Il Tutorato scolastico nel Tirocinio Formativo Attivo. Aspetti organizzativi e aree della formazione. Compiti tutoriali nei TFA

di Katjuscia Pitino
ipsef

All’interno del TFA i compiti tutoriali sono disciplinati dall’art.11 del D.M.

All’interno del TFA i compiti tutoriali sono disciplinati dall’art.11 del D.M. n.249 del 2010; i ruoli di organizzazione, di coordinamento e di svolgimento diretto delle attività richieste agli aspiranti insegnanti competono rispettivamente ai tutor coordinatori, organizzatori e ai tutor dei tirocinanti, i primi due sono appositamente scelti in ambito universitario mentre gli ultimi sono individuati all’interno della singola istituzione scolastica, attraverso determinate procedure fissate nei DD.MM. del 30 settembre 2011 e nel D.M. 8 novembre 2011; i decreti del 30 settembre 2011 hanno stabilito i criteri e le modalità per lo svolgimento dei corsi di perfezionamento per l'insegnamento di una disciplina, non linguistica, in lingua straniera nelle scuole, ai sensi dell'articolo 14 del decreto 249 e per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto 249; l’art.2 del D.M. 8 novembre del 2011 è al contrario illuminante sulla funzione dei tutor e sulle modalità di accesso alla funzione tutoriale.

Nel nuovo sistema di formazione i docenti tutor acquisiscono un ruolo di supporto strategico all’azione diretta del tirocinio poiché a loro è demandato, per quanto di competenza e sulla base anche dei contesti formativi in cui si attua la formazione, di iniziare i tirocinanti, sia sotto il profilo della teoria che della prassi, a pratiche di insegnamento attivo in classe.

La nuova modalità di formazione introdotta dal decreto 249/2010 si articola in due fasi: l’una centrata sull’apprendimento di teorie e modelli educativo-didattici emergenti, in modo da mettere sempre in stretta correlazione l’approccio didattico e disciplinare, l'altra sulla sperimentazione diretta su campo, che tende ad assumere il ruolo di verifica di quanto conosciuto ed appreso dal tirocinante durante le attività seminariali all’università, in una dimensione operativa che deve rappresentare allo stesso tempo l’occasione per una riflessione di ciò che si è agito in corso di formazione.

L’art.2 del decreto 249 nell’esplicitare gli obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti offre lo spunto anche per le tematiche oggetto di trattazione durante le attività di tirocinio; 1. La formazione iniziale degli insegnanti di cui all' articolo 1 è finalizzata a qualificare e valorizzare la funzione docente attraverso l'acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali necessarie a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall'ordinamento vigente. 2.  E' parte integrante della formazione iniziale dei docenti l'acquisizione delle competenze necessarie allo sviluppo e al sostegno dell'autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 . 3.  Le competenze di cui ai commi 1 e 2 costituiscono il fondamento dell'unitarietà della funzione docente”.

Lo svolgimento delle attività di tirocinio si alterna presso le facoltà e le istituzioni scolastiche; queste ultime accreditate ai sensi del D.M. n.93 del 2012 che disciplina le condizioni necessarie per l’accreditamento delle istituzioni ai fini delle attività di Tirocinio Formativo Attivo. Tra i requisiti richiesti sono determinanti il parere positivo del collegio docenti alla partecipazione alle attività di tirocinio e la disponibilità acquisita di docenti in qualità di tutor dei tirocinanti secondo l'allegato A del predetto decreto.

I tutor hanno il compito di concorrere, di concerto ed in sinergia con le università e con le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, attraverso specifici protocolli, alla formazione iniziale degli insegnanti.

Ai tutor coordinatori spetta il compito di “orientare e gestire i rapporti con i tutor assegnando gli studenti alle diverse classi e scuole e formalizzando il progetto di tirocinio dei singoli studenti; provvedere alla formazione del gruppo di studenti attraverso le attività di tirocinio indiretto e l'esame dei materiali di documentazione prodotti dagli studenti nelle attività di tirocinio; supervisionare e valutare le attività del tirocinio diretto e indiretto; seguire le relazioni finali per quanto riguarda le attività in classe”(art.11 comma 2 D.M. 249/2010). 

I tutor organizzatori svolgono la funzione di “organizzare e gestire i rapporti tra le università, le istituzioni scolastiche e i relativi dirigenti scolastici; gestire tutte le attività amministrative legate ai distacchi dei tutor coordinatori, al rapporto con le scuole e con l'Ufficio scolastico regionale, al rapporto con gli studenti e alle attività di tirocinio in generale; coordinare la distribuzione degli studenti nelle diverse scuole; assegnare ai tutor coordinatori, di anno in anno, il contingente di studenti da seguire nel percorso di tirocinio”(art.11 comma 4 D.M. 249/2010).

