Mobilità/ utilizzazioni /assegnazioni provvisorie e immissioni in ruolo: l’aliquota di posti per ogni fase

di Lalla
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di Giovanna Onnis – I criteri per stabilire la disponibilità, per ciascun anno scolastico, di cattedre per la mobilità territoriale e professionale, la mobilità annuale (utilizzazione e assegnazione provvisoria) e le immissioni in ruolo.

di Giovanna Onnis – I criteri per stabilire la disponibilità, per ciascun anno scolastico, di cattedre per la mobilità territoriale e professionale, la mobilità annuale (utilizzazione e assegnazione provvisoria) e le immissioni in ruolo.

Legenda.

Mobilità territoriale e professionale = trasferimenti interprovinciali, passaggi di cattedra e di ruolo

Mobilità annuale = utilizzazioni e assegnazioni provvisorie

Immissioni in ruolo = nuovi posti a ruolo su cattedre in organico di diritto

I criteri per l’assegnazione sono stabiliti dall’articolo 6 del CCNI sulla mobilità 2014/15

Le disponibilità per le operazioni di mobilità territoriale interprovinciale e per quelle di mobilità professionale sono determinate:

  • dai posti vacanti dal 1° settembre 2014,determinatesi a seguito di variazioni di stato giuridico del personale (es.: dimissioni, collocamento a riposo, decadenza, etc.) comunicate a cura dell’ufficio territorialmente competente al sistema informativo (vedi tabella Pensionamenti per provincia)
  • dalle cattedre ed i posti, ivi compresi quelli delle DOP e delle DOS, istituiti ex novo per l’organico di diritto di ciascun anno scolastico e sprovvisti di personale titolare. Sono comprese in questa categoria le cattedre ed i posti derivanti dall’istituzione di nuovi indirizzi di studio, purché previsti ed inseriti nell’organico di diritto dell’a.s. 2014/15
  • dalle cattedre ed i posti già vacanti all’inizio dell’anno scolastico o che si dovessero rendere vacanti a qualsiasi altro titolo, la cui vacanza venga comunicata al sistema informativo entro i termini previsti per la comunicazione dei dati al sistema medesimo
  • dalle cattedre ed i posti non assegnati in via definitiva al personale con contratto a tempo indeterminato;
  • dalle cattedre ed i posti che si rendono vacanti per effetto dei movimenti in uscita, fatta salva la sistemazione del soprannumerario.

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Una volta effettuati i trasferimenti rientranti nella I fase (Trasferimenti nell’ambito del comune) e della II fase (Trasferimenti tra comuni della stessa provincia ) si procede alle operazioni di III fase (Mobilità professionale – passaggio di ruolo e/o di cattedra – e mobilità territoriale interprovinciale)

Le operazioni di mobilità del personale docente, relative alla terza fase, vengono effettuate realizzando l’equiparazione tra mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale

  • attraverso l’attribuzione di aliquote paritetiche ad entrambe le tipologie di mobilità: ciascuna di tali operazioni è effettuata sulla metà del 50% delle disponibilità destinate alla mobilità territoriale provinciale e residuate dopo tale mobilità, fatti salvi gli accantonamenti richiesti e la sistemazione del soprannumero provinciale considerando distintamente le diverse tipologie di posto (comune/sostegno) (art. 6 – comma 4 CCNI 2014/15)

Ai fini della ripartizione dei posti non è disponibile per le operazioni di mobilità relative alla terza fase l’eventuale posto dispari eccetto i casi in cui siano presenti nella provincia domande di mobilità professionale di docenti soprannumerari abilitati e già utilizzati nel corrente anno scolastico sul posto o classe di concorso richiesto, e che tra le preferenze sia compreso il codice sintetico della provincia di titolarità.

Quindi, alla operazioni di mobilità di terza fase vengono attribuiti anche i posti dispari (di norma accantonati insieme al 50% dei posti disponibili dopo le prime due fasi, per le immissioni in ruolo), ma solo nel caso in cui siano presenti nella provincia domande di mobilità professionale di docenti soprannumerari abilitati e già utilizzati nell’anno in corso sul posto o classe di concorso richiesto. Questo a condizione che il docente in esubero e utilizzato presenti domanda di passaggio indicando, oltre a preferenze riguardanti singole scuole, anche la preferenza per l’intera provincia (ancorché all’ultimo posto).
La ripartizione dei posti tra mobilità professionale e trasferimenti interprovinciali si fa al 50%.

