Supplenze, numero max di ore cumulabili tra scuola statale e non statale

di Lalla
ipsef

Analizziamo i riferimenti normativi che permettono il completamento di orario tra scuola statale e non statale.

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L’art. 4 comma 2 del Regolamento delle supplenze afferma

“Per il personale docente della scuola secondaria il completamento dell’orario di cattedra può realizzarsi per tutte le classi di concorso, sia di primo che di secondo grado, sia cumulando ore appartenenti alla medesima classe di concorso sia con ore appartenenti a diverse classi di concorso ma con il limite rispettivo di massimo tre sedi scolastiche e massimo due comuni, tenendo presente il criterio della facile raggiungibilità.”

e subito dopo dice: ” Il completamento d’orario può realizzarsi, alle condizioni predette, anche tra scuole statali e non statali con rispettiva ripartizione dei relativi oneri.”

La norma indica chiaramente che il contratto stipulato con la scuola statale deve essere compreso nel limite del completamento di orario e sottoposto ai limiti imposti

Qual è dunque il limite massimo di ore tra scuola statale e non statale? 18 o 24 ore?

Il limite massimo è di di 18 ore nella scuola secondaria.

L’art. 4 comma 1 del Regolamento delle supplenze afferma: “L’aspirante cui viene conferita, in caso di assenza di posti interi, una supplenza ad orario non intero, anche nei casi di attribuzione di supplenze con orario ridotto in conseguenza della costituzione di posti di lavoro a tempo parziale per il personale di ruolo, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario, esclusivamente nell’ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo.

I punti fondamentali sono due:

  • il completamento di orario può avvenire solo nella stessa provincia in cui si ha già uno spezzone
  • il completamento non può superare l’orario obbligatorio del docente di ruolo

L’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il personale di ruolo è indicato dall’art. 28 del CCNL 2006 2009: “In coerenza con il calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali. ”

Quindi orario obbligatorio per i docenti di ruolo a 18 ore, possibile completamento per i supplenti a 18 ore. La norma è valida sia che il completamento avvenga con scuola non statale che statale.

Cosa accade se il completamento implica il frazionamento di una disponibilità nella scuola statale? Il docente che svolge già supplenza su spezzone nella scuola non statale, al quale viene offerto una supplenza nella scuola statale, può chiedere di frazionare la disponibilità per ottenere il completamento?

Dalla prassi acquisita in questi ultimi anni emerge che l’orientamento dei Dirigenti Scolastici è quello di considerare il Regolamento delle supplenze come cardine normativo per la scuola statale, quindi partendo dalla disponibilità nella scuola statale, se si vuole e ne ricorrono le condizioni, si può completare anche con ore di insegnamento nella scuola non statale, ma non viceversa.

Cosa vuol dire che il frazionamento delle disponibilità deve avvenire “salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno”?

Il frazionamento deve tenere conto delle esigenze didattiche relative alle singole discipline, così ad es. una disponibilità di 4 ore relativa solo ad Italiano o Matemativa per una classe non può essere scissa.

In questi anni si è formato un dibattito sulla possibilità/convenienza di scindere insegnamenti quali Italiano/Storia, Matematica/Fisica, Filosofia/Storia. L’orientamento (in questi casi comunque è sempre bene concordare con il Dirigente Scolastico) è quello di consentire la scissione, dato che essa è diventata prassi comune anche per i docenti di ruolo in seguito alla contrazione di cattedre e alla razionalizzazione imposta dalle riforme sugli ordinamenti scolastici.

E’ chiaro che le ore destinate alle attività di sostegno per un alunno non possono essere scisse.

Il docente che deve attuare il completamento di orario può chiedere spostamenti di orario nella scuola statale?

Purtroppo questa situazione non è definita dal punto di vista normativo. Citiamo una sentenza molto importante

Il docente supplente ha sempre diritto al completamento. Intervento positivo del SAB presso l’USP di Rimini, in cui si fornisce questa indicazione: “L’orario è atto di gestione e può essere modificato dal dirigente in qualsiasi momento per far fronte a nuovi interventi organizzativi del servizio anche perché, nel caso di specie, il posto è a tempo pieno, con la presenza di più insegnanti, con ambiti che rendono lo stesso posto scindibile”

Dobbiamo tuttavia avvertire che spesso nelle scuole si incontrano molte difficoltà (anche quando il completamento riguarda unicamente scuole statali), soprattutto se l’orario è diventato “definitivo” e si è nella seconda parte dell’anno scolastico.

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