I diritti preminenti dell’infanzia e dell’adolescenza

di Lalla
ipsef

prof. Lorenzo Satanassi – Un argomento sul quale oggi si sta parlando e discutendo molto è quello dei Diritti preminenti di infanzia e adolescenza. Il 2 ottobre 2000 la Commissione europea presieduta dal tedesco Roman Herzog, ha presentato il suo elaborato che è stato approvato definitivamente il 7 dicembre 2000 a Nizza. Questo documento è la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Questo è stato il primo importante mattone per creare dopo l’ Europa monetaria, l’ Europa politica.

prof. Lorenzo Satanassi – Un argomento sul quale oggi si sta parlando e discutendo molto è quello dei Diritti preminenti di infanzia e adolescenza. Il 2 ottobre 2000 la Commissione europea presieduta dal tedesco Roman Herzog, ha presentato il suo elaborato che è stato approvato definitivamente il 7 dicembre 2000 a Nizza. Questo documento è la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Questo è stato il primo importante mattone per creare dopo l’ Europa monetaria, l’ Europa politica.

Alla stesura della carta hanno partecipato anche gli italiani Stefano Rodotà per il governo, Piero Melograni per la camera, Elena Paciotti per il parlamento. Essa contempla i seguenti settori: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia, concetti e ideali che già fin dall’ illuminismo e dalla Rivoluzione Francese, sono stati sbandierati dai politici, e che ora si spera siano trasformati in realtà soprattutto per i più deboli, cioè i giovanissimi:

articolo 24 “ i bambini hanno il diritto alla protezione e alle cure necessarie al loro benessere. Essi possono esprimere la loro opinione, che viene presa in considerazione alle questioni che li riguardano, in funzione della loro età e della loro maturità. In tutti gli atti relativi, l’ interesse del bambino deve essere considerato preminente. Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse”;

articolo 25: “ L’ Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantire l’ autonomia sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità”

articolo 31: “ il lavoro minorile è vietato. L’ età minima per l’ ammissione al lavoro non può essere inferiore all’ età in cui termina la scuola dell’ obbligo……….”

Articolo 36: “ Nelle politiche dell’ Unione devono essere integrati un livello elevato di tutela dell’ ambiente e il miglioramento della sua qualità, e vanno garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile”.

In oltre se leggiamo con molta attenzione l’ articolo 24 notiamo la seguente frase “In tutti gli atti relativi, l’ interesse del bambino deve essere considerato preminente”, alla luce di tutto ciò possiamo dunque affermare che i diritti dell’ infanzia e dell’ adolescenza sono dunque preminenti.

Ci chiediamo in oltre se sia giusto ammettere al voto i ragazzi di sedici anni, possiamo rispondere a questa domanda affermando che i ragazzi a sedici anni pur votando solo per il sindaco o la circoscrizione già lotteranno per creare istituzioni e spazi dove lo sviluppo dell’ individuo sia realizzabile, così a diciotto anni saranno maturi per partecipare al voto di regione e parlamento.

Oggi i ragazzi di sedici anni che viaggiano in treno o in autobus sono moltissimi e con il loro voto potranno far conoscere al comune i disagi e dare consigli pratici, dopo averne discusso con compagni e genitori, sulla soluzione dei problemi che causano i disagi.

La schiavitù minorile è un delitto ne è un esempio per tutti IQBAL MASIH , un bambino pachistano di appena dodici anni ridotto in schiavitù in una fabbrica di tappeti con moltissimi altri ragazzini. Lui iniziò a lavorare a quattro anni e smise a dodici anni quando incontrò EHRANULLAH KAN, lider di un organizzazione contro lo sfruttamento dei minori.

Il 1998 è stato l’ anno della marcia mondiale contro il lavoro e lo sfruttamento minorile. Bisogna adottare un marchio sociale con il quale le ditte garantiscono che per la fabbricazione dei loro prodotti non ci sia stato sfruttamento minorile. Molte ditte italiane hanno già adottato le clausole sociali promosse nell’ 1996 dall’ Organizzazione internazionale del lavoro ( OIL ), e da ciò si evidenzia il no al lavoro minorile.

La scuola oggi, riveste un ruolo fondamentale per capire eventuali segnali di disagio che provengono dal pianeta infanzia. Eventuali spie come le lunghe assenze, il calo di apprendimento, ecc.. devono essere valutate ed approfondite dagli insegnanti e dal servizio sociale scolastico.

L’ insegnante deve dunque trattare il problema in occasione di notizie giornalistiche, e anche i genitori, tramite i ragazzi, potrebbero venire a conoscenza di molti casi di compagni sfruttati.

Possiamo dunque affermare che soltanto grazie alla collaborazione di tutti potremmo giungere a far rispettare alla nostra società i diritti preminenti dell’ infanzia e dell’ adolescenza, ponendo così fine al vergognoso sfruttamento minorile.

Per tanto insieme ad IQBAL MASHI ribadiamo che: “Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite”

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