I comportamenti problema, itinerari psicoeducativi. Scarica esempio protocollo inclusione

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Per comportamento problema s’intende un atteggiamento che può essere rischioso per il soggetto e per gli altri (nello specifico per i compagni), per l’ambiente, che può ostacolare l’apprendimento e le relazioni sociali.

Tali comportamenti possono comprendere: gesti inappropriati verso compagni, insegnanti e genitori, aggressività verbale, atteggiamenti oppositivi, comportamenti socialmente inadeguati.

Raccogliere tutte le informazioni riguardanti i comportamenti problema

Risulta opportuno raccogliere tutte le informazioni riguardanti i comportamenti problema, tale raccolta di informazioni può essere effettuata tramite: l’osservazione sistematica in cui sviene individuata la frequenza, la durata e l’intensità del comportamento; individuare mediante l’analisi funzionale gli elementi antecedenti e conseguenti per arrivare a comprendere e qual è lo scopo del comportamento messo in atto.

In seguito, verranno condivisi i risultati con le altre persone che hanno in carico lo studente così da selezionare le strategie e le tecniche per ridurre ed eliminare quegli stimoli scatenanti il comportamento problematico.

Quali comportamenti alternativi socialmente appropriati, insegnare?

Potranno essere insegnati comportamenti alternativi socialmente appropriati; a tale scopo si possono utilizzare: il TRAINING per le abilità sociali facendo ricorso al modellamento, al prompting, al role-playing. Tali tecniche hanno lo scopo di insegnare come interagire con gli agli altri e come comportarsi adeguatamente nei diversi contesti di vita. Per far sviluppare abilità comunicative idonee è essenziale individuare il sistema comunicativo con il quale il soggetto si esprime meglio. Tale sistema comunicativo potrebbe essere linguistico, gestuale o pittografico e servirà allo studente per apprendere a esprimere adeguatamente i propri bisogni. Tramite procedure guidate di problem solving, è possibile insegnare allo studente risposte alternative adeguate di fronte a una situazione problematica.

Le tecniche che favoriranno l’apprendimento di nuove abilità

Nel contenimento e per ridurre i comportamenti problematici, verranno adoperate tecniche che favoriranno l’apprendimento di nuove abilità. Tali tecniche possono consistere nel rinforzo che può essere materiale, dinamico, sociale e informazionale. Il rinforzo ha lo scopo di implementare il sorgere di comportamenti socialmente adattivi, nella “tecnica di concatenamento di azioni” in cui un compito complesso viene suddiviso in parti più semplici, con lo scopo finale di concatenare, per step, le parti più semplici giungendo all’esecuzione dell’intero compito solo successivamente. Per apprendere al soggetto comportamenti idonei o per aiutarlo a risolvere situazioni problematiche o compiti complessi, inoltre, è possibile ricorrere al prompting, al fading, allo shaping e alla task analysis.

Il rinforzo

Il rinforzo può dare una mano anche nella ridefinizione di un’immagine positiva di sé.

Quando il comportamento problema diviene molto difficile da gestire, l’insegnate può ricorrere al “blocco fisico” (solo quando lo studente mette a repentaglio la propria e altrui salute o incolumità) al Time-out (il bambino viene condotto fuori dalla classe o espulso dal gioco, al “Time out senza isolamento”, in questo caso il soggetto resterà in aula ma sarà separato dai compagni per certo tempo.

I contratti educativi

In genere il ricorso a “contratti educativi, stipulati tra insegnante e studente, può essere efficace per configurare una relazione basata sulla fiducia ma anche sul rispetto reciproco e delle regole condivise e accettate dalla comunità scolastica. Altre utili procedure possono essere: itinerari per indurre l’autocontrollo; token economy, contratto di contingenza; l’autoistruzione verbale (si insegna al soggetto ad essere responsabile e conduttore del proprio atteggiamento.

Le fasi del training dell’autoistruzione

L fasi del training dell’autoistruzione possono essere così riassunte:

  • fornire allo studente un chiaro esempio di ciò che si vuole;
  • sostenere lo studente nella scomposizione di un compito difficile in parti più semplici;
  • insegnargli a darsi autoistruzioni mediante il modellamento.

Quando lo studente ha appreso quanto era nostro scopo insegnarli, è bene diminuire progressivamente gli aiuti; fornire rinforzi ogni volta che lo studente si impartirà autoistruzioni corrette.

