I docenti che restano più tempo a scuola, devono essere pagati di più. Lettera

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Inviata da Eugenio Tipaldi – Da anni i sindacati della scuola chiedono aumenti e ricevono elemosine. Forse è il caso di chiedersi se la loro strategia è sbagliata. A mio parere è l’ideologia dell’egualitarismo che porta all’appiattimento. I sindacati che difendono gli interessi dei docenti non hanno mai voluto la carriera differenziata degli insegnanti, riconoscendo la sola anzianità; si sono battuti sempre contro il merito, con la scusa che non è individuabile. Con l’ ideologia del ” i docenti sono tutti uguali”, hanno difeso anche gli scansafatiche.

Secondo me, i docenti che restano più tempo a scuola per l’organizzazione o per assistere gli alunni nei compiti,
devono essere pagati di più.

Non è un caso se negli altri paesi europei avanzati i docenti percepiscono più alti stipendi in cambio di tempi più lunghi a scuola. In Italia si è barattato un ” tempo corto” in cambio di uno stipendio misero.

Capisco che può essere comodo per una donna che ha figli e deve badare alla casa o per chi fa un doppio lavoro, ma queste esigenze si potrebbero conciliare facendo scegliere il tempo normale (le sole ore di lezione) o il tempo lungo, come oggi si sceglie il part-time. Chi più resta, più viene pagato.

So che si obietterà che si correggono i compiti a casa, che si partecipa ai consigli di classe e ai collegi docenti e che ci sono gli incontri scuola-famiglia e gli aggiornamenti .Cose dette e ridette, ma i governi su questo non ascolteranno mai , perché le ritengono attività funzionali all’ insegnamento.

Si deve anche rivalutare il reclutamento e il lavoro del DSGA e degli amministrativi in una scuola diventata complessa. I politici credono ancora che la segreteria si limiti ad emettere certificati e basta, come una volta. Invece con l’ autonomia si sono aggiunti compiti gravosi e che richiedono alta competenza, come le ricostruzioni di carriera e le pensioni.E l’ arruolamento degli amministrativi come avviene? Facendo una semplice domanda e inserendosi in una graduatoria, aspettando che ti chiamino. Anche questo è comodo per chi è diplomato e disoccupato, ma la scuola non può essere un’ agenzia di collocamento. Occorrono validi insegnanti portati all’insegnamento e amministrativi competenti. Naturalmente devono essere pagati di più. E si devono fare concorsi rigorosi per arruolarli.

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