I 25 motivi del fallimento della legge 107/15. Lettera

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In merito alla legge 107/15 si evincono molte storture che hanno leso e umiliato l’intera categoria si elencano i motivi del fallimento:

1) Le modalità di partecipazione che non rendevano noti tutti posti disponibili nel territorio nazionale in cui ogni docente partecipava compilando e inviando la domanda;

2) L’assurda scelta obbligatoria delle 100 province, che trattavasi solo di una elenco di priorità di scelta;

3) La cancellazione da qualsiasi graduatoria nel caso in cui si rifiutava dopo aver dato adesione al piano assunzionale;

4) L’impossibilità iniziale di chiedere il trasferimento prima dei 3 anni;

5) La mancata chiarezza del ruolo specifico del potenziatore in base alla sua classe di concorso, non si conoscevano i PTOF delle varie scuole, che non erano stati stilati poiché successivi alla legge;

6) La suddivisione per fasi del piano assunzionale, che comunque, hanno avvantaggiato i docenti di fase C, non sapendo prioritariamente all’atto della domanda in quale fase si entrava;

7) Il poter rimandare la presa in servizio, se si aveva una supplenza anche di poche ore in atto al momento dell’assegnazione della sede;

8) L’aver fatto partecipare circa 23mila docenti nelle GAE infanzia al piano assunzionale, senza di fatto assumerli rimandando ad un futuro e non delineato progetto 0-6, (ci chiediamo quale azienda mette un annuncio di ricerca del personale, senza avere un piano preordinato su quale personale sia necessario);

9) Un algoritmo impostato che ha dato adito a molte conciliazioni, spesso non adeguatamente corrette e sanate, soprattutto per i docenti cosiddetti immobilizzati;

10) Il voler agevolare gli idonei ai concorsi precedenti, ma non si comprende quale sia stata la motivazione, forse poiché qualcuno aveva precedentemente garantito qualche scambio di favori a cui i legislatori non potevano sottrarsi di ricambiare;

11) Il non aver voluto sanare l’incresciosa situazione delle ore sottratte dalla riforma Gelmini, benché vi siano ben 3 sentenze del TAR del Lazio, di cui due esecutive;

12) Le deroghe emanate dal governo, tramite il DL Puglisi, che hanno cancellato parte delle regole che erano state chiaramente esposte dal governo per poter partecipare al piano assunzionale e che in base a quelle, molti hanno deciso di non parteciparvi;

13) La mobilità prevista per l’anno successivo, che ha svantaggiato i docenti di ruolo entrati negli anni precedenti e i docenti precari sia delle GAE che delle GI poiché ha sottratto posti che normalmente erano disponibili annualmente;

14) L’assurda mobilità anche provinciale che ha favorito i docenti di fase C che erano assegnati ad altra provincia e che dovevano avere la mobilità solo dopo aver effettuato quella provinciale e non prima o durante;

15) L’inconcepibile potere discrezionale dei dirigenti scolastici che hanno trasformato le cattedre di potenziamento in cattedre di disciplina e viceversa, senza alcun criterio oggettivo, solo per avere un docente stabile per 3 anni;

16) La grave responsabilità dei sindacati confederali che hanno spinto a compilare una domanda al buio (vedi punto 1), senza alcuna fattiva opposizione a questo piano scellerato;

17) I docenti che hanno dato ascolto ai sindacalisti di turno che affermavano che comunque avrebbero trovato degli escamotages per rimandare la presa in servizio nella scuola assegnata;

18) I docenti che pur sapendo di non poter partire per motivi familiari hanno deciso di aderire comunque al Piano assunzionale, scegliendo di fatto il lavoro rispetto alla famiglia;

19) Le diverse deleghe che hanno diviso ulteriormente la categoria poiché hanno sfavorito chi coscienziosamente ha letto la legge e ha deciso di non aderire per le palesi iniquità introdotte dalle deleghe effettuate dal governo su pressione dei sindacati confederali;

20) L’aver avvantaggiato una parte di persone che faceva altro lavoro e hanno avuto la possibilità di trovare un impiego statale calato dal cielo, non pensando minimamente ai diritti acquisiti di chi si trovava in posizione migliore nelle graduatorie rispetto alla sua;

21) L’aver avvantaggiato chi non aveva situazioni familiari critiche e sicuramente più giovane rispetto ai docenti nelle prime posizioni delle graduatorie e poteva tranquillamente trasferirsi in una delle 100 province, senza alcuna considerazione per chi aveva anche gravi motivazioni come figli o genitori che avevano/hanno bisogno di assistenza continuativa;

22) L’introduzione del bonus premiale che di fatto è stato un ulteriore umiliazione per chi ha deciso di usufruirne poiché non ha valorizzato adeguatamente il lavoro compiuto dai docenti, creando disparità di trattamento anche per i docenti precari e sicuramente ha creato ulteriori divisioni nella già divisa categoria;

23) Le modalità e l’introduzione della carta del docente, che pur essendo una buona idea, andava gestito diversamente, senza premiare volutamente determinate aziende commerciali;

24) L’alternanza scuola-lavoro, che concepita diversamente dal modello tedesco, non fa che regalare manovalanza gratuita alle varie aziende in modo coercitivo per gli studenti, in quanto non possono esimersi da non farla, e inoltre risulta inefficace dove nel territorio non vi sono realtà produttive specifiche per i vari indirizzi di studio;

25) L’aver previsto delle deleghe in bianco, dove non è possibile effettuare alcun accordo tra le parti, come dire il governo si è firmata una carta in bianco sulle proprie modalità di scelta, come fosse un Re con potere di vita e di morte.

Si scrive tutto ciò, per chiarire che la partecipazione al piano assunzionale è stata una scelta comunque difficile, c’è chi ha ceduto al ricatto del governo e in un certo modo leggittimando la legge 107/15 e quindi anche la tanto criticata ‘chiamata diretta’ e tutte le storture sopra elencate e chi invece ha deciso di non partecipare soprattutto per diversi motivi sopraelencati.

Con ciò, benché sia evidente che le scelte siano personali, anche se successivamente si ci rende conto che siano state errate per i risultati ottenuti, non si possono chiedere cambiamenti solo per sanare in modo non equo la propria situazione personale e che indubbiamente ledono i diritti di una parte dei loro colleghi.

Ciò che risulta evidente oggi, è che vi è un palese fallimento della legge 107/15, la continuità didattica è peggiorata rispetto ai precedenti anni scolastici, la supplentite non è stata eliminata, ma in vero, è aumentata soprattutto al Nord e la sbandierata volontà di agire per favorire gli alunni è una delle peggiori verità propagandata da questo governo, basti pensare che alcuni spezzoni orario annuali sono stati assegnati quasi a quadrimestre finito, ovvero pochi giorni fa.

E risulta ancora più evidente il malcontento creato nella categoria, quando si osservano, le migliaia di diffide inviate verso il Ministero dell’Istruzione, verso gli USP e non solo, ma anche i migliaia di ricorsi e appelli legali.

Risulta poco dignitoso chiedere ancora favoritismi in base alla proprie decisioni, pur sapendo che, è nel suo complesso che la legge 107/15 va rivista per intero, poiché le pezze messe attraverso i vari decreti legge non hanno fatto che peggiorare ulteriormente una legge nata sbagliata, che non ha eliminato le precedenti storture della legge Gelmini, ma ha introdotto nuove storture che poco si adattano al complessità della gestione della scuola e non migliorano la vivibilità di chi vi opera, né di chi usufruisce di questa.

Rudy Guzman per il Con.G.A.E.  (Comitato Nazionale docenti iscritti in GAE.)

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