Permessi e assenze del personale con cariche pubbliche elettive. La Guida di Orizzonte Scuola

di Paolo Pizzo
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Programmazione degli impegni e sostituzione del personale che si avvale dei permessi. La legge si applica anche al personale a tempo determinato. I permessi retribuiti/non retribuiti

Programmazione degli impegni e sostituzione del personale che si avvale dei permessi. La legge si applica anche al personale a tempo determinato. I permessi retribuiti/non retribuiti

I permessi e le assenze del personale chiamato a ricoprire cariche pubbliche elettive sono previsti dal CCNL comparto scuola all’art 38, per il personale docente, e all’art. 52 per il personale ATA. La normativa generale a cui fare però riferimento è contenuta negli artt. 79, 80 e 81 del D.Lgs. n. 267/2000, come modificati dalla Legge n. 244/2007, dall’art. 16/21 del D.L. n. 138/2011, convertito nelle Legge n. 148/2011 e dall’art. 2 bis della Legge n. 26/2001; art. 68 del D.Lgs. n. 165/2001. Ci occuperemo in particolare dei permessi retribuiti e non, dell’art. 79 citato.

1. LA NORMATIVA CONTENUTA NEL CCNL/2007: LA PROGRAMMAZIONE DEGLI IMPEGNI E LA SOSTITUZIONE DEL PERSONALE CHE SI AVVALE DEI PERMESSI

L’art. 38 (personale docente) dispone che:

1.Nei confronti del personale docente chiamato a ricoprire cariche elettive, si applicano le norme di cui al d.lgs 18.08.2000, n.267 e di cui all’art. 68 del d.lgs. 30 marzo 2001, n.165. Il personale che si avvalga del regime delle assenze e dei permessi di cui alle leggi predette, è tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, alla scuola in cui presta servizio, apposita dichiarazione circa gli impegni connessi alla carica ricoperta, da assolvere nel trimestre successivo, nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la conferma o le eventuali variazioni degli impegni già dichiarati.
2. Nel caso in cui il docente presti servizio in più scuole, la predetta dichiarazione va presentata a tutte le scuole interessate.
3. Qualora le assenze dal servizio derivanti dall’assolvimento degli impegni dichiarati non consentano al docente di assicurare la necessaria continuità didattica nella classe o nelle classi cui sia assegnato può farsi luogo alla nomina di un supplente per il periodo strettamente indispensabile e, comunque, sino al massimo di un mese, durata prorogabile soltanto ove se ne ponga l’esigenza in relazione a quanto dichiarato nella comunicazione mensile di cui al comma 1, sempreché non sia possibile provvedere con altro personale docente in soprannumero o a disposizione.
4. Per tutta la durata della nomina del supplente il docente, nei periodi in cui non sia impegnato nell’assolvimento dei compiti connessi alla carica ricoperta, è utilizzato nell’ambito della scuola e per le esigenze di essa, nei limiti dell’orario obbligatorio di servizio. prioritariamente per le supplenze e per i corsi di recupero.
5. La programmazione delle assenze di cui ai precedenti commi 1 e 2 non ha alcun valore sostitutivo della documentazione espressamente richiesta dal D.lgs. n.267/2000, che dovrà essere prodotta tempestivamente dall’interessato

L’art. 52 (personale ATA) dispone che:

1. Nei confronti del personale ATA chiamato a ricoprire cariche elettive si applicano le norme di cui al d.lgs. 18.08.2000, n.267 e di cui all’art. 68 del d.lgs. 30.03 2001, n.165. Il personale che si avvalga del regime delle assenze e dei permessi di cui alle leggi predette, è tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, alla scuola in cui presta servizio, apposita dichiarazione circa gli impegni connessi alla carica ricoperta, da assolvere nel trimestre successivo, nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la conferma o le eventuali variazioni degli impegni già dichiarati.
2. Nel caso in cui il dipendente presti servizio in più scuole, la predetta dichiarazione va presentata a tutte le scuole interessate.
3. La programmazione delle assenze di cui ai precedenti commi 1 e 2 non ha alcun valore sostitutivo della documentazione espressamente richiesta dal d.lgs. n. 267/2000, che dovrà essere prodotta tempestivamente dall’interessato.

