Maestra, “ho paura non mi vaccino, preferisco i tamponi. Il Green pass copre il fatto che non è stato fatto nulla di quello che serve” per rientro in sicurezza

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Dure parole quelle di una docente rilasciate all’agenzia ANSA sul Green pass, gli interventi del Ministero in fatto di sicurezza e le sanzioni previste contro chi non si adegua. L’insegnante ha sulle spalle 36 anni di carriera e lavora alla primaria in scuole a tempo pieno. Ha un problema di salute che la preoccupa, l’asma, e pertanto ha deciso di non vaccinarsi nonostante non sia una malattia da esonero.

Al centro delle sue critiche l’operato del Ministero e del Governo “l’unica cosa assolutamente chiara – ha dichiarato – è che l’obbligo del Green pass nella scuola serve solo a coprire il fatto che non è stato fatto nulla di quello che serve e nessun investimento. Per gli alunni, per gli insegnanti, per il personale non docente e per metterci in grado di insegnare ed educare i nostri studenti in sicurezza“.

Punto critico che è stato contestato da più parti, anche a livello sindacale. Le sue critiche sono quelle che conoscono tutti gli insegnanti: “il distanziamento per esempio, è diventato un suggerimento e si può derogare. Che poi se cade una penna salta. Si potevano dividere le classi, oggi abbiamo 20-25 bambini in aula; nella mia scuola ci sono oltre 110 alunni, una quindicina di insegnanti, alcuni girano tra classi e plessi diversi come l’insegnante di religione; non sono stati messi purificatori per l’aria (finestre aperte in Veneto d’inverno? non scherziamo, certo noi le teniamo e i bimbi tengono il cappotto)

A questo la maestra aggiunge la carenza di organico dei collaboratori, ormai cronica nella scuola italiana e l’organico aggiuntivo Covid non risolve certo il problema oltre ad essere legato alla sola situazione emergenziale, il personale “non basta a garantire la sicurezza. Con bambini piccoli le emergenze sono tante, ogni giorno“.

Alla domanda, se ha pensato di mollare, la maestra risponde che se non riuscirà a gestire il Green pass attraverso i tamponi ricorrerà ad Opzione donna o aspettativa non retribuita. “Io voglio continuare ad insegnare. – conclude – Ma ci stanno impedendo di fare le cose importanti, si è burocratizzato tutto, l’ultima cosa è preparare i bambini alla vita. Che purtroppo hanno sempre più problematiche

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