Il tutorato scolastico

Nelle attività di tirocinio diretto ed indiretto, così come previste dal comma 3 dell'art.10 del D.M. 249, la presa in carico dell'aspirante insegnante spetta ad un docente tutor individuato all'interno dell'istituzione scolastica, denominato ai sensi del comma 1 dell'art.11, tutor del tirocinante (o anche cosiddetto tutor d'aula). Mentre l'articolo 11 del D.M. 249 è foriero dei compiti richiesti ai tutor, i requisiti e i titoli sono disciplinati, come già detto, nel successivo D.M. 8-11-2011, decreto che ha regolamentato la determinazione dei contingenti del personale della scuola necessario per lo svolgimento dei compiti tutoriali nonché i criteri per la selezione degli aspiranti a tali compiti, proprio in attuazione dell’articolo 11, comma 5 del D.M. n.249.

In ambito scolastico il tutorato del docente assegnato al tirocinante verte su alcuni punti fondamentali del tirocinio formativo attivo ovvero come stabilito nell'art.11 del D.M.249/2010 il tutor dei tirocinanti ha “il compito di orientare gli studenti rispetto agli assetti organizzativi e didattici della scuola e alle diverse attività e pratiche in classe, di accompagnare e monitorare l'inserimento in classe e la gestione diretta dei processi di insegnamento degli studenti tirocinanti”. Premesso che alle istituzioni scolastiche compete ex art.10 comma 3 progettare di concerto col consiglio di corso di tirocinio il percorso di tirocinio che contempli “una fase osservativa e una fase di insegnamento attivo” al fine di integrare fra loro le attività formative, ai docenti tutor è demandato nei confronti degli aspiranti insegnanti un sostegno che sia di esplorazione e di conoscenza dell'organizzazione e della gestione scolastica nei suoi aspetti salienti, ma anche didattico per comprendere a modo quale sia il modello di insegnamento-apprendimento da implementare sulla base del contesto di riferimento. Il tirocinio formativo diretto chiede infatti ai tirocinanti di convogliare nella prassi quotidiana le conoscenze teoriche acquisite durante la fase seminariale della formazione, potendo così sperimentare pratiche di insegnamento adattate alla situazione scolastica in cui si esperisce. Il metodo che risulta più adeguato è quello della ricerca azione in cui l'analisi, l'osservazione diretta della realtà, la sperimentazione su campo e la riflessione in situazione si definiscono come principi che si attivano contemporaneamente, creando una convergenza di saperi e di abilità, relazionati all'esperienza in atto.

La “fase osservativa e l'insegnamento attivo” nel percorso di tirocinio ex art.10, comma 2 D.M. n.249 del 2010

Il percorso di tirocinio contempla una fase osservativa e di conoscenza della realtà scolastica sotto il profilo organizzativo, relazionale e professionale; si persegue infatti un obiettivo fondamentale per il tirocinante: saper collegare i tratti conoscitivi degli insegnamenti di scienze dell'educazione e gli insegnamenti delle didattiche disciplinari, previsti dal comma 3 dell'art.10 del D.M. 249, con l'esperienza diretta, svolta durante le attività di tirocinio. I contenuti appresi dal tirocinante sono posti quindi a sperimentazione in loco; in questa fase si attua un processo di trasmissione di conoscenze su uno specifico contesto che genera riflessioni utili alla formazione del tirocinante e alla precipua azione che gli viene chiesta da svolgere nell'ambiente scolastico attraverso specifici interventi diretti.

La fase osservativa del tirocinio si svolge attraverso la lettura del contesto di riferimento, l'orientamento, il monitoraggio e il supporto in itinere, pratiche queste che intendono rappresentare un sostegno e un ausilio propedeutico all'azione diretta e successiva del tirocinante; il formatore (tutor) infatti funge da canalizzatore all'azione, dovendo assumere il ruolo propulsore di atteggiamenti riflessivi. In questo ambito dell'osservazione avviene la presa in carico del tirocinante ed inizia un percorso di conoscenza a tutto campo sulla realtà scolastica. Nell’ambito della formazione si dovrà infatti incidere sugli assetti organizzativi e gestionali, normativi, didattici e prettamente curricolari. A questo primo momento di conoscenza, definito di osservazione, seguirà infatti l’insegnamento attivo, (art.10, comma 3 lett.b, D.M. 249 del 2010) realizzato attraverso interventi diretti del tirocinante e sotto la supervisione del tutor che in tutta le fasi del percorso partecipa al compito di professionalizzazione dei futuri insegnanti.

