Scuola sicura, Azzolina insiste su contagi bassi, ma “confonde dati non confrontabili”. Ecco perché

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La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ripete da giorni che la scuola è un luogo sicuro e che i dati ce la confermano. Domenica sera, in tv, la ministra ha difeso l’operato del governo dalle critiche sulla gestione della riapertura delle scuole durante l’emergenza coronavirus.

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Secondo Azzolina, i numeri dimostrano che se in Italia il 3,5 per cento dei focolai è nelle scuole, in Francia lo è il 32 per cento: circa dieci volte di più.

Come segnala il sito di fact checking “Pagella Politica” non è così: la ministra mischia dati non confrontabili tra di loro.

Il 3,5% citato dalla ministra è contenuto nel monitoraggio settimanale più aggiornato del Ministero della Salute, il “3,5 per cento» dei nuovi 1.286 focolai di coronavirus registrati in Italia tra il 12 e il 18 ottobre è legato all’ambiente scolastico”.

Per focolaio si intende l’individuazione di due o più casi positivi tra loro collegati e il 3,5% indica la percentuale di nuovi focolai non quella dei focolai attualmente attivi.

E il 32% della Francia? Santé publique, l’agenzia governativa, indica che da maggio a ottobre, 814 focolai sui 4.365 erano legati alle scuole e alle università: una percentuale pari al 18,7 per cento. Se si contano anche i 376 focolai in corso d’indagine, la percentuale sale al 20,3 per cento (1.190 su 5.861 complessivi). Una percentuale più bassa di quella indicata da Azzolina, ma comunque  più alta di quella italiana.

Il problema, però, come segnala il sito specializzato è che si stanno confrontando dati e percentuali diverse tra loro.

“Italia e Francia utilizzano due definizioni di focolaio diverse tra loro”, specifica il sito; “poi i dati italiani sono sui nuovi focolai settimanali, mentre quelli francesi sul totale da maggio ad oggi; infine – elemento più importante di tutti – le statistiche francesi escludono dal conteggio dei focolai quelli in ambito familiare, mentre il Ministero della Salute italiano li conteggia”.

È vero che tra il 12 e il 18 ottobre il 3,5 per cento dei nuovi focolai in Italia era nelle scuole, ma questa percentuale sale a circa il 18 per cento se si tolgono i focolai nelle case, che pesano per circa l’82 per cento sul totale dei focolai.

Anche in Francia, secondo i dati più aggiornati, poco più del 18 per cento dei focolai era riconducibile alle scuole e alle università (che non sono presenti invece nei conti italiani).

Sul monitoraggio settimanale del Ministero dell’Istruzione, inoltre, si specifica che non tutti i presidi e le scuole italiane hanno risposto al questionario tanto che, come Orizzonte Scuola ha rivelato, venerdì scorso è stata pubblicata una nota ministeriale del capo dipartimento Giovanna Boda, la quale ricordava ai presidi di aggiornare le informazioni del monitoraggio ogni settimana entro le ore 20 di ogni lunedì.

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