I dipendenti di Istruzione, Università e Ricerca senza contratto da 4 anni. Anief: gli unici senza Ccnl rinnovato, non riescono ad arrivare a fine mese

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Riprende l’attività di confronto tra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali: tra una settimana esatta, il 7 settembre, riprenderà anche la trattativa all’ARAN per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei comparti Istruzione, Università e Ricerca. Anief ricorda che i suoi dipendenti, assieme a pochi altri del pubblico impiego, sono gli unici a non avere rinnovato il contratto collettivo nazionale. E questo è gravissimo se si pensa che tra il 1990 e oggi nel nostro Paese l’aumento medio delle buste paga è stato di appena lo 0,3%, come riferito oggi da Il Fatto Quotidiano.

“Quello di non avere voluto accettare la richiesta dell’Anief di rinnovare il Ccnl 2019/21 è stato un grave errore – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché si è detto no ad un’operazione necessaria: stiamo vivendo un periodo particolarmente difficile per l’economia italiana e internazionale, tanto che l’inflazione accertata nell’ultimo periodo è stata di oltre il 6 per cento, e quella sul lungo periodo sicuramente a due cifre. Questo significa che gli insegnanti, gli Ata e i dipendenti di Università e Ricerca, devono sempre più stringere la cinghia per arrivare a fine mese”.

“Per non parlare – continua Pacifico – di quei lavoratori pubblici che devono affrontare spese ulteriori perché collocati professionalmente a centinaia di chilometri da casa, a volte pure da algoritmi ‘impazziti’, con non pochi casi di dipendenti costretti a rinunciare e a rimanere precari, proprio perché non in grado di potere sostenere le spese da affrontare. La verità è che nel comparto Istruzione occorre firmare il prima possibile il CONTRATTO PONTE che abbiamo proposto ad inizio estate: non è possibile che i suoi lavoratori siano rimasti gli unici del pubblico impiego senza aumenti: diamo ai docenti tra i 103 lordi fino a 123 euro e da 88 euro fino a 97 agli Ata, più 2mila e i 3mila euro di arretrati. Subito dopo – conclude il presidente Anief – ci siederemo al tavolo col nuovo Governo e verificare come produrre aumenti ulteriori e più consistenti”.

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