“Ho un tumore: devo parlarne con gli insegnanti di mio figlio?”

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“Ho un tumore: devo parlarne o no con gli insegnanti di mio figlio?”. Risponde l’esperto della Fondazione Veronesi. La scuola, si sa, ingloba la vita degli alunni, non è soltanto il luogo dove si apprendono nozioni. La scuola ha un ruolo centrale nella vita degli studenti, dei più piccoli così come dei ragazzi.

La Fondazione spiega che “ci sono diverse ragioni per cui può essere utile spiegare agli insegnanti dei propri figli quel che sta accadendo, nel momento in cui uno dei due genitori sa di essere alle prese con un tumore. Gli insegnanti trascorrono molto tempo con i bambini (e anche con gli adolescenti) e sono di solito le prime persone a notare cambiamenti nel loro comportamento che possono sfuggire a un genitore impegnato a gestire una grave malattia. Conoscere la situazione li può aiutare a riconoscere i campanelli d’allarme di un malessere che merita attenzione“.

E’ inoltre importante, secondo la Fondazione, che i docenti conoscano ciò che sta accadendo a livello familiare, “affinché sappiano che un eventuale calo di rendimento è dovuto preoccupazione, perché si assicurino che il bambino (o ragazzo) non si estranei dalla vita scolastica o che non venga isolato. Ancora, gli insegnanti in molti casi possono essere di supporto diventando confidenti dei ragazzi fornendo loro il confronto e la possibilità di sfogo da cui spesso rifuggono in famiglia“.

Agli insegnanti possono bastare poche informazioni, senza scendere necessariamente nei dettagli della malattia, per poter comprendere lo stato del  proprio alunno in una situazione di difficoltà.

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