I danni della DAD ci sono, anche gravi. Lettera

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inviata da Lorenzo Picunio – I danni ci sono e sono gravi. Maestre di scuola d’infanzia, intervistate dai giornali: “Hanno difficoltà di attenzione “, “A casa fanno quello che vogliono”, “Manca il confronto con il gruppo dei pari”.

Risposte simili anche dagli insegnanti di altri livelli di scuola. A dimostrazione che la scuola è fatta di apprendimenti, ma di apprendimenti che sono tanto più proficui quanto più si raggiungono assieme.

La Dad ha impedito questo processo, per molti alunni, e maggiormente per quelli che avevano più difficoltà, o per quelli che venivano da famiglie in condizioni di disagio economico e/o culturale. Quelli che normalmente sono supportati dai compagni, in qualche caso anche dalle loro famiglie, quei bambini o ragazzi che hanno più di altri bisogno della presenza fisica dell’insegnante ed anche dei compagni.

La didattica a distanza è stata una necessità, per impedire il diffondersi ancora maggiore del contagio. Occorre ora tornare – per quanto possibile – alla scuola che si fa a scuola. La perdita va recuperata, non solo nell’interesse degli interessati, ma anche per il bene dei loro compagni, della scuola e dell’intero corpo sociale (che troverà nello sviluppo positivo di questi ragazzi, meno tossicodipendenza, meno baby gang, meno violenza sociale in genere).

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