Riforma valutazione medie, cosa cambia per alunni disabili, DSA e BES? Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale

di Nino Sabella
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Il decreto sulla valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato dedica un apposito articolo (11) agli alunni disabili e con disturbi specifici di apprendimento.

Illustriamo in questa scheda le misure previste per l’ammissione alla classe successiva e agli esami di stato degli alunni disabili certificati della scuola secondaria di I grado, nonché per lo svolgimento degli esami conclusivi del primo di istruzione.

Nel decreto leggiamo che “l’ammissione alla classe successiva e all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione avviene secondo quanto disposto dal presente decreto, tenendo a riferimento il piano educativo individualizzato.”

AMMISSIONE ALLA CLASSE SUCCESSIVA

Sono ammessi alla classe successiva gli alunni disabili che:

  • abbiano frequentato per almeno i tre quarti del monte ore personalizzato;
  • non abbiano necessariamente la sufficienza in tutte le discipline; in tal caso la decisione di ammissione spetta al Consiglio di Classe.
  • L’ammissione dell’allievo disabile deve essere deliberata o meno sempre tenendo a riferimento il Piano Educativo Individualizzato.

AMMISSIONE AGLI ESAMI DI STATO

I requisiti per l’ammissione degli allievi disabili agli esami di Stato sono i seguenti:

  • frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
  • valutazione non necessariamente sufficiente in tutte le discipline, purché il Consiglio di classe ritenga che l’allievo abbia raggiunto, nell’insieme, un livello di conoscenze e competenze tali da poter affrontare gli esami, sempre tenendo a riferimento il Piano Educativo Individualizzato;
  • partecipazione, nel mese di aprile, alla Prova Invalsi (non obbligatoriamente).

Riguardo al test Invalsi, è doveroso evidenziare che il Consiglio di Classe può prevedere:

  • adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento della prova;
  • predisporre specifici adattamenti della prova;
  • esonerare l’alunno dalla prova.

ESAMI DI STATO

Ricordiamo che le prove previste per gli esami di Stato sono: la prova scritta di Italiano, la prova scritta di matematica, la prova scritta di lingue e la prova orale.

La sottocommissione può decidere di far svolgere agli alunni disabili delle prove differenziate, finalizzate a valutare il progresso degli stessi in relazione alle potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Le prove differenziate vanno predisposte sulla base del Piano Educativo Individualizzato, relativamente alle attività svolte durante l’anno, alle valutazioni effettuate e all’assistenza eventualmente prevista per l’autonomia e la comunicazione

Le prove differenziate hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.

Nello svolgimento delle prove, gli alunni disabili si avvalgono dell’ausilio di attrezzature tecniche e sussidi didattici, utilizzati  nel corso dell’anno scolastico per l’attuazione del Piano Educativo Individualizzato.

L’esito finale degli esami scaturisce dalla media, arrotondata all’unità superiore per frazioni pari o superiori a 0.5, tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio. Il voto minimo per il superamento degli esami è pari a sei decimi.

Qualora gli alunni disabili non si presentino agli esami, agli stessi è rilasciato un attestato di credito formativo.

L’attestato di credito costituisce titolo per l’iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di II grado o dei corsi di istruzione e formazione professionale, ai soli fini del riconoscimento di ulteriori crediti formativi da valere anche per percorsi integrati di istruzione e formazione.

Evidenziamo, infine, che, mentre per gli allievi con DSA, a seguire delle disposizioni dettate per gli stessi, è espresso esplicitamente (art. 11 comma 15) che nel diploma finale e nelle tabelle affisse all’albo dell’istituto “non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove”, per i disabili tale previsione non è espressa al termine delle disposizioni dettate per i medesimi.

Si tratta di una dimenticanza o forse il legislatore, collocando la previsione alla fine dell’articolo (11/5), dedicato sia ai disabili che agli allievi con DSA, intenda riferirlo ad entrambi? Quest’ultima ipotesi sembra essere la più plausibile, anche perché la normativa previgente (tuttora vigente; le disposizioni del decreto entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico), ossia il DPR 122/09, prevede che nel diploma finale non venga fatta menzione delle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove.

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