2. LA LEGGE SI APPLICA ANCHE AL PERSONALE ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO

È utile precisare che ai sensi dell’art. 77/2 del D.Lgs. n. 267/2000 “Per amministratori si intendono i sindaci, anche metropolitani, i presidenti delle province, i consiglieri dei comuni anche metropolitani e delle province, i componenti delle giunte comunali, metropolitane e provinciali, i presidenti dei consigli comunali, metropolitani e provinciali, i presidenti, i consiglieri e gli assessori delle comunità montane, i componenti degli organi delle unioni di comuni e dei consorzi fra enti locali, nonché i componenti degli organi di decentramento.”
Ai sensi dell’Art. 8-ter (Interpretazione autentica) del Decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8 “Le disposizioni del secondo comma dell’art. 2 della legge 27 dicembre 1985, n. 816, sono applicabili a tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati senza esclusione alcuna”.
A tal proposito la circolare 4289/2009 dell’USR Piemonte precisa:
“L’articolo 541 – comma 2 – del D.Lvo 16/4/1994 n. 297 testualmente prevede :
“2. Per quanto non previsto nel presente capo, al personale docente non di ruolo si applicano, in quanto compatibili, le norme del presente testo unico riferite ai docenti di ruolo”.
Detto principio in materia di assenza trova una conferma nel CCNL 2003 all’art. 19 – comma 1 – che così stabilisce:
“1. Al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi”. La citata normativa è stata integralmente reinserita all’Art. 19 comma 1 del CCNL 29/11/2007.
Le suddette disposizioni hanno natura di “norma generale” e come tali trovano applicazione anche per il personale ATA”.
Pertanto, i permessi e le assenze in parola spettano A TUTTO il personale della scuola SENZA ESCLUSIONE ALCUNA: docenti, educatori ed ATA di ogni ordine e grado assunti a tempo indeterminato e determinato (anche se per “supplenza breve” o “fino avente titolo”) compreso il personale in regime di part time.

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3. I PERMESSI RETRIBUITI/NON RETRIBUITI
L’art. 79 del D.Lgs. n. 267/2000, così come modificato, agli artt. 1,3, 4 e 5 (il 2 è stato abrogato) prevede:

Permessi retribuiti per partecipazione ai lavori consiliari

Il 1° comma prevede la possibilità di usufruire di PERMESSI RETRIBUITI per il giornata in cui sono previsti i lavori consiliari, stabilendo il DIRITTO DI ASSENTARSI DAL SERVIZIO PER IL TEMPO STRETTAMENTE NECESSARIO PER LA PARTECIPAZIONE A CIASCUNA SEDUTA DEI RISPETTIVI CONSIGLI E PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL LUOGO DI SUO SVOLGIMENTO.
Detta disposizione riguarda i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, componenti dei consigli comunali, provinciali, metropolitani, delle comunità montane e delle unioni di comuni, nonché dei consigli circoscrizionali dei comuni con POPOLAZIONE SUPERIORE A 500.000 ABITANTI per le sedute dei rispettivi consigli. Nel caso in cui i consigli si svolgano in orario serale, i predetti lavoratori hanno diritto a non riprendere il lavoro prima delle ore 8 del giorno successivo; nel casi in cui i lavori dei consigli si protraggano oltre la mezzanotte, hanno diritto di assentarsi dal servizio per l’intera giornata successiva. Nel caso in cui la riunione non ha luogo per mancanza del numero legale, il permesso spetta al consigliere che dal verbale dell’adunanza risulta presente all’appello dopo il quale la riunione è stata dichiarata deserta.
Permessi retribuiti per partecipazione ai lavori di giunta, organi esecutivi e commissioni consiliari circoscrizionali formalmente costituite.

Il 3° comma prevede la fruizione dei permessi in questione da parte dei lavoratori membri delle giunte comunali, provinciali, metropolitane, delle comunità montane, nonché degli organi esecutivi dei consigli circoscrizionali, dei municipi, delle unioni di comuni e dei consorzi fra enti locali, ovvero facenti parte delle commissioni consiliari o circoscrizionali formalmente istituite nonché nelle commissioni comunali previste per legge, ovvero che siano membri delle conferenze dei capigruppo e degli organismi di pari opportunità, previsti dagli statuti e dai regolamenti consiliari. Il tempo riferito all’adunanza ha inizio dall’ora di convocazione per coloro che alla stessa sono presenti e dall’inizio della partecipazione, risultante dal verbale, per coloro che intervengono successivamente. La partecipazione ha termine con la conclusione o con l’uscita definitiva dalla riunione, secondo l’ora indicata al verbale. Tale diritto, come previsto dall’art. 24 comma 3 della legge 265/99 comprende il tempo per raggiungere il luogo della riunione e rientrare al posto di lavoro, tempo che secondo la circolare ministeriale 224/86 va calcolato secondo l’orario ufficiale delle ferrovie.
Tali permessi spettano anche ai componenti dei consigli di amministrazione delle aziende speciali anche consortili. Spetta altresì ai militari di leva o a coloro che sono richiamati o che svolgono il servizio sostitutivo.
Permessi forfettari aggiuntivi

