I criteri di valutazione del concorso Dirigenti Scolastici in Sardegna

di Lalla
ipsef

Domenico Pirisi – Sono uno dei duecento docenti che – in Sardegna – già dalle prove scritte ha dimostrato di essere inadeguato per uno di quegli 87 posti di Dirigente Scolastico.

Domenico Pirisi – Sono uno dei duecento docenti che – in Sardegna – già dalle prove scritte ha dimostrato di essere inadeguato per uno di quegli 87 posti di Dirigente Scolastico.

Agli orali parteciperanno soltanto 79 colleghi, perché proprio non c’era nessun’altro che valesse la pena di vedere in faccia e sentire parlare per capire se, in fondo, quei posti banditi a concorso potessero essere assegnati !

Mi sono detto: pazienza, forse è giusto così…

Poi però, una settimana dopo aver pubblicato gli idonei, la commissione esaminatrice ha finalmente reso pubblici i criteri di valutazione delle prove e io – imprudentemente! – mi sono ritrovato a leggerli…

Da vent’anni partecipo alle commissioni d’esame e ho visto, costruito, discusso griglie di valutazione di tutti i tipi, a volte decisamente bizzarre, ma – vi giuro – non avevo mai visto niente del genere!

Cerco di sintetizzare più che posso per non annoiarvi troppo, perché davvero questo concorso ha superato ogni limite di sopportazione:

la commissione ha idealmente diviso le prove in tre “descrittori”, nella sostanza tre aspetti da esaminare, assegnando a questi un massimo di 4 punti, 10 punti e 16 punti su 30;

ogni descrittore è stato valutato sulla base di 4 “criteri qualitativi” (5 per la seconda prova), e precisamente la CHIAREZZA espositiva, la LEGITTIMITA’ (curiosamente intesa come “conformità alla normativa”.. ma non aveva un altro significato in italiano?), la CONOSCENZA e l’EFFICACIA.

Quindi, per ognuna di queste “parti ideali” della prova, la commissione ha valutato chiarezza, legittimità, conoscenza ed efficacia, con un peso però ben diverso a seconda della “zona” del compito!

Ora, la traccia predisposta dalla commissione non prevedeva affatto tre aree di indagine separate. Anzi, nella sostanza veniva precisato che nell’esaminare un aspetto/descrittore, il candidato doveva tenere conto anche degli altri due aspetti/descrittori. Come ha potuto la commissione assegnare tre valutazioni diverse, per esempio, per la chiarezza ? Chi può aver dimostrato correttezza ortografica e adeguatezza lessicale in una parte del compito mentre in un’altra no, se in realtà queste parti non erano neanche distinguibili?

Insomma, a questo punto mi chiedo e richiedo in quale parte sono stato chiaro e “legittimo” e in quale parte invece no, ma temo che non potrò mai trovare una risposta!

Il fatto è che chi è stato chiaro nella parte da 16 punti, è stato ben quattro volte più chiaro di chi lo è stato nella parte da quattro punti! Cavolo!! Beato lui!

Basta… evidentemente non so valutare.

A proposito: le due tracce erano sulla valutazione nelle istituzioni scolastiche !!

Cordialmente

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