“I docenti lavorano solo 18 ore settimanali”. Lo scrittore Balzano smentisce i luoghi comuni: “Lo Stato rispetti e consideri gli insegnanti”

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Su Vanity Fair intervista allo scrittore e conduttore del programma “Prof, la scuola siamo noi”, Marco Balzano. Si parla di uno dei miti più radicati nell’opinione pubblica: “I docenti lavorano solo 18 ore settimanali”. In realtà, come già più volte segnalato, è solo un luogo comune.

“Ci sono i compiti da correggere, ad esempio: riuscite a immaginare quanto tempo comporti la correzione di 30 temi per un insegnante di italiano? Se fatto in modo oculato, non meno di una decina di ore. Senza dimenticare naturalmente le lezioni. Non è che uno può andare in classe con le nozioni che si ricorda dagli studi universitari e parlare per un’ora come fosse un jukebox”, spiega Balzano.

E ancora: “Una lezione chiara, precisa e coinvolgente, richiede una preparazione che va al di là della semplice conoscenza dell’argomento da trattare. Non basta conoscere un concetto per poterlo insegnare”.

Poi aggiunge: “Uno Stato che rispetta e considera gli insegnanti come uomini e donne di cultura, deve anche interpretare il tempo dedicato a corsi di formazione, mostre e altri eventi culturali, come ossigeno che questo lavoratore incamera e poi può condividere con gli studenti”.

I docenti lavorano 1643 ore annue. Lavoro sommerso vale almeno 800 euro

Nel 2020 la giunta provinciale dell’Alto Adige ha commissionato una ricerca con la quale ha dimostrato che i docenti, in realtà, lavorano circa 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane.

Dalla correzione dei compiti, all’autoaggiornamento, si tratta di quel lavoro sommerso sul quale si basa lo scontro tra docenti ed opinione pubblica, tra chi sostiene che l’insegnamento è un lavoro a tempo pieno e stressante e chi invece invoca i soliti luoghi comuni: “lavorate 18 ore e godete di 3 mesi di vacanza”.

Lo studio ha riguardato 5.200 docenti sul totale di 7.400 della provincia trentina.

Secondo lo studio, i docenti di ruolo lavorano 1.660 ore in un anno, mentre i supplenti 1.580 ore. Coloro che maggiormente svolgono lavoro sommerso sono  i docenti delle scuole superiori, con 1.677 ore annue totali. I prof della media lavorano 1.630 ore. Gli uomini lavorano un po’ di più (hanno meno impegni casalinghi), 1.648 ore, le donne 1.639 ore in un anno.

Non basta conoscere un concetto per poterlo insegnare. Uno Stato che rispetta e considera gli insegnanti come uomini e donne di cultura, deve anche interpretare il tempo dedicato a corsi di formazione, mostre e altri eventi culturali, come ossigeno che questo lavoratore incamera e poi può condividere con gli studenti”

Tra gli impegni “sommersi” dei docenti si annoverano:

  • stesura di programmazioni di materia di inzio e fine anno
  • stesura Pei e Pdf
  • attività di coordinamento (che sebbene retribuite, i compensi sono spesso irrisori e negli anni si sono sempre più assottigliati
  • organizzazione/partecipazione a uscite didattiche e viaggi d’istruzione
  • compilazione registri
  • stesura progetti
  • formazione
  • correzione verifiche scritte (riguardanti soltanto alcune materie)
  • preparazione lezioni
  • preparazione ambienti di lavoro
  • colloqui con i genitori (che spesso tengono oltre i tempi stabiliti)
  • riunioni varie (anche queste spesso vanno oltre i tempi stabiliti)

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