Malattia del figlio: fino a che età i permessi e quanto sono pagati

di Paolo Pizzo
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Malattia del figlio: di quali permessi possono usufruire gli insegnanti, fino a che età del bambino e relativa retribuzione. 

Malattia fino a tre anni del bambino

Non ci sono limiti di durata per la fruizione dei congedi per malattia del figlio di età non superiore a tre anni e il congedo può essere fruito fin da subito e quindi già nel corso del primo anno di vita del bambino.

Pertanto, durante i tre anni di vita del bambino non esiste nessun limite di giorni di congedo per malattia, se opportunamente documentati.

Per la retribuzione, invece, c’è una differenza che riguarda solo i primi 30 giorni per ciascun anno del bambino e fino al compimento del terzo compleanno del medesimo:

  • per ciascun anno di età del bambino e fino al compimento dei tre anni (compreso il giorno del terzo compleanno) del medesimo, sono retribuiti per intero i primi 30 giorni di assenza.

Tale trattamento di miglior favore è previsto però solo terminati i 3 mesi post – parto della madre. Quindi, di norma, i 30 gg. di malattia del bambino saranno retribuiti solo a partire dal terzo mese di vita del bambino.

I PRIMI 30 GIORNI SI INTENDONO RIFERITI ALL’ETÀ DEL BAMBINO

I trenta giorni annuali sono computati sempre con riferimento agli anni di vita del bambino (non all’anno scolastico o solare).

In un anno scolastico i genitori potrebbero avere a disposizione anche 60 giorni di congedo retribuito invece che 30.

Ipotizziamo infatti che il figlio nasca il 14 dicembre 2018. I 30 giorni retribuiti nel primo anno di vita sono validi fino al 14 dicembre 2019 (compreso) e ci troveremmo così a cavallo di due anni scolastici diversi.

Più precisamente, considerando che l’anno scolastico inizia il 1 settembre e termina il 31 agosto e considerato altresì che il bambino è nato a dicembre, si avranno a disposizione:

  • i primi 30 gg. retribuiti per intero dal 15 marzo 2019 (i giorni sono retribuiti solo terminati i 3 mesi post-parto della madre) al 14 dicembre 2019.

Pertanto, siamo a cavallo di due anni scolastici, 2018/19 e 2019/20.

  • altri primi 30 gg. retribuiti per intero dal 15 dicembre 2019 (inizia il secondo anno del bambino) al 14 dicembre 2020.

Pertanto, siamo sempre a cavallo di due anni scolastici, 2019/20 e 2020/21.

  • Poi si avranno gli ultimi primi 30 gg. retribuiti per intero dal 15 dicembre 2020 (inizia il terzo anno del bambino) al 14 dicembre 2021.

Anche in quest’ultimo caso siamo a cavallo di due anni scolastici, 2020/21 e 2021/22 anche se gli ultimi 30 gg. retribuiti si esauriscono nel mese di dicembre.

I 30 GIORNI DI CONGEDO RETRIBUITO SONO COMPLESSIVI PER ENTRAMBI I GENITORI

Nell’ipotesi in cui il contratto collettivo sia applicabile ad entrambi i genitori, per il computo dei trenta giorni interamente retribuiti occorre sommare i giorni di congedo di ciascuno di essi.

Ciò vuol dire che i 30 giorni retribuiti sono tali complessivamente per entrambi i genitori.

Es. di retribuzione per intero nel primo anno del bambino: 20 gg. il padre e i restanti 10 la madre per un totale di 30 giorni.

Per il restante periodo (senza limiti di tempo fino ai 3 anni del bambino) i giorni non sono retribuiti per entrambi.

Malattia del bambino dopo i tre anni

A ciascun genitore sono riconosciuti, sempre alternativamente, 5 giorni lavorativi l’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i quattro e gli otto anni. Anche in questo caso i 5 giorni di congedo si intendono per anno di vita del bambino (dal giorno successivo al compimento del terzo anno di età a gli otto anni compreso il giorno del compimento dell’ottavo anno di età) ma non sono retribuiti. Il genitore non può usufruire, oltre ai giorni annui che gli spettano per la malattia del figlio, in questo caso 5, anche di quelli dell’altro genitore, in presenza di rinuncia.

NON È CONSENTITA LA FRUIZIONE CONTEMPORANEA PER ENTRAMBI I GENITORI COSÌ COME AVVIENE PER IL CONGEDO PARENTALE

Il congedo per malattia del bambino può essere fruito solo alternativamente dall’uno o dall’altro genitore.

Non è ammesso, per lo stesso figlio, la fruizione contemporanea del congedo così come avviene col congedo parentale.

È infatti utile ricordare che nella richiesta del congedo è obbligatorio indicare che l’altro genitore non stia fruendo per lo stesso figlio e nello stesso periodo dello stesso congedo.

Computo  nell’anzianità di servizio

Tutti i periodi di congedo per malattia del bambino, compresi eventuali giorni senza retribuzione, sono riconosciuti ai fini dell’anzianità di servizio e quindi valutabili per il personale a tempo determinato (servizio utile per aggiornamento graduatorie, concorsi ecc.), e per il personale a tempo indeterminato (180 gg. per la valutazione dell’anno di pre ruolo o ruolo).

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