Scrutini, la valutazione non può scaturire solo dalla media matematica del registro elettronico

di Katjuscia Pitino
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Dall’introduzione del registro elettronico è invalso l’uso di ricavare la valutazione intermedia e finale dei risultati quadrimestrali degli alunni solo dalla media matematica fornita da tale dispositivo.

Dall’introduzione del registro elettronico è invalso l’uso di ricavare la valutazione intermedia e finale dei risultati quadrimestrali degli alunni solo dalla media matematica fornita da tale dispositivo.

Non è raro sentire che questa procedura è ormai diventata una consuetudine in molte realtà scolastiche tanto d’aver svilito il senso originario della funzione valutativa spettante al singolo docente, in virtù della sua libertà di insegnamento, ma in collegialità con gli altri docenti della classe.

Principi della valutazione: voto numerico e motivazione

Se “la valutazione è infatti espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche”, così recita il comma 2 dell’art.1 del DPR n.122 del 2009 (Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni), è pur vero che l’atto valutativo in sé debba scaturire da un processo logico-argomentativo, frutto di un congruo numero di verifiche orali e scritte e da osservazioni continue sul processo di apprendimento dei singoli alunni. Prescrive bene il successivo comma 3 del citato articolo 1 del decreto 122, facendo luce sugli aspetti consistenti la valutazione: il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione nella sua valenza ‘anche’ formativa deve essere informativa del percorso soggettivo compiuto dall’alunno, mettendo al corrente sulle sue potenzialità e carenze, sui progressi raggiunti e sui miglioramenti da attuare.

Secondo questa prospettiva, la valutazione esige quindi di essere agita riportando in sede di scrutinio intermedio e finale le motivazioni circa l’attribuzione dei singoli voti, con le eventuali decisioni del Consiglio di classe. Di certo questa procedura non esclude che i voti degli alunni siano susseguenti alla media matematica, ma per un corretto sistema valutativo è bene che il processo di valutazione di ogni singolo alunno sia integrato anche da spiegazioni circostanziate sulle decisioni assunte dal consiglio. Perché ricavando il voto solo dalla media matematica, tratta dal registro elettronico, ed in assenza di motivazione si corre il rischio di snaturare la competenza tecnica spettante all’organo collegiale ovvero l’approfondita disamina sull’attribuzione dei voti scaturenti dal processo logico-valutativo operato in seno alla seduta. In questo caso nel verbale del consiglio si darà contezza dell’iter seguito e della formazione della volontà dell’organo, superando la genericità di un valutazione solo espressamente numerica, desunta appunto dalla media matematica.

La normativa di riferimento

Tale principio che sta alla base della disciplina della valutazione si ricava dall’art.79 del R.D. n.653 del 1925 il quale dispone che “i voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l'ultimo periodo delle lezioni. Se non siavi dissenso, i voti in tal modo proposti s'intendono approvati; altrimenti le deliberazioni sono adottate a maggioranza, e, in caso di parità, prevale il voto del presidente.

Come si legge nell’articolo citato, i voti si assegnano infatti su proposta dei singoli professori, sulla base di un giudizio brevemente motivato, e per l’appunto ciò viene a confermare che al momento della valutazione la sola indicazione del voto numerico, espressione di una media matematica, in difetto di motivazione viene ad inficiare l’operato dell’organo stesso. Pertanto i verbali redatti seguendo questo ordine sono facilmente impugnabili. Tra le varie sentenze inerenti l’argomento i giudici del TAR Calabria-Catanzaro nella sentenza n.514 del 2008 per esempio così concludono “ogni valutazione deve essere seguita collegialmente, dopo approfondito e puntuale esame per ciascuno alunno, sulla base dei giudizi analitici dei docenti delle discipline di insegnamento. Ciò anche perché ciascun allievo percorre un proprio iter, soggetto a valutazione finale complessiva”; le deliberazioni assunte devono riportare quindi giudizi ed espressioni sul profilo della valutazione assegnata per ogni alunno che non può ridursi ad una mera elencazione dei voti su una tabella riepilogativa, così come risulta dai tabulati del registro elettronico che calcola automaticamente la media matematica.

I profili di responsabilità

Un iter procedurale non a norma di legge, in difetto di motivazione, può condurre all’annullamento dei giudizi espressi. E’ opportuno quindi che in apertura di seduta il Presidente che coincide con il dirigente scolastico o con un suo delegato, ricordi ai componenti del consiglio di classe di “effettuare singolarmente la valutazione riferita ad ogni studente” (Sentenza del Consiglio di Stato n.3187 del 1997), non limitando la valutazione alla sola enumerazione dei voti.

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