I docenti con servizio misto e specializzazione su sostegno devono fare il concorso straordinario per il ruolo. Lettera

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Inviata da Antonello Marziantonio – Scrivo questa lettera perché con essa credo di poter interpretare non solo un’istanza privata, ma estensibile a un gruppo nutrito di docenti che si trovano nella mia stessa condizione.

Mi riferisco a tutti coloro che, fino ad oggi, hanno prestato servizio, per un periodo pari o superiore ai tre anni, in scuole sia statali sia paritarie (il cosiddetto servizio misto).

Mi riferisco, inoltre, a chi si è specializzato su sostegno nelle scuole secondarie con il TFA IV CICLO, dopo aver superato tre prove molto difficili mentre lavorava e sostenendo un impegno significativo sia in termini economici (il costo del corso è stato di 4 mila euro fra prove preselettive, iscrizione, spostamenti da/verso la sede universitaria per la frequenza) che di apprendimento di nuove competenze.

Ebbene, chi si trova in entrambe le situazioni, come nel mio caso, non può partecipare al concorso straordinario per il ruolo né per la procedura su materia né per quella su sostegno. È una grave ingiustizia e fa emergere una serie di incoerenze di carattere normativo che hanno sempre conformato la scuola italiana. In primo luogo, per quanto riguarda il servizio nelle scuole paritarie, è sufficiente ricordare la legge 62 del 2000 sulla parità scolastica. Tale legge viene rispettata a seconda del contesto che viene preso in considerazione e non in modo sempre uniforme.

Nell’attribuzione delle supplenze nelle scuole statali, tale servizio viene considerato alla stessa stregua di quello statale concorrendo a definire il punteggio nelle graduatorie, ma diventa inutilizzabile nelle domande di mobilità o di ricostruzione di carriera. Allo stesso tempo tale servizio non è ritenuto valido per la partecipazione al concorso straordinario per il ruolo che verrà bandito a breve. Ma siamo impazziti? Noi docenti con esperienza nella scuola paritaria siamo docenti di serie B? Nello svolgimento del nostro incarico non abbiamo forse profuso lo stesso impegno di quando abbiamo insegnato nello stato? Ricordo che la giurisprudenza, nelle ricostruzioni di carriera o nelle mobilità, ha già in tanti casi riconosciuto, in tribunale, gli anni lavorati nella paritaria. Quando si verificherà il totale allineamento fra giurisprudenza e normativa vigente, anche nel caso degli attuali concorsi?

Vorrei ora esprimere tutta la mia perplessità riguardo la situazione degli organici di sostegno e le relative storture del sistema scolastico. La grande carenza di docenti specializzati su sostegno è nota a tutti, da Nord a Sud. La partecipazione allo straordinario per il ruolo prevede come requisiti il possesso della specializzazione su sostegno, i tre anni di servizio nella statale e che uno di questi sia stato prestato su sostegno, ovviamente nel grado nel quale ci si specializza. Chi si è appena specializzato su sostegno, quando ha insegnato a scuola su materia, ha fatto comunque esperienza di didattica personalizzata integrata a quella individualizzata. Perché lo specializzato su sostegno, con i tre anni di servizio su materia, non può partecipare allo straordinario per il ruolo? Il ministero, permettendo la partecipazione a tale categoria di docenti, avrebbe la possibilità di coprire molte delle cattedre vacanti in tutta Italia oppure trasformare in cattedre di diritto i migliaia di posti in deroga creati ogni anno, soprattutto nella scuola secondaria di II grado. In questo modo si riuscirebbe a porre fine a una situazione di grande emergenza e a soddisfare il diritto allo studio e all’inclusione di tanti ragazzi che hanno bisogno di essere seguiti da personale specializzato.

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