Valutazione intermedia scuola media: voti e giudizi, comportamento, documento valutazione, ruolo dirigente, potenziamento, IRC e attività alternative

di Nino Sabella
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Il decreto legislativo n. 62/2017 ha novellato la valutazione e la certificazione delle competenze nel primo ciclo e gli esami di Stato.

Le misure relative alla scuola secondaria di secondo entreranno in vigore dall’anno scolastico 2018/19, mentre quelle riguardanti il primo ciclo sono già vigenti.

In vista della chiusura del primo quadrimestre e delle operazioni di scrutinio, sintetizziamo in questa scheda le novità principali relative alla valutazione nel primo ciclo, focalizzando la nostra attenzione sulla valutazione intermedia.

VALUTAZIONE

La valutazione intermedia e finale, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, è effettuata collegialmente dai docenti contitolari della classe (scuola primaria) o dal consiglio di classe (scuola secondaria di primo grado).

I docenti di sostegno partecipano alla valutazione di tutti gli alunni della classe. Nel caso di più docenti di sostegno, che seguono lo stesso alunno, la valutazione sarà congiunta, ossia tramite espressione di un unico voto.

I docenti di religione cattolica, di attività alternativa alla religione cattolica e i docenti di insegnamenti curricolari per gruppi di alunni, partecipano alla valutazione dei soli alunni che si avvalgono dei predetti insegnamenti.

I docenti di potenziamento dell’offerta formativa, invece, non partecipano alla valutazione ma vi contribuiscono fornendo elementi conoscitivi sull’interesse manifestato e sul profitto conseguito da ciascun alunno che ha seguito le attività da loro svolte.

RUOLO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Le operazioni di scrutinio sono presiedute dal dirigente scolastico o da suo delegato. Sottolineiamo che, al riguardo, il decreto 62/2017 non fa distinzione tra scuola primaria e secondaria di I grado, per cui il dirigente presiede gli scrutini sia nella primaria (diversamente che in passato) che nella secondaria di primo grado, fermo restando l’istituto della delega.

VOTI E GIUDIZI

La valutazione, compresa quella relativa agli esami di Stato, è espressa, per ciascuna delle discipline del curricolo, con votazioni in decimi ed è integrata dalla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto.

Nello specifico, il giudizio, che accompagna la valutazione in decimi, deve descrivere il processo formativo, in termini di progressi nello sviluppo culturale, personale e sociale, e il livello globale di sviluppo degli apprendimenti conseguito.

Alla luce di quanto sopra riportato e di quanto indicato nel Decreto n. 62/2017 e nella nota n. 1865/2017, sembra evidente che il giudizio non deve limitarsi alle singole discipline ma deve riguardare la descrizione globale del processo di apprendimento e di crescita dell’alunno (preferibile quindi un giudizio complessivo e non per singola disciplina).

COMPORTAMENTO

La valutazione del comportamento è effettuata collegialmente e viene espressa attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione. Essa si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza e, per la scuola secondaria di primo grado, allo Statuto delle studentesse e degli studenti e al Patto educativo di corresponsabilità (altro punto di riferimento è rappresentato naturalmente dai regolamenti delle singole Istituzioni scolastiche).

In seguito alla succitata novità, è stata abrogata la norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva per gli alunni che conseguivano un voto di comportamento inferiore a 6/10.

CITTADINANZA E COSTITUZIONE

Le attività svolte nell’ambito dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione sono oggetto di valutazione.

La valutazione delle suddette attività confluisce nel complessivo voto delle discipline dell’area storico-geografica (ai sensi dell’articolo I della legge n, 169/2008, come leggiamo nella nota Miur 1865/2017).

IRC E ATTIVITÀ ALTERNATIVA

La valutazione dell’insegnamento di religione cattolica, per i soli studenti che se ne avvalgono, è espressa con una nota sull’interesse e i livelli di apprendimento raggiunti.

Allo stesso modo, la valutazione delle attività alternative all’insegnamento di religione cattolica, per gli studenti che se ne avvalgono, è espressa con un giudizio sintetico sull’interesse manifestato e i livelli di apprendimento raggiunti ed è riportata su una nota distinta.

ALUNNI DISABILI E DSA

Il D.lgs. n. 62/2017, come leggiamo anche nella nota n. 1865/2017, non ha introdotto novità sostanziali riguardo alla valutazione degli allievi disabili certificati e con DSA.

La valutazione dei suddetti alunni fa riferimento al PEI, nel caso dei disabili, e al PDP nel caso degli alunni con DSA.

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE

Il documento di valutazione (periodica e finale) va adeguato alle novità sopra descritte e deve, quindi, riportare  non solo i voti in decimi, ma anche il giudizio riguardante il comportamento e il giudizio volto a descrivere il processo e il livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto.

L’adeguamento è compito delle Scuole.

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