Ho chiesto cattedra mista prevista nei decreti attuativi del D.lgs. 66/2017, ma non mi è stata concessa. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Inviato da Gianni Montresor – Spett. Redazione di Orizzontescuola, sono un docente di ruolo titolare di lettere ed insegno in una scuola secondaria di 1° grado. Sono specializzato per il sostegno e ho ricoperto questo ruolo per 11 anni.

A settembre avevo fatto richiesta alla mia Dirigente di una cattedra mista (lettere + sostegno) e c’erano tutte le condizioni per ottenerla, visto che nel mio Istituto ci sono sempre 5/6 cattedre vacanti di sostegno. La mia Dirigente era favorevole a questa proposta, ma l’Ufficio scolastico provinciale si è espresso in modo categorico, dicendo che non è possibile.

Personalmente sono molto favorevole a questa possibilità e sono convinto che dal punto di vista didattico rappresenterebbe una scelta molto opportuna. Allo stato attuale, infatti, la maggior parte degli insegnanti di sostegno transita, dopo un certo tempo, sulla materia perché il docente di sostegno è percepito dagli studenti, in primis, ma anche dai colleghi, come una sorta di assistente ad personam al quale delegare la cura degli alunni disabili e non come un vero insegnante, esperto di integrazione. In questi ultimi anni si è tenuto un ampio dibattito sull’opportunità della cattedra mista che consentirebbe di praticare l’interscambiabilità dei ruoli, favorendo il dialogo e la mediazione tra l’insegnante curricolare e l’insegnante specializzato.

L’art 14 comma 2 del decreto legislativo n. 66/17, applicativo della legge sulla buona scuola, prevede espressamente la possibilità di una cattedra mista (materia+sostegno), ma sembra impossibile attuarla, perché  non si integra con le norme che regolamentano gli organici, le supplenze e lo statuto giuridico dell’insegnante.

Le obiezioni sollevate dall’Ufficio scolastico provinciale riguardano innanzitutto il fatto che la cattedra mista andrebbe a modificare gli organici, spezzando sia la cattedra di materia sia quella di sostegno. Inoltre non esiste, allo stato attuale, un docente titolare di due classi di concorso. Infine  si creerebbe una situazione problematica nel caso si dovesse ricorrere ad un supplente: il docente curricolare che verrebbe nominato andrebbe a ricoprire anche uno spezzone di sostegno che probabilmente spetterebbe a docenti che nella graduatoria incrociata avrebbero un punteggio maggiore. Si creerebbe dunque una situazione che, in caso di ricorso, sarebbe già persa in partenza.

 

In questo momento il Ministro Bussetti ha predisposto le bozze dei decreti attuativi del Decreto Legislativo 66/2017 sull’inclusione        

(https://www.orizzontescuola.it/sostegno-bussetti-illustra-i-decreti-attutativi-previsti-dalla-legge-di-riforma-ecco-quali/).

Chiedo pertanto alle associazioni di sostegno e ai sindacati di fare delle proposte perché sia tecnicamente possibile attuare la cattedra mista prevista dall’art 14 comma 2 del decreto legislativo n. 66/17. E’ un’occasione da non perdere!

Ringraziando per l’attenzione e la disponibilità, porgo cordiali saluti

Prof. Gianni Montresor

Versione stampabile
anief anief
soloformazione