L’intervento psicoeducativo relativo alla riduzione o estinzione di comportamenti problematici

L’intervento psicoeducativo relativo alla riduzione o estinzione di comportamenti problematici richiede un trattamento educativo multifocale che comprende la famiglia, il soggetto e la scuola. In famiglia molto importante è l’attenzione al bambino, al ragazzo soprattutto quando vengono messi in atto comportamenti adattivi, evitando ti dare eccessiva importanza a quegli atteggiamenti che non si vuole vengano invece proposti. Una seconda regola è quella della coerenza educativa tra i diversi attori coinvolti nell’itinerario educativo. Le regola da far apprendere devono essere semplici, chiare, sintetiche, molto precise, inequivocabili e soprattutto largamente condivise e discusse.

I 5 passi

L’intervento in ambito scolastico prevede cinque passi: – preparazione di un contesto “facilitante” e inclusivo; facile “gestione” della classe e delle lezioni (aula e lezioni devono essere alla portata di tutti); controllo del comportamento problematico mediante procedure già convalidate e sperimentate (senza ricorrere all’improvvisazione); utilizzare sempre una modalità educativa metacognitiva; auto-gestione dello stress dei docenti condividendo le proprie esperienze con gli insegnati della classe.

Il rinforzo positivo

Il rinforzo positivo è certamente l’azione più efficiente e consiste nel “ricompensare” lo studente tutte le volte che mette in atto il comportato desiderato. I rinforzi possono essere simbolici, materiali, dinamici, informazionali e sociali. Rientrano nel rinforzo sociale, ad esempio, l’apprezzamento non verbale come una carezza o un abbraccio, “la modalità della lode selettiva” in cui viene spiegato allo studente cosa ho apprezzato di più del suo comportamento.

Anche altri interventi possono aiutare lo studente a rispettare le richieste: dire ciò che opportuno fare senza chiedere sempre se lo studente lo vuole fare, richiamare l’attenzione prima di una prestazione, fornire messaggi, chiari, semplici e sintetiche. Eliminare le distrazioni, assicurarsi che lo studente abbia compreso e sentito chiaramente la richiesta, dare poche, chiare e semplici regole, dare il tempo necessario senza mettere fretta e avvertire in anticipo per lo svolgimento di compiti complessi da affrontare. Le punizioni eccessive rischiano di determinare ancora più instabilità emotiva e comportamentale, talvolta è più produttivo il ricorso a una sanzione sottrattiva, eliminando qualcosa di piacevole e utile e proporsi come modello facendo comprendere che prima di ribellarsi bisogna fermarsi e comprendere o riflettere sulle conseguenze che si potranno avere.

Il protocollo per la gestione dei comportamenti problema

Si fa sempre più deciso e fermo l’intervento di alcune scuola sul fenomeno relativo alla gestione dei “comportamenti problema”. Di particolare interesse è il protocollo elaborato dal Circolo Didattico Cesena 2 di Cesena (FC). Si tratta del “Protocollo Inclusione: gestione dei comportamenti problema” che come esplicita nella premessa “È stato elaborato dal gruppo d’Istituto dei docenti di sostegno, con la supervisione del Dirigente Scolastico, ed è rivolto agli operatori scolastici che devono intervenire in situazioni di emergenza di fronte a comportamenti “esplosivi” che potrebbero sfociare in situazioni di rischio per il personale e per i bambini. Esso esprime, innanzitutto, la volontà degli insegnanti e dell’Istituzione scolastica di farsi carico di un’esigenza percepita sempre più urgente ed emergente nella vita scolastica quotidiana e dare alcune risposte pratiche cercando di rispettare prima di tutto la tutela della sicurezza di alunni ed operatori scolastici”. Un particolare plauso al dirigente scolastico professoressa Marinella Verrazzani che ha il merito di puntare non solo alla qualità ma anche all’efficacia dell’azione educativa e formativa, finalizzata all’inclusione scolastica che, in questo circolo, diventa davvero concreta.

Protocollo inclusione gestione dei comportamenti problema

Vedi anche

Bes e dsa, come affrontare i comportamenti “problema”. Tecniche per gestire la classe – 2°Edizione – Orizzonte Scuola Formazione

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