I docenti dicono basta: “Troppi progetti, riunioni e adempimenti. Siamo ormai dei burocrati”

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I progetti che sembrano non finire mai. Gli adempimenti da portare avanti durante l’anno scolastico. Per non parlare delle riunioni. Sono alcuni dei malumori ormai divenuti classici degli insegnanti, che quotidianamente ci raccontano attraverso le lettere o i commenti sui social.

Si tratta di attività, anche n questo caso, sommerse, nel senso che rubano molto tempo e non sono riconosciuti nel contratto, al pari delle verifiche e la preparazione delle lezioni.

Verbali delle riunioni, progettazione e stesura di progetti didattici e tutoraggio degli stessi progetti, tutoraggio e monitoraggio PCTO, programmazione del lavoro per classe e spesso per alunno, ore e ore al Registro elettronico, colloqui con gli studenti, assistenza durante gli intervalli (io non posso mai andare in bagno, mai) . Sono tutte ore extra. E sono tante. Per non parlare delle mail inviate ai dirigenti per chiedere qualsiasi cosa, o delle ore di attesa per essere ricevuti“, scrive una docente sulla nostra pagina Facebook.

E’ vero che oggi la scuola è cambiata e dunque servono nuove competenze e altrettante attività da portare avanti ma è altrettanto vero che l’insegnante dovrebbe concentrarsi per lo più sulla sua funzione originaria, ovvero quella prettamente didattica. Invece, come denunciano i nostri utenti, oggi si porta avanti la figura del “docente-burocrate”, che spesso deve fare i salti mortali per far quadrare tutte le attività assegnatogli.

Anche dal sindacato questo problema è sentito: “la scuola viene rovinata dalla burocrazia. Oggi ci sono tanti progetti che generano tantissima la burocrazia. Si esalti la funzione didattica, invece”, ha detto il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, nel corso dell’intervista rilasciata ad Orizzonte Scuola.

“La scuola di oggi richiede riunioni e adempimenti in modo ossessivo, tanto è vero che la maggior parte degli insegnanti invidia gli impiegati che, finita la loro mezza giornata di servizio, non hanno più impegni di lavoro”, ha riferito invece il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio, sempre nel corso di un’intervista ad Orizzonte Scuola.

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