I Dirigenti Scolastici di oggi sono manager che danno direttive agli operai – insegnanti. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – C’erano una volta i Presidi, ora ci sono i Dirigenti Scolastici. Per diventare dirigenti scolastici bisogna superare un concorso e si devono avere alle spalle alcuni anni di servizio svolto da docente.

Da insegnante, chi è Dirigente, è stato a stretto contatto con gli alunni, con i colleghi, con il personale ATA, ha tenuto lezioni, ha spiegato, ha interrogato, ha messo voti, insomma ha esercitato la funzione docente. Si è impregnato di didattica, ha acquisito il linguaggio scolastichese e si è meritato la fiducia incondizionata. Nel momento in cui ha assunto le funzioni dirigenziali il docente si trasforma, cambia vestito prendendo un altro aspetto per il ruolo che esercita.

Incomincia a rispolverare le leggi, a farle applicare anche con una certa autorità. Le cose sono cambiate dalla emanazione della Legge Brunetta (la 150/2009) che ha introdotto i provvedimenti disciplinari nei confronti dei docenti e molti dirigenti in virtù di queste disposizioni legislative, più che farne un uso ne hanno fatto un abuso e la cronaca ne è piena.

Ad avvalorare la funzione dirigenziale ci voleva solo la “Buona Scuola” che ha dato maggiori poteri ai dirigenti scolastici rivestendoli di un ruolo prioritario all’interno dell’istituzione scolastica.

Tuttavia l’esercizio della funzione dirigenziale ha fatto perdere il senso di umanità che i dirigenti avevano nei riguardi dei docenti, ma ciò, meno male, non è avvenuto per tutti. Molti vengono incontro alle esigenze dei docenti dando suggerimenti. Bisogna sottolineare, però, che spesso i dirigenti scolastici dimenticano che loro sono stati docenti un tempo, ma che ora si sono trasformati in autentici burocrati al servizio dello Stato sommersi da mille scartoffie da riempire e compilare.

E’ proprio l’eccessiva burocratizzazione che ha di fatto ridimensionato l’aspetto umanizzante della figura del dirigente che avrebbe dovuto renderlo sensibile nei rapporti interpersonali. Il ruolo del dirigente si mostra, tuttavia, meno accattivante di quello del preside: i docenti in tutte le scuole continuano a chiamarlo Preside, così come era visto un tempo e Direttore didattico nelle scuole dell’Infanzia e Primaria, tant’è vero che mentre il Preside e il Direttore didattico era maggiormente interessato all’aspetto educativo e didattico degli alunni, ora il Dirigente scolastico ha assunto la funzione manageriale in cui lui dirige l’azienda-scuola e dà direttive agli operai-insegnanti.

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