I diritti dei docenti: una riflessione. Lettera

Lettera

Inviato da Anna Dalle – Gentile redazione, come insegnante e lavoratrice, come donna indipendente che vive da sola, senza familiari vicini, mi chiedo quali siano i diritti di noi insegnanti.

Come verrà tutelata la nostra salute ( non sento più parlare di distanza dalla cattedra, per noi non son previsti pannelli etc.).

Quando si deciderà se lasciare le varie riunioni e tutta la parte organizzativa, burocratica e progettuale alle piattaforme o metterci a rischio con attività in presenza?
Ci sarà mai, nelle primarie, un bagno per solo docenti, un’aula solo per adulti, uno spazio per noi lavoratori?

Ci sarà mai una direttiva che inviti, dove possibile, a organizzare l’orario dei docenti riducendo o limitando l’ingresso in più classi ( moduli, progetti, mense da coprire) in modo da limitare l’esposizione e tutelare anche gli alunni? ( Immaginate un docente specialista di musica che entra in 20 classi).

Non mi spaventa la didattica, mi spaventa il rischio che non si faccia abbastanza per gli adulti, che l’inviolabile e supremo diritto all’istruzione e alla tutela dei minori faccia calare l’attenzione sul nostro ruolo di lavoratori.

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