Il 4° comma prevede:
1) permessi fino a 24 ore lavorative al mese: ai componenti degli organi esecutivi dei comuni, delle province, delle città metropolitane, delle unioni di comuni, delle comunità montane e dei consorzi fra enti locali, ed ai presidenti dei consigli comunali, provinciali e circoscrizionali, nonché ai presidenti dei gruppi consiliari delle province e dei comuni con popolazione SUPERIORE A QUINDICIMILA ABITANTI;
2) fino a 48 ore lavorative al mese: per i sindaci, presidenti delle province, sindaci metropolitani, presidenti delle comunità montane, presidenti dei consigli provinciali e dei consigli comunali con popolazione SUPERIORE A TRENTAMILA ABITANTI.

Ai sensi del 5° comma spettano PERMESSI NON RETRIBUITI IN AGGIUNTA AI PRECEDENTI fino ad un massimo di 24 ore lavorative al mese, qualora siano necessarie per l’espletamento del mandato.
Tali permessi spettano anche ai componenti dei consigli di amministrazione delle aziende speciali anche consortili.

NOTA BENE

Per quanto riguarda gli oneri finanziari relativi ai permessi, il successivo articolo 80 stabilisce:”1. Le assenze dal servizio di cui ai commi 1,2,3 e 4 dell’art. 79 sono retribuite al lavoratore dal datore di lavoro. Gli oneri per i permessi retribuiti sono a carico dell’ente presso il quale i lavoratori dipendenti esercitano le funzioni pubbliche di cui all’articolo 79. L’ente, su richiesta documentata del datore di lavoro, è tenuto a rimborsare quanto dallo stesso corrisposto, per retribuzioni e assicurazioni, per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore. Il rimborso viene effettuato dall’ente entro 30 giorni dalla richiesta. Le somme rimborsate sono esenti da imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’articolo 8, comma 35 della legge 11/3/1988 n. 67”.

Al riguardo va comunque tenuto presente che l’art. 2 bis della legge 28/2/2001 n. 26 ha apportato una sostanziale modifica all’art. 80 del Dlgs. N. 267/2000, reintroducendo nell’ordinamento giuridico la vecchia disciplina contenuta nella legge n. 816/85 (che il testo unico sugli enti locali D.l. n. 267/2000 aveva abrogato) secondo cui gli oneri per i permessi retribuiti solo per i lavoratori dipendenti da privati o da enti pubblici economici sono da ritenersi a carico dell’ente locale presso il quale viene esercitato il mandato. Di conseguenza, non rientrando le istituzioni scolastiche tra gli enti pubblici economici, la retribuzione per i permessi retribuiti di cui usufruiscono i dipendenti deve essere corrisposta dal datore di lavoro.

La Circolare n. 157 del 22/6/1986 per quanto riguarda i permessi non retribuiti, ai soli fini del calcolo delle trattenute, assimila i periodi di permessi non retribuiti all’aspettativa per motivi di famiglia. Tuttavia, allorché l’assenza è limitata a solo poche ore nella giornata, il calcolo delle trattenute avviene come previsto per gli scioperi brevi (circolare n. 224 del 05/08/1986).

Secondo quanto stabilito sempre dalla stessa circolare n. 157 i permessi forfettari non sono cumulabili da parte di chi ne abbia diritto a più titoli, in quanto riveste più cariche per le quali sono previsti. Altro criterio introdotto da detta circolare 157 in materia di permessi e che suscitava qualche perplessità era quello secondo cui veniva esclusa la possibilità per gli interessati di programmare con anticipo e di pianificare sistematicamente le assenze dal servizio, ossia i permessi. Tale principio con riferimento al personale della scuola è stato modificato completamente dall’art. 35 del CCNL 2003 ora art. 38 (docenti) e 58 (ATA), per cui il dipendente è tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, alla scuola in cui presta servizio, apposita dichiarazione circa gli impegni connessi alla carica ricoperta, da assolvere nel trimestre successivo, nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la conferma o le eventuali variazioni degli impegni già dichiarati.

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