In caso di posto non intero, questi si arrotonda a favore dei trasferimenti interprovinciali. Questo significa che, ad esempio in presenza di 2 posti disponibili, uno si accantona per le immissioni in ruolo e l’altro è attribuito, prioritariamente, a trasferimento interprovinciale. Se non assegnato a trasferimenti interprovinciale diventa disponibile per la mobilità professionale.

I posti assegnati numericamente alla mobilità professionale provinciale e non attribuiti nel corso di questa operazione, diventano disponibili per ulteriori e successivi trasferimenti interprovinciali. Conseguentemente l’aliquota per i trasferimenti interprovinciali può andare anche oltre il 50% dei posti inizialmente calcolati (fermo restando l’accantonamento dei posti per le immissioni in ruolo).

Alla mobilità professionale interprovinciale, ultima delle operazioni che si effettuano, vengono destinati tutti i posti residuati dopo la mobilità professionale provinciale e dopo i trasferimenti interprovinciali. In tale operazione sono “ripescate” anche le domande provinciali, se non soddisfatte per esaurimento dell’aliquota di posti inizialmente assegnata alla prima operazione della terza fase.

Le operazioni di mobilità annuale, cioè le utilizzazioni e le assegnazione provvisorie, possono essere effettuate solamente dopo l’espletamento di tutti gli adempimenti collegati alle operazioni di mobilità territoriale e professionale, sia a livello provinciale che interprovinciale.

Le disponibilità per la mobilità annuale sono determinate considerando, oltre ai posti di insegnamento eventualmente disponibili, in organico di diritto, in ciascuna istituzione scolastica, anche tutti i posti comunque disponibili per un anno (organico di fatto) ivi compresi quelli derivanti dagli esoneri e semi esoneri a qualsiasi titolo attribuiti ai docenti della scuola, dagli incarichi di presidenza, dal part-time, dai comandi ed utilizzazioni, dalla mobilità intercompartimentale che determinano disponibilità, nonché le quote orario necessarie per sostenere i progetti di sperimentazione integrata tra MIUR e Regioni.

Qualora il numero dei docenti da utilizzare sia inferiore alle disponibilità, le operazioni di utilizzazione devono essere finalizzate alla copertura dei posti che comportino un maggior onere finanziario.

Le operazioni di assegnazione provvisoria possono essere effettuate solo su posti e cattedre la cui vacanza sia accertata per l’intero anno scolastico e per l’intero orario di cattedra e, a richiesta degli interessati, anche sommando spezzoni diversi compatibili. Per il personale in part- time l’assegnazione provvisoria può essere effettuata su spezzoni corrispondenti al proprio orario di servizio e, a richiesta degli interessati, anche sommando spezzoni diversi compatibili.

Le operazioni di assegnazione provvisoria da altra provincia o per altra classe di concorso o per altro posto o grado d’istruzione saranno effettuate salvaguardando il contingente di assunzioni a tempo indeterminato previsto per l’a.s. 2014/2015.( art. 7 comma 13 del CCNI sulla mobilità annuale)

Le disponibilità per le immissioni in ruolo vengono stabilite e pubblicate dal MIUR e realizzate generalmente entro il mese di agosto (progetto del Miur 63mila immissioni in 3 anni)

Il Miur non assegna mai tutti i posti rimasti vacanti dopo le operazioni di mobilità alle immissioni in ruolo, ma su questi stabilisce l’aliquota da attribuire per le assunzioni a tempo indeterminato per ogni ordine di scuola.

Con apposita circolare il Miur comunica agli Uffici Scolastici regionali la ripartizione per ciascuna provincia – rispettivamente, per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo e secondo grado, per il sostegno e per il personale educativo – del numero massimo di assunzioni da effettuare. E’ possibile infatti che tale numero venga decurtato per consentire la ricollocazione dei docenti in esubero, emersi con la definizione degli organici di fatto.

Effettuate queste operazioni, del totale delle cattedre disponibili per le immissioni in ruolo, il 50% viene riservato a coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento provinciali, l’altro 50% a coloro che sono collocati nelle graduatorie di merito dei concorsi.

Differenze tra organico di diritto e di fatto: breve guida

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