Visite specialistiche ATA. Cosa fare quando sono terminate le 18 ore di permesso

di Paolo Pizzo
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Termino le 18 ore e prendo un giorno di malattia per visita specialistica ma non ho una patologia in atto 

Una delle domande più diffuse è se, una volta terminate le 18 ore, posso continuare a prendere giornate di assenza sempre imputabili alla malattia, pur non avendo una patologia in atto.
È possibile.

Il comma 12 dell’art. 33 del CCNL Scuola del 19.4.2018 dispone infatti che :
nei casi in cui l’incapacità lavorativa è determinata dalle caratteristiche di esecuzione e di impegno organico delle visite specialistiche, degli accertamenti, esami diagnostici e/o delle terapie, la relativa assenza è imputata alla malattia, con la conseguente applicazione della disciplina legale e contrattuale in ordine al relativo trattamento giuridico ed economico. In tale caso l’assenza è giustificata mediante le attestazioni di cui al comma 11, lett. b) [solo attestazione della struttura, senza necessità del certificato del medico curante].
Il giorno rientra nel comporto e si effettua la trattenuta.

Termino le 18 ore e prendo un giorno di malattia per visita specialistiche e ho una patologia in atto 

Il comma 11 invece dispone:
Nel caso di concomitanza tra l’espletamento di visite specialistiche, l’effettuazione di terapie od esami diagnostici e la situazione di incapacità lavorativa temporanea del dipendente conseguente ad una patologia in atto, la relativa assenza è imputata alla malattia, con la conseguente applicazione della disciplina legale e contrattuale in ordine al relativo trattamento giuridico ed economico. In tale ipotesi, l’assenza per malattia è giustificata mediante:
a) attestazione di malattia del medico curante individuato in base a quanto previsto dalle vigenti disposizioni, comunicata all’amministrazione secondo le modalità ordinariamente previste in tale ipotesi;
b) attestazione, redatta dal medico o dal personale amministrativo della struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione, secondo le previsioni dei commi 9 e 10.

Conclusioni

La fattispecie elencata nel comma 12 è quella sicuramente più diffusa e che permette al personale di continuare ad assentarsi per effettuare le visite specialistiche una volta che sono terminate le 18 ore a disposizione in un anno scolastico, e di imputare l’assenza alla malattia.

• In pratica, se terminate le 18 ore (per le quali come sappiamo ho solo bisogno dell’attestazione della struttura a giustificazione dell’assenza senza altri adempimenti) ho bisogno di assentarmi ancora per effettuare le visite, in questo caso il medico della struttura (attenzione: non quello curante) mi rilascia l’attestazione (come si fa nelle prime 18 ore di assenza) dalla quale però si evinca anche che la visita effettuata non mi permette di tornare al lavoro. In pratica nell’attestazione basta che vi sia l’aggiunta dello stato di incapacità lavorativa verificatasi come conseguenza diretta della prestazione (l’impegno e le caratteristiche di “esecuzione” della visita per cui non si può ritornare al lavoro). Non c’è bisogno della certificazione del medico curante. Posso quindi imputare l’assenza alla malattia.

Se, invece, ho una patologia in atto ed è per questa patologia che devo effettuare delle visite ecc., allora in questo caso serve anche l’attestazione di malattia del medico curante in aggiunta poi all’attestazione rilasciata dalla struttura (comma 11).

Resta ovviamente ferma la possibilità, da parte del lavoratore, di fruire (in alternativa alla malattia per l’intera giornata al fine anche di evitare le connesse decurtazioni economiche) dei permessi brevi a recupero, dei permessi per motivi familiari e personali, dei riposi compensativi per le prestazioni straordinarie effettuate oltre che, ovviamente, delle ferie (comma 15).

Un’ultima fattispecie è infine indicata nel comma 14:

Nel caso di dipendenti che, a causa delle patologie sofferte, debbano sottoporsi periodicamente, anche per lunghi periodi, a terapie comportanti incapacità al lavoro, è sufficiente un’unica certificazione, anche cartacea, del medico curante che attesti la necessità di trattamenti sanitari ricorrenti comportanti incapacità lavorativa, secondo cicli o calendari stabiliti. I lavoratori interessati producono tale certificazione all’amministrazione prima dell’inizio della terapia, fornendo il calendario, ove previsto.

Visite specialistiche ATA. Quando si considerano malattia e si decurta stipendio

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