La sperimentazione diretta del tutorato scolastico: aree della realizzazione formativa

Le azioni formative sopra delineate, spettanti ai tutor dei tirocinanti nei TFA all’interno della istituzione scolastica, per risultare adeguate alle previsioni del comma 3 dell’art.10 del D.M. 249/2010, richiedono a supporto del tirocinante e del tutor stesso, l’elaborazione di una procedura scansionata attraverso uno specifico protocollo organizzativo, in grado di monitorare le azioni esperite sul campo e rendere conto della formazione avvenuta; questa prassi ha lo scopo di mettere al sicuro da una formazione avventizia, avendo già premesso che alle istituzione scolastiche compete la progettazione di un percorso di tirocinio ex art.10 comma 3 D.M. n.249.

Il tutorato si esplica quindi secondo un procedura ben definita, seguendo in progressione alcuni step determinati che è possibile raggruppare in quattro aree fondamentali; si aggiunga poi che ai fini dell’accreditamento come sede di tirocinio alle scuola è richiesto un “piano di realizzazione e di svolgimento delle attività di tirocinio per le singole classi di concorso” (art.5 D.M. n.93 del 30/11/2012) riguardante le diverse fasi.

L’area amministrativa e organizzativa, pre-tutorato, comprensiva dell’individuazione dei tutor dei tirocinanti e condotta attraverso una specifica selezione interna all’istituzione scolastica, diversa per i tutor del TFA ordinario e per quelli operanti, al contrario, nei corsi di specializzazione su sostegno; le procedure di selezione dei tutor dei tirocinanti sono disciplinate rispettivamente nell’art.2 del D.M. 8/11/2011 e nel D.M. 30/09/2011. Questa area prevede la presa di conoscenza dei compiti spettanti ai tutor ex art.11 D.M. n.249/2010; “i tutor dei tirocinanti hanno il compito di orientare gli studenti rispetto agli assetti organizzativi e didattici della scuola e alle diverse attività e pratiche in classe, di accompagnare e monitorare l'inserimento in classe e la gestione diretta dei processi di insegnamento degli studenti tirocinanti”.

L’area degli assetti organizzativi e didattici ex art.11 del D.M. 249/2010 rappresenta il cuore del tirocinio e tocca l’ambito dell’osservazione diretta. Per questa area i nuclei tematici pertinenti alla formazione possono articolarsi nell’analisi del contesto scolastico, della flessibilità organizzativa interna, orario e scansione delle attività scolastiche, ruoli e funzioni del personale docente, organizzazione dei servizio scolastico e funzionamento degli organi collegiali (consigli di intersezione, di interclasse e di classe), progettazione di istituto, l’analisi del POF e delle sue aree, progettazione disciplinare, curricolo trasversale, riunioni collegiali, processo di insegnamento-apprendimento, modalità di analisi e scelta dei libri di testo, osservazione delle attività didattiche svolte in classe, verifiche orali e scritte, valutazione e correzione degli elaborati, relazione alunni/docente e relazione con il gruppo classe, processi di integrazione ed inclusione scolastica. In questo ambito della formazione deve poter rientrare anche l’osservazione del tutor durante tutte le attività svolte dal tirocinante.

Ai tutor individuati è richiesta altresì una definizione delle linee progettuali ante tutorato: una dichiarazione diretta degli obiettivi che si intendono perseguire nello svolgimento del tirocinio e la tipologia di lavoro scelta; elementi che possono essere rilevati attraverso la somministrazione di schede appositamente costruite. Per i tirocinanti la rilevazione dei bisogni formativi, per individuare le aree da affrontare lungo la formazione, avviene anche attraverso uno specifico modello di rilevazione.

L’area dell’insegnamento attivo dei tirocinanti ex art.10 del D.M. 249/2010 verte sugli interventi diretti, stabiliti con i tutor e condotti attraverso la loro supervisione. Questa fase presenterà la negoziazione degli interventi, gli obiettivi formativi per il tirocinante e quelli didattici ed educativi per la classe, la pianificazione, le metodologie, i tempi di attuazione e le strategie messe in atto durante l’intervento, le competenze acquisite e l’autovalutazione personale. E’ il momento di massimo raccordo tra il versante teorico e pratico della formazione.

