I docenti di terza fascia sono delusi dai sindacati. Lettera

di redazione
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Inviato da Licia Ricci – Il 17, 18 e 19 aprile si terranno presso i vari istituti le elezioni delle RSU.

Anche i docenti di terza fascia che lavorano da anni nelle scuole statali saranno tenuti a eleggere i propri rappresentati, ma quali? Visto che tutte le sigle sindacali si sono dimostrate sorde alle loro istanze.

La FIT si rivela essere penalizzante per chi ha maturato un’esperienza sul campo, che ha portato a un’acquisizione di competenze anche attraverso corsi spesso a pagamento (master, diplomi di perfezionamento, corsi di lingue…).

Questo sistema prevede per loro un concorso selettivo per il solo 10% dei posti vacanti e disponibili, percentuale che andrà sempre riducendosi (come da art. 17 del DLgs 59/2017), paragonandoli a chi nella scuola non ha mai messo piede. Ora, in parecchi istituti questa categoria rappresenta anche il 50% dei docenti che ha doveri e diritti, purtroppo fittizi, tra cui eleggere appunto i propri rappresentanti ma che di fatto ancora non ci sono.

Da quando in Europa esiste la democrazia l’abuso di precariato non si è mai risolto danneggiando i lavoratori non riconoscendogli le competenze e pertanto dequalificandoli. Da sempre il servizio è stato riconosciuto con un corso abilitante ad hoc. Quando un diritto è per pochi diventa un privilegio.

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