Permessi per motivi personali o familiari: per ATA a tempo indeterminato sono in ore. [GUIDA] con esempi

di Paolo Pizzo
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L’art. 31 del CCNL 19.04.2018 ha sostituito il comma 2 dell’art. 15 del CCNL 29.11.2007 nella parte relativa ai permessi per motivi personali o familiari del personale ATA a tempo indeterminato.

Quantificazione dei permessi esclusivamente in ore

Quest’ultima norma ha, infatti, sancito l’obbligo di una quantificazione esclusivamente ad ore per tali permessi e dunque, per il solo personale ATA, i permessi in esame sono attualmente fruibili soltanto frazionatamente nel limite complessivo di 18 ore annuali ad anno scolastico, che possono essere utilizzate anche cumulativamente per una intera giornata lavorativa.

Le ore fruite vengono decurtate dal relativo monte ore annuale dei permessi. Durante i predetti permessi orari al dipendente spetta l’intera retribuzione, esclusi i compensi per le prestazioni di lavoro straordinario, nonché le indennità che richiedano lo svolgimento della prestazione lavorativa.

Criteri e modalità fruizione

I permessi in questione:
Non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell’anzianità di servizio.
• Non sono fruibili per frazioni inferiori ad una sola ora.

In un orientamento applicativo per le Funzioni Centrali l’Aran ha chiarito che “Si ritiene che l’espressione “non sono fruibili per frazione di ora” possa essere interpretata nel senso che i permessi in questione non sono fruibili per un arco temporale inferiore ad una sola ora.

Conseguentemente, il dipendente non potrà fruirne per 20 o anche per 50 minuti (dovendo in questo caso comunque contabilizzare un’intera ora), mentre si ritiene possibile, in coerenza con la finalità ricordata, l’utilizzo per periodi composti da un’ora o da un numero intero di ore, seguiti da frazioni di ora (ad esempio, un’ora e quindici minuti, un’ora e trenta, due ore e venti ecc.).”

Non possono essere fruiti nella stessa giornata congiuntamente ad altre tipologie di permessi fruibili ad ore, previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva, nonché con i riposi compensativi di maggiori prestazioni lavorative fruiti ad ore.

La clausola contrattuale è finalizzata ad evitare che, attraverso la fruizione nell’arco della stessa giornata dei permessi per motivi personali e familiari, unitamente ad altre tipologie di permessi ad ore, l’assenza del dipendente si protragga per l’intera giornata o per buona parte di essa. Pertanto, per esempio, anche i permessi orario a recupero o i permessi orari per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici rientrano nella previsione per cui non possono essere fruiti nella stessa giornata.

Sono riproporzionati in caso di part time

La clausola del contratto prevede espressamente il riproporzionamento del monte ore annuo di 18 ore. Trattandosi di permesso fruito su base oraria, il riproporzionamento va effettuato in tutti i casi di part-time (verticale, orizzontale e misto).
Es. il personale ATA che è in part-time di 18 ore, avrà solo 9 ore di permesso in un anno scolastico.

In un orientamento applicativo per le Funzioni Centrali l’Aran ha chiarito che “Per coerenza ed al fine di assicurare trattamenti uniformi con il personale a tempo pieno, si è altresì dell’avviso che, nel caso di part-time orizzontale, caratterizzato da una ridotta prestazione oraria su tutti i giorni lavorativi, debba procedersi anche al riproporzionamento delle sei ore, quale decurtazione convenzionale del monte ore, in caso di fruizione del permesso per l’intera giornata.”

Sono comunque sottratti alla discrezionalità del dirigente e giustificati anche mediante autocertificazione

Come la previgente normativa la clausola del nuovo contratto prevede espressamente che “Il personale ATA, ha diritto, a domanda, a 18 ore di permesso retribuito nell’anno scolastico, per motivi personali o familiari, documentati anche mediante autocertificazione.”
Si noti la differenza con altri Contratti di settore: “Al dipendente, possono essere concesse, a domanda, compatibilmente con le esigenze di servizio…” (es. Funzioni Locali) e “per particolari motivi personali o familiari” (es. Università).

Sono compatibili con la fruizione, nel corso dell’anno scolastico, dei permessi giornalieri previsti dalla legge o dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Sono comunque aggiuntivi a tutti gli altri permessi previsti sia dal CCNL Scuola che da altre specifiche disposizioni di legge.

possono essere fruiti, cumulativamente, anche per la durata dell’intera giornata lavorativa. In tale ipotesi, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente è convenzionalmente pari a 6 ore.

La clausola del contratto prevede espressamente che in caso di fruizione del permesso orario per l’intera giornata lavorativa, la riduzione del monte ore sarà sempre di sei ore (durata convenzionale), anche in caso di giornata lavorativa con orario superiore o inferiore alle 6 ore (ad esempio, 7 ore e 12 minuti). Non si determina, quindi, né un recupero né un credito orario.
Pertanto pur essendo quantificabili e fruibili in ore, la disciplina contrattuale permette, come la disciplina precedente, la fruizione dei permessi per l’intera giornata lavorativa: in sostanza, se un dipendente vuole fruire del permesso per l’intera giornata, dovrà richiedere 6 ore di permesso, anche se quella giornata lavorativa è di 7 ore e 12. Ciò permette, nella pratica, di cumulare 18 ore da dividere in 3 giorni lavorativi (6+6+6).

Esempi di fruizione

• Nel mese di ottobre il dipendente fruisce di 2 ore di permesso. Restano 16 ore da fruire nel corso dell’anno.
• Nel mese di dicembre fruisce di un’intera giornata di permesso che equivale a 6 ore (anche se il dipendente lavora in quella giornata per 7 ore e 12 minuti). Restano 10 ore da fruire nel corso dell’anno.
• Nel mese di febbraio fruisce di altre 2 ore di permesso e ne restano 8 e così via.
Se, invece, decide di fruire direttamente di giornate intere, ha la possibilità di assentarsi 3 giorni lavorativi interi perché ognuna delle giornate equivale a 6 ore di permesso (6+6+6= 18 ore).

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