Variabili nella valutazione dei rischi: burnout, ricreazione, bullismo, consegna allievi

di Natalia Carpanzano
ipsef

Nell’analisi dei “soggetti” della valutazione dei rischi non si può non prendere in considerazione  variabili di diversa natura, peraltro in parte richiamate dal D.Lgs. 81/08, quali “stress lavoro- correlato, differenza di genere, differenza di età, provenienza da altri Paesi”, fattori che possono determinare un rischio supplementare in ambito scolastico.

Nell’analisi dei “soggetti” della valutazione dei rischi non si può non prendere in considerazione  variabili di diversa natura, peraltro in parte richiamate dal D.Lgs. 81/08, quali “stress lavoro- correlato, differenza di genere, differenza di età, provenienza da altri Paesi”, fattori che possono determinare un rischio supplementare in ambito scolastico.

Per quanto riguarda lo “Stress lavoro-correlato” la valutazione dei rischi dovrà basarsi sia su dati “oggettivi” (es. esposti e lamentele, assenteismo, ricorso alla Commissione ex DM Economia e Finanze 12.2.04 per problemi di natura comportamentale), sia su dati soggettivi (rilevabili tramite questionari distribuiti a tutto il personale scolastico), considerando il fatto che, sulla base dei dati di letteratura, l’esistenza di problemi di questa natura tra il personale della scuola è molto frequente, in particolare nel corpo docente.

Nell’analisi delle “Differenza di genere” spesso si focalizza l’attenzione sul genere femminile, facendo quasi esclusivamente riferimento alle “lavoratrici in stato di gravidanza” sono inquadrate dal D.Lgs. 81/08 come “gruppo a rischio”, per il quale è prevista una valutazione dedicata, obbligo già presente nel D.Lgs. 151/01.

Occorre invece non dimenticare i rischi lavorativi che si riferiscono ad una maggiore vulnerabilità a carico di alcuni apparati, che, nella scuola, può significare soprattutto dermatiti da contatto per utilizzo di prodotti di pulizia e malattie infettive di tipo respiratorio, nonché disturbi dell’umore.

Nel valutare i rischi riferibili alla “Differenza di età” degli allievi rispetto a quella del personale adulto, è opportuno approfondire le seguenti tematiche:

  • rischi: sia oggettivi (tipologia di strutture e attrezzature) sia comportamentali, in relazione alla diversa percezione del rischio da parte degli allievi (scuole di ogni ordine e grado), con particolare riguardo alle attività di laboratorio (nelle scuole superiori)
  • gestione della conduzione della ricreazione, e dell’eventuale tempo mensa
  • gestione della consegna degli allievi ai genitori al termine delle lezioni (scuole del 1° ciclo)
  • eventi correlati a bullismo

Nell’affrontare questi aspetti, l’obiettivo primario deve essere la sicurezza degli allievi e non tanto la responsabilità penale e civile degli insegnanti e del personale scolastico in genere, ma comunque non si può trascurare di approfondire il problema delle condizioni psicofisiche del personale docente più anziano e del conseguente aumento del rischio da stress lavoro-correlato per questa specifica categoria di lavoratori.

Per affrontare la problematica della “Provenienza da altri Paesi “ è necessario analizzare la situazione per quanto attiene al numero degli allievi e dei lavoratori non italiofoni. Se da tale analisi preparatoria dovesse emergere un contesto che suggerisce una maggiore attenzione, questa può essere focalizzata sui seguenti punti: definizione del livello di comprensione della lingua italiana e verifica della comprensione di circolari, comunicazioni interne, segnaletica.

Negli istituti superiori che pianificano stage o alternanza scuola-lavoro, la valutazione dovrà riguardare anche i rischi connessi a tali attività.

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