I docenti di terza fascia e ingabbiati: “No alle sanatorie, sì ad una reale possibilità di essere formati e poi valutati”

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Due gruppi Facebook composti da  migliaia di insegnanti, “Docenti Terza Fascia per “Insegnanti formati e preparati” e “Docenti di ruolo ingabbiati di ogni ordine e grado per i percorsi abilitanti”, in una nota, intervengono sul dibattito riguardante il reclutamento.

Nella maggior parte dei paesi europei, i percorsi di formazione iniziale sono uno strumento fondamentale per garantire un reclutamento di qualità dei docenti. La finalità è quella di avere docenti in grado di applicare, nel modo corretto, tutte le buone pratiche, l’inclusione e le metodologie didattiche che hanno come obiettivo quello di promuovere, nei nostri studenti, le competenze europee.

Le seguenti categorie: docenti precari con tre annualità di servizio nella statale, nelle scuole paritarie, IeFP e i docenti di ruolo, che desiderano conseguire ulteriori abilitazioni, da tempo chiedono, a gran voce, dei percorsi di formazione, con una valutazione in itinere e finale, attraverso una prova “autentica” che certifichi le competenze acquisite attraverso lo sviluppo di una Unità Didattica di Apprendimento (UDA) o di una Unità Didattica (UD). I docenti precari, con servizio alla scuola statale, che supereranno con esito positivo il percorso abilitante, saranno inclusi in una graduatoria che a scorrimento che gli permetterà di essere immessi in ruolo, sulla base del fabbisogno. Diciamo con fermezza NO al reclutamento prevalentemente nozionistico mediante domande a quiz o anacronistico come il recente concorso straordinario per il ruolo, basato sulle mere conoscenze e sulla “rapidità” di risposta.

Evidenziamo come, nonostante gli esiti fallimentari di questi concorsi, c’è, ancora, una parte della politica che continua con una battaglia ideologica contro il personale scolastico parlando di una meritocrazia basata su un “quiz a crocette” o su una “prova scritta”. Questi concorsi sono obsoleti e non testano adeguatamente tutte le competenze che un docente deve possedere nella società attuale per superare le sfide della complessità.

Chiediamo a queste forze politiche di ammainare le bandiere ideologiche e confrontarsi sui temi, sulla base di un dialogo ed un dibattito che abbia come unico obiettivo quello di migliorare l’apprendimento dei nostri studenti. Basta con gli spot, gli hashtag, le frasi ad effetto e le promesse elettorali che, troppo spesso, sono state disattese.

In questo momento storico così complesso, è necessario mettere da parte i propri interessi elettorali e considerare i numeri: a settembre 2021, se non si assumeranno nuovi docenti, raggiungeremo il record di docenti a tempo determinato (supplenze) ben superiori ai 200.000 posti.

La nostra richiesta è di studiare le proposte e controbattere riga per riga, se necessario, ma di fermarsi a leggere e valutare la loro correttezza, completezza ed adeguatezza agli standard europei. Basta con i pregiudizi, con gli attacchi beceri utili solo a rafforzare le proprie posizioni ideologiche.

I docenti non vogliono SANATORIE, AGEVOLAZIONI, RUOLO FACILE, desiderano solo una reale possibilità di essere FORMATI e poi VALUTATI, ricordando che i nostri allievi meritano docenti formati e preparati.

Infine, è utile ricordare i docenti di ruolo che, da anni, attendono la possibilità di conseguire ulteriori abilitazioni, in base ai titoli posseduti in linea con la normativa per l’accesso alle diverse classi di concorso, che hanno il diritto di poter accedere alla mobilità professionale e che non vogliono percorsi “semplificati” ma formazione e aggiornamento, nell’ottica della Life Long Learning!

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