida risoluzione di tutte queste criticità riconducibili all’assurdo e al più volte ritenuto incostituzionale “vincolo quinquennale”.

 

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