I dirigenti scolastici nell’UE: formazione, responsabilità e retribuzione

Di
Stampa

Giulia Boffa – Continuiamo l’analisi dal rapporto UE "Cifre chiave dell’istruzione 2012". Questa volta ci occupiamo dei dirigenti scolastici: quali i compiti, quale la formazione richiesta e la retribuzione nei paesi dell’UE.

Giulia Boffa – Continuiamo l’analisi dal rapporto UE "Cifre chiave dell’istruzione 2012". Questa volta ci occupiamo dei dirigenti scolastici: quali i compiti, quale la formazione richiesta e la retribuzione nei paesi dell’UE.

Ai dirigenti scolastici, oggi in Europa, viene chiesto di affrontare numerosi compiti, inclusa la gestione degli insegnanti, dei fondi e anche dell’offerta formativa. Per selezionare le persone giuste, occorrono diversi criteri ed in quasi tutti i Paesi europei uno di questi è l’esperienza da insegnante, variando però il numero di anni da considerare. A questo criterio se ne aggiungono altri: ad esempio in Grecia, Lituania e Turchia i DS devono avere anche esperienza amministrativa. In Lituania sono richieste anche competenze da gestione manageriale e di comando. In Belgio (nelle comunità di lingua francese e tedesca), nella Repubblica Ceca, in Spagna, Francia, Austria, Polonia, Slovenia, Slovacchia e Liechtenstein, i candidati a DS devono aver lavorato come insegnanti e ad aver anche ricevuto una speciale preparazione per fare i dirigenti. In Slovenia, i presidi dovrebbero anche avere il titolo di "adviser" o Counsellor" , cioè consigliere per l’orientamento degli studenti , oppure essere stati "mentore" per almeno 5 anni.

In 5 Paesi, Estonia, Malta, Portogallo, Finlandia e Regno unito, i futuri dirigenti scolastici devono avere tre requisiti: esperienza di insegnamento, esperienza amministrativa ed esperienza di comando.

Quattro Paesi, Belgio (di lingua fiamminga), Lettonia, Paesi Bassi e Norvegia, richiedono in teoria come unico titolo quello dell’abilitazione all’insegnamento, ma in pratica tutti i presidi hanno esperienza di insegnamento.

In Svezia per poter diventare preside ( per quelli assunti dal marzo del 2010) si deve superare un corso specifico di preparazione organizzato dall’Agenzia Nazionale per l’Istruzione (NAE), anche se sulla carta questo corso non è obbligatorio.

Ma quanti anni di insegnamento vengono richiesti per diventare presidi? Si va dai 3 anni della Bulgaria, Estonia, Francia e Lituania, ai 10 di Malta fino ai 12 /13 rispettivamente per scuole primarie e secondarie di Cipro.

Nella maggior parte dei Paesi, il periodo minimo richiesto va dai 3 ai 5 anni, anche se in Paesi come la Danimarca, la Germania, l’Austria, la Finlandia, il Regno Unito, l’Islanda, la Turchia e il Liechtenstein, non viene espressamente quantificato il periodo. Addirittura in Belgio (comunità fiamminga), Lettonia, Olanda, Svezia e Norvegia non viene richiesta alcuna esperienza professionale di insegnamento per fare il preside.

Quanto guadagna un preside in Europa?

I presidi o dirigenti scolastici sono responsabili della gestione della scuola o di un gruppo di scuole o da soli o insieme ad un corpo amministrativo come il consiglio d’istituto.
A seconda delle circostanze, il ds può anche avere responsabilità relative all’istruzione (cosa che può includere anche attività di insegnamento), ma anche responsabilità per il funzionamento generale dell’istituzione come l’orario scolastico, l’implemento dell’offerta formativa, decisioni su cosa va insegnato insieme ai materiali ed ai metodi di studio, gestione del corpo docente e non e ,non ultime, responsabilità finanziarie.

In 11 Paesi, le dimensioni delle scuole hanno un rapporto diretto con i salari dei presidi nel senso che più sono gli impiegati che vi lavorano, più alto è lo stipendio del capo. Al contrario, il grado di istruzione della scuola conta pochissimo. In 10 Paesi lo stipendio base dei presidi è esattamente lo stesso per tutti i livelli di istruzione. Una situazione particolare esiste nel Regno Unito, dove i presidi hanno tutti la stessa scala di salario, ma all’interno della scala ogni preside ha diversi gradoni di salario. Questi gradoni sono rapportati alle dimensioni delle scuole e delle età degli studenti:ciò vuol dire che un preside della scuola secondaria è pagato di più di uno della primaria. Nei Paesi in cui l’istruzione di I grado non è divisa da quella primaria, il salario dei presidi corrisponde più o meno a quello dei presidi dei due diversi ordini.

Per il resto dei Paesi, i presidi della scuola primaria guadagnano meno di quelli della secondaria, specialmente superiore, cosa che accade anche per gli stipendi degli insegnanti.Inoltre in tutti i Paesi, lo stipendio base dei presidi è più alto di quello degli insegnanti che lavorano nello stesso grado d’istruzione. Ciò è dovuto al fatto che, per quasi tutti Paesi, viene richiesta l’esperienza di insegnante per poter accedere alla carriera di preside; come possono essere importanti anche gli altri requisiti richiesti, come corsi di preparazione speciali.

Mettendo a confronto i salari dei presidi si notano diverse differenze. A livello di scuola primaria, il salario minimo varia da meno di 9.000 euro annuali della Bulgaria ed Ungheria ai più di 100.100 euro del Regno Unito. Nella scuola secondaria, il salario più alto , a parte nel Regno Unito, si guadagna nel Lussemburgo con 115.508 euro, in Irlanda con 84.979 euro e in Olanda con 80.803 euro.

La differenza tra salario minimo iniziale e finale non è così marcata come per gli insegnanti. Sebbene l’aumento dello stipendio negli anni non sia eccezionale, è comunque più alto degli insegnanti, essendo più alto quello iniziale. I DS in Grecia, Spagna, Polonia, Slovacchia, Turchia e Finlandia, non ricevono più del 30% per lo stipendio di fine carriera. Nella secondaria superiore in Irlanda e nel Regno Unito si arriva anche a prendere più del doppio dello stipendio iniziale.

Singolare che questo studio europeo non prenda assolutamente in considerazione la condizione dei presidi in Italia.

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia