“Primo soccorso” o “ pronto soccorso” a scuola – riferimenti normativi e metodologici

di Natalia Carpanzano
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Da sempre la Scuola viene considerato come un luogo di lavoro atipico, in quanto la presenza di alunni minori amplifica le problematiche legate agli interventi di soccorso.

Al contrario di altri luoghi di lavoro, dove tali problematiche sono sovente collegate al concetto di emergenza, nel caso della scuola sono da integrare con un gran numero di interventi legati all’urgenza, al piccolo malessere o al medio infortunio.

Le finalità metodologiche dell’intervento formativo sono riassumibili in tre concetti cardine:

  • SAPERE: acquisizione delle conoscenze teoriche fondamentali
  • SAPER FARE: acquisizione di abilità manuali indispensabili
  • SAPER COMPORTARSI: acquisizione di un approccio comportamentale adeguato a gestire basilari procedure di Primo Soccorso

Tra gli obiettivi pratici che un corso di formazione di primo soccorso si prefigge di raggiungere troviamo:

  • Riconoscere le potenziali situazioni di emergenza e/o di urgenza e valutarne la gravità
  • Allertare il sistema di Emergenza Sanitaria (118)
  • Fornire un adeguato Primo Soccorso

Come previsto dall’art. 45 comma 1 del D.Lvo 81/08 “Il datore di lavoro, tenendo conto della natura delle attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.”.

Nelle scuole, considerate le particolari condizioni lavorative, i dipendenti, gli studenti ed i visitatori sono considerati lavoratori a tutti gli effetti.

All’art. 45, comma 2 del suddetto Decreto, si precisa anche che “Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388”.

E’ bene sottolineare che nel mondo della scuola si parla di interventi di “primo soccorso” e non di “pronto soccorso”, come nel caso di un intervento gestito da un operatore sanitario in ospedale.

Per “primo soccorso” si intende l’insieme delle azioni che permettono di aiutare una o più persone in difficoltà, nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi qualificati. Nessuna azione deve essere svolta senza aver valutato la scena dell’evento. Appena possibile, dopo aver compiuto un esame primario inerente i parametri vitali, è necessario effettuare una chiamata di emergenza per attivare la catena del soccorso, e richiedere l’intervento di personale specializzato. Per Primo Soccorso si intendono dunque manovre orientate a mantenere in vita l’infortunato e a prevenire le complicazioni senza l’uso di farmaci e/o strumentazioni. Il Primo Soccorso è praticabile da qualsiasi persona, che in caso di omissione, è perseguibile (Art. 593 c.p.).

Il “Pronto Soccorso” è invece un insieme di attività complesse che hanno come obiettivo la “diagnosi e terapia” che spettano unicamente al personale sanitario.

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