I collaboratori scolastici, “operai” e braccia portanti della scuola. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Per far funzionare un’istituzione scolastica non c’è solo il Dirigente Scolatico, il DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi), i docenti, ma vi sono soprattutto i collaboratori scolastici che sono gli “operai” della scuola, cioè le braccia portanti della scuola.

Molto prezioso è il loro lavoro in quanto sovrintendono al buon funzionamento dei vari plessi. All’apertura dei cancelli i collaboratori scolastici accolgono prima i docenti e poi al suono della campanella gli alunni. Collaborano a stretto gomito con i docenti in tutto ciò che concerne la parte di supporto alla didattica e non (fotocopie, lettura delle circolari dei DS nelle classi, degli avvisi per gli alunni) e quanto altro serve per mandare avanti una scuola. In più i collaboratori scolastici sono tenuti come i docenti alla sorveglianza degli alunni nelle classi in assenza dell’insegnante e prezioso è il loro supporto quando il docente per vari motivi deve allontanarsi dalla classe.

Quindi se nella scuola manca la figura del collaboratore scolastico la stessa non potrebbe funzionare a dovere, perchè l’ex bidello (così veniva chiamato un tempo) rappresenta l’anima operante della scuola. Bisogna avere profondo rispetto per questa figura professionale che, spesso, viene messa in secondo piano tra i dipendenti che lavorano a scuola, ma che danno, invece, un contributo notevole.

Il loro lavoro va considerato, va valorizzato per il grande supporto che danno, altrimenti la scuola sarebbe monca. Sono loro che accolgono i genitori che devono colloquiare con il Dirigente o con l’Ufficio di segreteria, sono loro che tengono in ordine la scuola, sono loro il motore della scuola.

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