Infine è importante anche considerare il monitoraggio e la valutazione dell’intero percorso di formazione attraverso un’area dedicata alla rendicontazione di quanto sperimentato; l’uso di dispositivi di autovalutazione in itinere e finali, schede di rilevazione e questionari, serviranno per un miglioramento continuo.

L’art.5 del D.M. n.93 del 30/11/2012 dispone che “il direttore dell'istituzione o un suo delegato assume il ruolo di responsabile delle attività di tirocinio che si svolgono presso il proprio istituto. Nel caso di reti, l'accordo individua le responsabilità”.

NORMATIVA FORMAZIONE INIZIALE DEGLI INSEGNANTI

D.M. 10/09/2010, n. 249

Regolamento concernente: «Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell'articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244».

D.M. 30/09/2011

Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di perfezionamento per l'insegnamento di una disciplina, non linguistica, in lingua straniera nelle scuole, ai sensi dell'articolo 14 del decreto 10 settembre 2010, n.249.

D.M. 30/09/2011

Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto 10 settembre 2010, n. 249.

D.M. 08/11/2011

Disciplina per la determinazione dei contingenti del personale della scuola necessario per lo svolgimento dei compiti tutoriali, la loro ripartizione tra le università e le istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, e criteri per la selezione degli aspiranti a tali compiti, in attuazione dell'articolo 11, comma 5 del decreto 10 settembre 2010, n. 249.

Art. 2  Requisiti e titoli

1.  Per l'esercizio dei relativi compiti è richiesto il possesso di requisiti e titoli che qualifichino il personale al quale affidare i compiti tutoriali. A tal fine si distinguono requisiti e titoli richiesti per i docenti cui siano affidati i compiti di tutor dei tirocinanti, da quelli richiesti per i tutor coordinatori e i tutor organizzatori, per i quali il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249 , prevede l'esonero, parziale o totale, dal servizio.

2.  I tutor dei tirocinanti sono individuati e nominati dai dirigenti scolastici o dai coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche ricomprese negli elenchi di cui all' art. 12 del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249 e, sino alla predisposizione dei predetti elenchi, secondo quanto disposto dall' art. 15 , comma 23, ai sensi dell' art. 11 , comma 3, del predetto decreto. Al fine dell'individuazione di tali docenti si dovrà tener conto del requisito di almeno cinque anni di servizio d'insegnamento a tempo indeterminato, in assenza del quale non è possibile assumere l'incarico di tutor dei tirocinanti.

3.  Le nomine sono disposte sulla base delle domande pervenute e della graduatoria interna d'istituto elaborata dal dirigente scolastico o dal coordinatore didattico in funzione dei punteggi determinati dalla valutazione dei titoli e da apposita valutazione condotta dal comitato per la valutazione del servizio dei docenti di cui all' art. 11 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 , secondo quanto previsto dalla tabella 1 dell' allegato A al presente provvedimento.

4.  I tutor dei tirocinanti nei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità e dei corsi di perfezionamento per l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera, di cui rispettivamente agli articoli 13 e 14 del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249 , sono individuati e nominati dai dirigenti scolastici o dai coordinatori didattici sulla base dei requisiti previsti nei rispettivi decreti attuativi.

5.  I tutor coordinatori e i tutor organizzatori di cui all' art. 11 , commi 2 e 4, e all' art. 9, comma 4, del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249 , sono selezionati dalle università e dalle istituzioni AFAM con appositi e distinti bandi. A tal fine sono definiti dalla tabella 2 dell' allegato A :

i requisiti di ammissione ai bandi di assegnazione degli incarichi:

i titoli valutabili;

l'articolazione del colloquio di valutazione.

6.  Il personale docente che intende chiedere l'utilizzazione per i compiti di cui al comma 5 invia la domanda all'università ovvero all'istituzione AFAM a norma dello specifico bando di concorso. Concluse le procedure di valutazione, le università e le istituzioni AFAM comunicheranno le conseguenti graduatorie agli uffici scolastici territoriali interessati, anche al fine della modifica del contratto individuale di lavoro.

7.  Gli incarichi di tutor organizzatore e tutor coordinatore sono incompatibili con la contemporanea fruizione di incarichi, distacchi, comandi, od ogni altra forma di utilizzazione prevista in materia dalla vigente normativa, fatti salvi gli incarichi in essere presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o presso i percorsi di cui ai decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, e 28 settembre 2007, n. 137.

D.M. 30/11/2012, n. 93

Definizione delle modalità di accreditamento delle sedi di tirocinio. 

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