Istruzione domiciliare: guida all’attività dei percorsi

di Nino Sabella
ipsef

item-thumbnail

L’istruzione domiciliare permette di garantire agli alunni, che si trovano nell’impossibilità di recarsi a Scuola per gravi motivi di salute, il diritto all’Istruzione e all’Educazione.

L’istruzione domiciliare permette di garantire agli alunni, che si trovano nell’impossibilità di recarsi a Scuola per gravi motivi di salute, il diritto all’Istruzione e all’Educazione.

Il servizio didattico offerto si presenta come parte integrante del processo terapeutico e non risponde solo ad un diritto costituzionalmente garantito; esso contribuisce, infatti, al mantenimento e al recupero psicofisico degli alunni, tenendo il più possibile vivo il tessuto di rapporti dell’alunno stesso con il suo mondo scolastico ed il sistema di relazioni sociali ed amicali da esso derivanti.

L’importanza dell’istruzione domiciliare, dunque, come leggiamo nella premessa della circolare MIUR n. 56 del 4 luglio 2003, non è relativa soltanto al diritto all’istruzione ma anche al recupero psicofisico dell’alunno grazie al mantenimento dei rapporti con il mondo della scuola: insegnanti e compagni.

Il principale riferimento ministeriale, relativamente all’attivazione di percorsi d’istruzione domiciliare, è il vademecum per l’istruzione domiciliare 2003 (in attesa che sia emanato un apposito Decreto Interministeriale), che fornisce indicazioni relative ai soggetti beneficiari, agli aspetti medico-psicologici, amministrativi, tecnologici e metodologico – didattici.

SOGGETTI DESTINATARI

L’istruzione domiciliare è un servizio che le Istituzioni scolastiche devono organizzare per gli alunni, frequentanti scuole di ogni ordine e grado (esclusa la scuola dell’Infanzia), che siano stati ospedalizzati e che siano sottoposti a terapie tali da non permettere la frequenza delle lezioni per un periodo di almeno 30 giorni. Qualora le terapie siano cicliche e non continue, per cui si alternano periodi di cura ospedaliera e periodi di cura domiciliare, l’istruzione suddetta deve essere comunque garantita, posto che il periodo sia sempre non inferiore ai 30 giorni.

PATOLOGIE

Le patologie, che consentono l’attivazione dell’istruzione domiciliare, dopo che l’alunno sia stato ricoverato in ospedale, sono quelle di seguito elencate.

  • Patologie onco – ematologiche.
  • Patologie croniche invalidanti, che comportano l’allontanamento periodico dalla scuola.
  • Malattie o traumi acuti temporaneamente invalidanti.
  • Patologie o procedure terapeutiche che richiedono una terapia immunosoppressiva prolungata, oltre il periodo di ospedalizzazione, tale da impedire una normale vita di relazione, per l’aumentato rischio di infezioni.

Le dette patologie devono essere dettagliatamente certificate dalla struttura ospedaliera in cui l’alunno è stato ricoverato, così come il periodo di impedimento alla frequenza scolastica.

UFFICI PREPOSTI

L’istruzione domiciliare è gestita dagli Uffici Scolastici Regionali competenti per territorio, che valutano i progetti delle scuole e procedono all’eventuale stanziamento di risorse.

PROCEDURA PER ATTIVARE L’ISTRUZIONE DOMICILIARE

L’iter per l’attivazione dei percorsi d’istruzione domiciliare si articola in diverse fasi:

  • richiesta da parte della famiglia, contestuale presentazione della certificazione medica e conseguente valutazione da parte dell’istituzione scolastica;
  • realizzazione, da parte della Scuola, di un progetto formativo per l’alunno, che indichi i docenti coinvolti e le ore di lezione previste;
  • approvazione del progetto da parte dal Collegio dei docenti e dal Consiglio d’Istituto e inserimento dello stesso nel PTOF;
  • presentazione del progetto, con certificazione medica allegata, all’USR competente;
  • valutazione ed eventuale approvazione del progetto, da parte dell’USR, con conseguente assegnazione di risorse.

Al fine di accelerare le procedure burocratiche e rendere velocemente fruibile il servizio, il docente coordinatore della sezione ospedaliera, in cui l’alunno è stato ricoverato, si metterà in contatto con la scuola di provenienza dell’alunno perché ponga in essere il progetto. Il detto docente, prima di procedere, deve aver acquisito il parere favorevole dei genitori e deve essersi informato con i medici di reparto sull’andamento della degenza.

