Personale ATA e riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali: quando e come

di Lalla
ipsef

di Paolo Pizzo – Quali sono i criteri che devono coesistere per il personale ATA al fine di operare la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali?

di Paolo Pizzo – Quali sono i criteri che devono coesistere per il personale ATA al fine di operare la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali?

Ai sensi dell’art. 55, comma 1, del CCNL del 29/11/2007, i criteri che devono coesistere per il personale ATA al fine di operare la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali e applicare correttamente l’art. 55 su citato, sono: 

  • l’essere tale personale adibito a regimi di orario articolato su più turni o l’essere coinvolto in sistemi d’orario comportanti significative oscillazioni degli orari individuali rispetto all’orario ordinari
  • l’essere, queste gravosità, svolte nelle istituzioni scolastiche educative, in quelle con annesse aziende agrarie e in quelle scuole strutturate con orario di servizio giornaliero superiore alle 10 ore per almeno 3 giorni a settimana.

Pertanto, come affermato dall’ARAN in materia (Orientamento applicativo per la scuola del 24/6/2013), deve coesistere la condizione soggettiva ( la turnazione, i sistemi d’orario) e la condizione oggettiva ( la specifica tipologia di scuola).
Soltanto il personale che si trova in queste due  condizioni potrà usufruire della riduzione di orario.

Alla domanda Che cosa si intende per “orario di servizio giornaliero superiore alle 10 ore per almeno 3 giorni alla settimana”? l’ARAN precisa:

L’art. 55 del CCNL 2006/2009 per il personale del comparto scuola esplicita chiaramente le condizioni necessarie per l’applicazione della riduzione di orario settimanale lavorativo a 35 ore.

Occorre altresì far presente che l’art. 53 del medesimo CCNL definisce esattamente le modalità di prestazione dell’orario di lavoro distinguendole in orario flessibile, orario plurisettimanale e turnazioni; quest’ultime  consentono di  garantire la copertura massima dell’orario di servizio per specifiche e definite tipologie di funzioni e di attività qualora manchino i puntuali presupposti per l’applicazione dell’art. 55 su menzionato.

Si ritiene utile segnalare che la sottoscrizione di un contratto decentrato integrativo difforme dalle previsioni delle norme contrattuali potrebbe configurare responsabilità erariale. 

Mentre alla domanda “in quale sede devono essere definiti il numero, la tipologia, le ore eccedenti l’orario di servizio e quant’altro necessario a individuare il personale ATA che potrà usufruire della predetta riduzione?” l’ARAN risponde: ai sensi del comma 2 del medesimo articolo è nella contrattazione di istituto che viene definito il numero, la tipologia, e quant’altro necessario a individuare il personale ATA che potrà usufruire della predetta riduzione, ed è sempre nello stesso ambito che, ai sensi dell’art. dell’art. 51 (orario di lavoro ATA) del medesimo CCNL, vengono trattate le ore eccedenti l’orario di servizio.

Infine, si fa presente che gli effetti di un contratto decorrono dal momento della sua sottoscrizione.

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Personale ATA e riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali: quando e come

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di Paolo Pizzo – Quali sono i criteri che devono coesistere per il personale ATA al fine di operare la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali?

di Paolo Pizzo – Quali sono i criteri che devono coesistere per il personale ATA al fine di operare la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali?

Ai sensi dell’art. 55, comma 1, del CCNL del 29/11/2007, i criteri che devono coesistere per il personale ATA al fine di operare la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali e applicare correttamente l’art. 55 su citato, sono: 

  • l’essere tale personale adibito a regimi di orario articolato su più turni o l’essere coinvolto in sistemi d’orario comportanti significative oscillazioni degli orari individuali rispetto all’orario ordinari
  • l’essere, queste gravosità, svolte nelle istituzioni scolastiche educative, in quelle con annesse aziende agrarie e in quelle scuole strutturate con orario di servizio giornaliero superiore alle 10 ore per almeno 3 giorni a settimana.

Pertanto, come affermato dall’ARAN in materia (Orientamento applicativo per la scuola del 24/6/2013), deve coesistere la condizione soggettiva ( la turnazione, i sistemi d’orario) e la condizione oggettiva ( la specifica tipologia di scuola).
Soltanto il personale che si trova in queste due  condizioni potrà usufruire della riduzione di orario.

Alla domanda Che cosa si intende per “orario di servizio giornaliero superiore alle 10 ore per almeno 3 giorni alla settimana”? l’ARAN precisa:

L’art. 55 del CCNL 2006/2009 per il personale del comparto scuola esplicita chiaramente le condizioni necessarie per l’applicazione della riduzione di orario settimanale lavorativo a 35 ore.

Occorre altresì far presente che l’art. 53 del medesimo CCNL definisce esattamente le modalità di prestazione dell’orario di lavoro distinguendole in orario flessibile, orario plurisettimanale e turnazioni; quest’ultime  consentono di  garantire la copertura massima dell’orario di servizio per specifiche e definite tipologie di funzioni e di attività qualora manchino i puntuali presupposti per l’applicazione dell’art. 55 su menzionato.

Si ritiene utile segnalare che la sottoscrizione di un contratto decentrato integrativo difforme dalle previsioni delle norme contrattuali potrebbe configurare responsabilità erariale. 

Mentre alla domanda “in quale sede devono essere definiti il numero, la tipologia, le ore eccedenti l’orario di servizio e quant’altro necessario a individuare il personale ATA che potrà usufruire della predetta riduzione?” l’ARAN risponde: ai sensi del comma 2 del medesimo articolo è nella contrattazione di istituto che viene definito il numero, la tipologia, e quant’altro necessario a individuare il personale ATA che potrà usufruire della predetta riduzione, ed è sempre nello stesso ambito che, ai sensi dell’art. dell’art. 51 (orario di lavoro ATA) del medesimo CCNL, vengono trattate le ore eccedenti l’orario di servizio.

Infine, si fa presente che gli effetti di un contratto decorrono dal momento della sua sottoscrizione.

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