04 Agosto 2020 - Aggiornato alle 14:25

I docenti di religione, esclusi dai concorsi, attendono la loro stabilizzazione

Sono molte le azioni legali, partite su tutto il territorio, a tutela degli insegnanti di religione che sono stati esclusi dalle procedure concorsuali sia straordinarie che ordinarie bandite dal Ministero. Si lamenta una disparità di trattamento tra docenti in base alle classi di concorso di appartenenza.

Stato attuale dei docenti di religione

L’ultimo concorso risale al 2004, i cui vincitori (molti dei quali hanno ben 30 anni di servizio) non hanno beneficiato di una graduatoria a scorrimento provocando così una vera stasi nel reclutamento dei docenti di religione.

A ciò si aggiungono  i circa 2500 vincitori di concorso del 2004 esclusi dall’immissione in ruolo, e i 10.000 precari storici abilitati per i quali non è stata prevista nessuna forma di reclutamento.

Ricordiamo che le immissioni in ruolo per i docenti di religione erano regolate dalla legge 186/2003 che avrebbe dovuto garantire dei bandi di concorso periodici per i posti annualmente disponibili nelle dotazioni organiche, ma di fatto nel corso di ben 16 anni, ciò non è avvenuto, aggravando ulteriormente la condizione di precarietà dei docenti di religione.

Infatti la stessa legge prevedeva che per i posti non coperti da docenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, si sarebbe provveduto mediante contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dai dirigenti scolastici, su indicazione del dirigente regionale, d’intesa con l’ordinario diocesano competente per territorio.

Questa situazione ha fatto sì che il reclutamento ordinario sia stato sostituito unicamente dalla supplenza annuale.

Immissioni in ruolo degli I.R.C.

L’art.1bis della legge 159/2019 ha stabilito la procedura concorsuale per l’immissione in ruolo dei docenti di religione della scuola dell’infanzia/primaria e secondaria di I e II grado, negli anni scolastici dal 2020/2021 al 2022/2023, e lo scorrimento della graduatoria del 2004.

A tal proposito le OO.SS. lo scorso 19 giugno hanno chiesto un intervento urgente al Ministero a favore dei 12.000/15.000 docenti precari abilitati di religione.

Le organizzazioni sindacali hanno posto l’accento su tre questioni

  • bandire quanto prima una procedura concorsuale ordinaria per i docenti di religione;
  • avviare una procedura di assunzione a tempo indeterminato per i precari con oltre 36 mesi di servizio con le medesime modalità previste per i precari di altre discipline;
  • procedere allo scorrimento della graduatoria di merito del concorso DDG 2 febbraio 2004.

Incontro Ministero dell’istruzione e Conferenza Episcopale italiana

Nell’ incontro tenutosi lo scorso 19 giugno, presieduto dalla dottoressa Lucrezia Stellacci, consigliere della ministra Lucia Azzolina, e una rappresentanza della Cei , il sottosegretario don Ivan Maffeis, si è deciso di avviare dei tavoli allo scopo di affrontare e approfondire le diverse tematiche che riguardano l’insegnamento della religione cattolica ma allo stesso tempo di raggiungere un’ intesa sul prossimo concorso per l’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione al fine di coprire l’organico, così come previsto dal decreto scuola 159/2019.

Il Tavolo dovrà dunque seguire l’iter di questa intesa con l’obiettivo di chiuderla in breve tempo e procedere poi con la stesura del bando da parte del Miur.

Attese da parte dei docenti di religione

Gli I.C.R. auspicano che prima di bandire il concorso, avvenga lo scorrimento delle graduatorie di merito del concorso 2004 e che si proceda ad un fabbisogno reale del numero dei docenti di religione, dopo aver effettuato un’attenta ricognizione degli organici I.R.C. di ruolo e con ricostruzione di carriera.

Lo Stato, inoltre, riserva procedure concorsuali straordinarie ai docenti abilitati o con anzianità di servizio superiore ai 36 mesi, possibilità finora negata ai docenti di religione.

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