Neo assunti in ruolo: ruolo Dirigente, tutor e Comitato di valutazione. Cosa accade se non si supera periodo di prova

di Lalla
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l personale docente e delle istituzioni educative, immesso in ruolo dalle Graduatorie ad esaurimento o da concorso, è assunto in prova a decorrere dal 1° settembre.

l personale docente e delle istituzioni educative, immesso in ruolo dalle Graduatorie ad esaurimento o da concorso, è assunto in prova a decorrere dal 1° settembre.

Quanto dura il periodo di prova. I 180 giorni di servizio

Anno di prova neo immessi in ruolo: i 180 giorni e la formazione. La guida

Spetta al Dirigente Scolastico, tutor, e Consiglio di classe, Collegio dei docenti e Comitato di valutazione (con azioni di natura diversa, che vanno dall’informazione, alla consulenza e supporto, alla collaborazione, al coordinamento) accompagnare il personale neoassunto in un percorso individualizzato che promuova – come indicato dalla nota prot. AOODGPER 3768 16/4/2013 "modalità attive e consapevoli di esercizio della professione docente, adeguate alle innovazioni della scuola e alle trasformazioni della società"

Il Dirigente Scolastico

Spetta al Dirigente Scolastico – a meno che non abbia delegato un’altra figura di riferimento – fornire consulenza sugli adempimenti necessari al superamento dell’anno di prova, coordinare le attività dei tutor e del Comitato di valutazione.

Sentito il parere del Comitato di valutazione il Dirigente redige la relazione sul periodo di prova del docente.

Il tutor

La C.M. 267/91 afferma che Il capo di istituto, su designazione del Collegio dei docenti nominerà, fin dall’inizio dell’anno scolastico, gli insegnanti che svolgeranno il compito di docenti esperti o tutor dei neo docenti.

I compiti del tutor sono quelle di sostenere il docente in formazione durante il corso dell’anno, in particolare per quanto attiene agli aspetti relativi alla programmazione educativa e didattica, alla progettazione di itinerari didattici, alla predisposizione di strumenti di verifica e valutazione; essi inoltre saranno da considerarsi quali facilitatori dei rapporti interni ed esterni all’istituto e di accesso alle informazioni.

Poiché la funzione svolta dai docenti tutor concorre alla qualificazione della formazione dei docenti e del servizio scolastico, il Ministero conta di ricomprendere, nel rispetto delle procedure negoziali previste, le attività espletate nell’esercizio di tale funzione tra quelle che danno diritto all’acceso al fondo di incentivazione.

I Collegi dei docenti stabiliranno, inoltre, il numero dei docenti da nominare, in considerazione delle specificità proprie dei diversi gradi ed ordini di scuola, del numero dei docenti da formare e anche in relazione al numero dei plessi o delle sedi distaccate. A tale riguardo appare utile la presenza in ogni plesso o sede distaccata di un tutor al quale non verranno affidati più di due docenti in formazione . "

Il tutor deve insegnare la stessa disciplina del docente?

La circolare indicata non fa alcun riferimento alla classe di concorso oppure alle attività di sostegno, infatti “ingabbiare” la designazione di un tutor in tali criteri non sarebbe strettamente possibile. Pensiamo per esempio all’unico docente di educazione musicale presente nella scuola, oppure all’unico docente di lingua: se non c’è un altro docente che insegni la stessa materia non  verrà assegnato alcun tutor al dcoente neo immesso in ruolo o ciò potrebbe mai precludere l’anno di prova?

Ciò per chiarire che il tutor non deve essere un supporto dal punto di vista dellinsegnamento della specifica insegnata dal docente neo immesso, ma è, come afferma la circolare, un facilitatore dei rapporti interni ed esterni all’istituto e di accesso alle informazioni.

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Il comitato di valutazione

In ogni istituzione scolastica dovrà essere eletto il Comitato di valutazione del servizio dei docenti , secondo quanto stabilito dall’art. 11 del già citato DLgs 297/1994.

Ai fini della conferma in ruolo, al termine del periodo di prova e dell’anno di formazione, i docenti discutono con il Comitato di valutazione una relazione sulle esperienze e sulle attività svolte.

Il Comitato di valutazione, sulla base degli elementi desunti da tale relazione e degli altri elementi forniti dal dirigente scolastico, anche grazie all’apporto del tutor, oltre che delle visite didattiche condotte personalmente dal dirigente stesso, esprime il parere per la conferma in ruolo.

Segnaliamo la guida di Katjuscia Pitino Il Comitato per la Valutazione del servizio dei docenti: piccolo anello nella catena di valutazione della scuola

Anno di formazione

I docenti neo immessi in ruolo devono inoltre seguire le attività formative predisposte a livello nazionale dal Miur e a livello periferico dagli Uffici Scolastici (alcuni cominceranno gli incontri già nel mese di ottobre, altri rimanderanno alla normativa nazionale dopo il mese di marzo).

La partecipazione alla formazione costituisce un obbligo contrattuale (art. 68 del CCNL) e, pertanto, è vincolante ai fini del superamento del periodo di prova.

Cosa accade se non si supera l’anno di prova?

Lo dice l’art. 439 del Testo Unico (decreto legislativo 297/94):

Art. 439 – Esito sfavorevole della prova
1. In caso di esito sfavorevole della prova, il provveditore agli studi, sentito il consiglio scolastico provinciale, se trattasi di personale docente della scuola materna, elementare e media o sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di personale docente degli istituti o scuole di istruzione secondaria superiore, ovvero, il direttore generale o capo del servizio centrale competente, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di altro personale appartenente a ruoli nazionali, provvede:

  • alla dispensa dal servizio
  • se il personale proviene da altro ruolo docente o direttivo, alla restituzione al ruolo di provenienza, nel quale il personale interessato assume la posizione giuridica ed economica che gli sarebbe derivata dalla permanenza nel ruolo stesso
  • concede la proroga di un altro anno scolastico al fine di acquisire maggiori elementi di valutazione.

Qualora nell’anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall’organo competente per la conferma in ruolo.

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