Riposi per allattamento: a chi spettano, fino a che età del bambino, quante ore

di Paolo Pizzo
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I riposi giornalieri hanno la funzione non solo del soddisfacimento delle esigenze puramente fisiologiche del minore, ma sono diretti anche a soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali al fine dell’armonico e sereno sviluppo della sua personalità. Essi, pertanto, svolgono una funzione omogenea a quella che assolvono i congedi e, più specificamente, i congedi parentali.

I riposi giornalieri spettano a tutto il personale in servizio (docente e ATA), sia a tempo determinato (anche per supplenza breve) che indeterminato, con uguali diritti.

I riposi giornalieri possono essere fruiti fino al compimento del 1° anno di età del figlio (compreso il giorno del 1° compleanno) o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.

La distribuzione dell’orario di lavoro deve essere concordata tra il
dipendente stesso ed il datore di lavoro, tenendo conto anche delle esigenze di servizio.

I periodi di riposo sono considerati ore lavorative agli effetti della durata
e della retribuzione del lavoro.

Quante ore spettano

  •  Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  •  Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora;
  • I periodi di riposo sono di mezz’ora ciascuno quando la lavoratrice fruisca dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.

Scarica la guida completa sui riposi per allattamento

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