Nel caso in cui l’alunno sia stato ricoverato in un ospedale privo di sezione scolastica, la scuola dell’alunno contatterà la struttura ospedaliera per avere informazioni in merito alla degenza e alla terapia domiciliare.

Attivato il servizio, è bene che la scuola organizzi degli incontri tra personale docente coinvolto nel progetto e personale dell’ASP competente, in modo da integrare i due interventi domiciliari: quello sanitario e quello della Scuola.

Gli Uffici scolastici regionali, considerato che le richieste non arrivano tutte all’inizio dell’anno scolastico, stileranno, tramite un’apposita commissione di valutazione, un elenco di priorità degli interventi da effettuare, tenendo in considerazione le risorse disponibili.

DOCENTI COINVOLTI

L’insegnamento nei suddetti percorsi è affidato a quei docenti della scuola di provenienza dell’alunno che danno la disponibilità a svolgere ore aggiuntive, retribuite con il fondo dell’Istituzione scolastica, secondo quanto previsto dall’art. 28 del CCNL scuola 2002/2005.

Qualora nessun docente della scuola di provenienza dell’alunno abbia dato la propria disponibilità a svolgere ore aggiuntive, il dirigente scolastico dovrà informare, con relativa delibera del Collegio dei docenti, l’Ufficio scolastico regionale e i genitori dell’alunno e potrà reclutare personale esterno, avvalendosi eventualmente dell’aiuto delle scuole con sezioni ospedaliere dell’ambito territoriale provinciale e regionale competente.

Qualora l’alunno, al termine del ricovero ospedaliero, effettui cure al di fuori del comune di residenza, ad esempio nella città dove ha sede l’ospedale, l’istruzione domiciliare sarà svolta da docenti della sezione scolastica operante nell’ospedale medesimo o da docenti di altre scuole.

PROGETTO DIDATTICO

Nella realizzazione del progetto, degli obiettivi da conseguire e delle metodologie da adottare, si deve tener presente della particolare situazione in cui si trova l’alunno: patologia, terapia, situazione scolastica precedente, contesto familiare. Pertanto, bisognerà porre in essere strategie volte a conseguire obiettivi sul piano didattico e, soprattutto, sul piano della qualità della vita dell’alunno.

Bisogna, inoltre, considerare i limitati tempi di applicazione allo studio e i limiti fisici e psicologici.

È necessario, infine, evitare che il rapporto uno a uno, insegnante-allievo, ponga l’alunno in una situazione di isolamento, che deve essere evitata tramite l’uso delle moderne tecnologie (chat, video conferenza, posta elettronica …) e, laddove possibile, tramite le visite dei compagni.

Il percorso formativo svolto tramite l’istruzione domiciliare, con tutto ciò che ne consegue (progressi realizzati, prodotti e attività svolte, conoscenze e competenze acquisite), costituirà un portfolio di competenze individuali, che accompagnerà l’allievo al suo rientro a scuola e durante tutto il percorso scolastico.

La compilazione di tale portfolio sarà curata dal docente o docenti domiciliari e dai docenti della classe di provenienza.

Le ore settimanali da far svolgere agli allievi cambiano a seconda dell’ordine di scuola di appartenenza:

  • 4/5 ore per la scuola primaria;
  • 6/7 ore per la scuola secondaria di 1° grado;
  • 6/7 ore per la scuola secondaria di 2° grado.

Sono, infine, previste attività di formazione a distanza per quelle discipline che non sono oggetto d’istruzione domiciliare.

Per l’elaborazione del progetto, le Istituzioni scolastiche possono utilizzare il modello riporato nel sopra citato vademecum e nelle apposite circolari degli Uffici sclastici regionali.

Tutti i periodi d’istruzione domiciliare sono utili, ai sensi del D.P.R. n. 122/09, ai fini della validità dell’anno scolastico.

Come suddetto, la gestione dell’istruzione domiciliare è propria degli Uffici scolastici regionali, che annualmente stanziano i fondi necessari ed emanano delle indicazioni in proposito. A titolo esemplificato, ricordiamo la circolare n. 25462 del 14/10/2015 dell’USR Lazio, che illustra l’iter da seguire per l’attivazione dei percorsi d’istruzione domiciliare.

Versione stampabile
anief anief
soloformazione