Hiroo Onoda: il soldato che non voleva arrendersi amava la scuola e i bambini

di Giulia Boffa
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E’ morto il 16 gennaio scorso, all’età di 91 anni, Hiroo Onoda, il leggendario soldato dell’Esercito imperiale giapponese arresosi soltanto nel 1974.

Si è spento a causa di un infarto in un ospedale di Tokyo dov’era ricoverato dal 6 gennaio.

E’ morto il 16 gennaio scorso, all’età di 91 anni, Hiroo Onoda, il leggendario soldato dell’Esercito imperiale giapponese arresosi soltanto nel 1974.

Si è spento a causa di un infarto in un ospedale di Tokyo dov’era ricoverato dal 6 gennaio.

Onoda, ex ufficiale dell’intelligence, è noto alla comunità internazionale perché dopo quasi 30 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, nella giungla sull’isola filippina di Lubang, venne arrestato poiché si rifiutava di credere che il conflitto fosse finito. Questo fa di lui il penultimo soldato giapponese della seconda guerra, arresosi 7 mesi prima di Teruo Nakamura.

Dopo il suo fermo nessuno riuscì a convincerlo che l’Esercito imperiale era stato definitivamente sconfitto. Solo con l’intervento del suo ex comandante, che gli ordinò di deporre le armi, Onoda decise di porre fine alla sua guerra.

Per questo, successivamente scrisse anche un libro (intitolato ”No Surrender: My Thirty-Year War” nell’edizione inglese) sui suoi anni nella giungla, divenuto un bestseller alla fine del XX secolo.

Nel 1984 tornò in Giappone e fondò la scuola per bambini Shizen Juku Onoda (”Scuola Naturale Onoda”). Nel 1996 ritornò a Lubang, donando oltre 10.000 dollari a una scuola elementare.

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