La normativa sul limite di assenze degli studenti

di
ipsef

ANIEF – Nelle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, questi sono i giorni caldi della protesta studentesca, con qualche ragione aggiuntiva rispetto agli altri anni. Poiché alcune iniziative interrompono l’attività didattica, è utile segnalare le norme sul limite (anche per classi terminali) di assenze ai fini della validità dell’anno scolastico.

ANIEF – Nelle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, questi sono i giorni caldi della protesta studentesca, con qualche ragione aggiuntiva rispetto agli altri anni. Poiché alcune iniziative interrompono l’attività didattica, è utile segnalare le norme sul limite (anche per classi terminali) di assenze ai fini della validità dell’anno scolastico.

Rif.: D.P.R. n.122/2009, art.14, comma 7. “Ai fini della validità degli anni scolastici – compreso l’ultimo anno di corso – per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del c.di c.,la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo”. 

Nel tentativo di salvaguardare la validità dell’a.s. i dd.ss. provano a fare rientrare nel “diritto di assemblea” qualche iniziativa degli studenti; in ciò è bene ricordare le norme vigenti sulle Assemblee studentesche. Rif. D.lgs. n. 297/1994. “Art.12- Diritto di assemblea. 1. Gli studenti della scuola secondaria superiore e i genitori degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola…”. Art. 13- Assemblee studentesche. …2. Le assemblee studentesche possono essere di classe o d’istituto. 3. In relazione al numero degli alunni e alla disponibilità dei locali l’assemblea di istituto può articolarsi in assemblea di classi parallele…. 6. E’ consentito lo svolgimento di una assemblea di istituto ed una di classe al mese nel limite, la prima, delle ore di lezione di una giornata e, la seconda, di due ore….

Altra assemblea mensile può svolgersi fuori dell’orario delle lezioni, subordinatamente alla disponibilità dei locali. Alle assemblee di istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal consiglio d’istituto. 7. A richiesta degli studenti, le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo. 8. Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. All’assemblea… possono assistere, oltre al preside o suo delegato, i docenti che lo desiderino”.

Sempre con riferimento a questo periodo di proteste, ritenendo che i genitori degli studenti possano avervi una funzione decisiva, precisiamo che essi hanno diritto di riunirsi in assemblea di classe e/o di istituto per discutere anche i problemi scolastici più generali (artt. 12 e 15 del su citato D.lgs. n.297/1994. Hanno titolo a convocare l’assemblea dei genitori i rappresentanti di classe eletti nei consigli di classe; al d.s. chiederanno autorizzazione ad usare i locali scolastici. D.s. e docenti possono partecipare con diritto di parola alle assemblee.
Fonte: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/hub/urp/scuola)

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