Ho assistito al colloquio di maturità di mia nipote. La distanza tra le attese e la pratica d’esame è risultata abissale. Lettera

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Inviata da Enrico Fortunato Maranzana – L’accertamento avrebbe dovuto mirare a verificare il grado di conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale, acquisito “attraverso conoscenze e abilità”. Il suo nucleo portante è il documento, elaborato dalla commissione, che apre i lavori.

Esso è sottoposto al candidato per “favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare”; documento che dovrebbe valorizzare, per ogni studente, “le metodologie adottate, i progetti e le esperienze realizzate”.

La determinazione del significato di “rapporto interdisciplinare” è vincolata dagli indicatori presenti nella scheda ministeriale di valutazione, che prevedono “l’acquisizione dei metodi delle diverse discipline”. Riformulando: i metodi disciplinari, inseparabili dai relativi problemi, rappresentano lo spazio in cui i diversi campi del sapere si sovrappongono. Ne discende che il documento d’inizio colloquio deve formulare un quesito, volto a sollecitare comportamenti significativi, dai quali emergeranno le qualità del candidato, comuni ai diversi ambiti.

A mia nipote è stato dato un testo di Giovenale, riguardante i privilegi dei ricchi. La richiesta dei previsti collegamenti interdisciplinari era sottintesa. Per la commissione d’esame il significato di “rapporto” tra discipline sembra essere più simile a una vicinanza casuale piuttosto che a un’interazione. Immaginate un uomo e una donna, che si trovano sullo stesso tram: uno è seduto e l’altra in piedi accanto al finestrino. Anche se sono vicini non c’è alcun legame tra di loro.

Questa analogia evidenzia come la relazione tra le discipline sia stata concepita in modo superficiale e artificioso. La metodologia della ricerca, che è lo spazio di intersezione tra le dottrine, non è stata valorizzata, così come la finalità dell’esame non è stata perseguita: le capacità e le competenze emergono dai processi derivanti dall’applicazione dei metodi disciplinari.

Aggiornamento 9 luglio

L’autore precisa: “La piattaforma su cui si fonda l’argomentazione è l’epistemologia delle relazioni interdisciplinari di Jean Piaget, unitamente all’ordinanza ministeriale sugli esami di Stato del 25 marzo 2024”.

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