Infortunio sul lavoro e malattia dovuta a causa di servizio: ecco le differenze (periodo di comporto, retribuzione, visita fiscale)

di Paolo Pizzo

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Una utile guida su periodo di comporto, retribuzione, visita fiscale di infortunio sul lavoro e malattia dovuta a causa di servizio. 

Normativa

L’art. 20 comma 1 del cit. CCNL prevede che in caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, non si computa ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto il periodo di malattia necessario affinché il dipendente giunga a completa guarigione clinica. In tale periodo al dipendente spetta l’intera retribuzione di cui all’art. 17, comma 8, let. a).
E il comma 2 che fuori dei casi previsti nel comma 1, se l’assenza è dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta l’intera retribuzione per tutto il periodo di conservazione del posto di cui all’art. 17, commi 1, 2 e 3.

La disciplina contenuta nell’art. 20 del cit. CCNL riguarda espressamente i casi di assenza dovuti ad infortunio sul lavoro (comma 1) e a malattia dipendente da causa di servizio (comma 2).

Le previsioni contenute nel succitato art. presuppongono l’avvenuto riconoscimento dell’infortunio sul lavoro o della causa di servizio ai fini dell’attuazione del beneficio previsto dalla norma stessa.
Pertanto, la formulazione letterale della predetta disposizione non consente di estenderne l’ambito di applicazione anche alla fase in cui non si sia ancora conclusa la fase di accertamento della spettanza del trattamento giuridico ed economico migliorativo rispetto alle ordinarie assenze per malattia.

Infortunio sul lavoro

Il periodo di comporto per le assenze dovute ad infortunio è un unico periodo di 36 mesi, durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto e alla retribuzione in misura intera.
Le assenze per infortunio sul lavoro, ovviamente dopo l’avvenuto riconoscimento dell’infortunio da parte dell’INAIL, sono pertanto conteggiate “a parte” fino a completa guarigione e quindi non si computano ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto (al pari, per esempio, delle assenze dovute alla grave patologia o alle assenze dovute ad una interruzione di gravidanza).
Sono inoltre sempre retribuite sempre per intero senza che sia quindi necessario operare le differenti retribuzioni previste per la malattia ordinaria.

Causa di servizio

Se l’assenza è dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta l’intera retribuzione per tutto il periodo di conservazione del posto di cui all’art. 17, commi 1, 2 e 3 cit. CCNL (primo periodo di 18 mesi più ulteriori 18 mesi se il dipendente ne ha fatto richiesta).

Fatto salvo il predetto trattamento economico più favorevole, ad ogni modo, la malattia per causa di servizio è cumulabile con le malattie ai fini del raggiungimento dei 18 mesi dell’art. 17 del CCNL.

Infatti, il CCNL prevede che non sono cumulabili, ai fini del superamento del periodo di comporto, esclusivamente le assenze per gravi patologie ai sensi dell’art. 17 comma 9 e quelle per infortunio sul lavoro art. 20 comma 1.
Pertanto, le assenze per malattia dovuta a causa di servizio, pur essendo retribuite al 100%, rilevano ai fini del periodo massimo di assenza per malattia di cui all’art. 17 del CCNL (18 mesi più ulteriore periodo di 18 mesi su richiesta del dipendente in casi particolarmente gravi)

Sull’accertamento della malattia da causa di servizio, occorre rilevare che l’art. 6 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto, dalla data di entrata in vigore del decreto legge, l’abrogazione degli istituiti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.

Tale disciplina non si applica ai procedimenti già in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge nonché ai procedimenti per i quali, alla medesima data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda nonché ai procedimenti instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima della predetta data.

Trattenuta fino a 10 giorni

Non si procede alla trattenuta né per infortunio sul lavoro (art. 20, comma 1, cit. CCNL), né per infermità riconosciuta dipendente da causa di servizio (art. 20, comma 2, cit. CCNL);

Visita fiscale

• Causa di servizio
È possibile non rispettare le fasce orarie di reperibilità (9-13/15-18) solo per causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;

• Infortunio sul lavoro

In caso di infortuni sul lavoro, occorre fare riferimento all’art. 12 della legge 67/1988 che attribuisce all’INAIL la competenza in materia di accertamenti, certificazioni e ogni altra attestazione medico legale sui lavoratori infortunati. Spetta pertanto esclusivamente all’INAIL l’eventuale convocazione del dipendente presso la sede territorialmente competente per procedere ai necessari accertamenti sanitari. Per tale personale non si provvede quindi all’invio della visita fiscale perché non rientra trai i casi in cui è previsto l’obbligo della reperibilità.

Le eventuali visite mediche di controllo che i datori di lavoro dovessero chiedere per i propri dipendenti, per i quali sia in corso l’istruttoria per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro/malattia professionale, non possono quindi essere disposte per non interferire con l’attività di competenza esclusiva dell’Inail che, consultato sulla questione, ha pienamente condiviso le indicazioni dell’Istituto in materia.

Qualora il datore di lavoro, nel richiedere la visita, non abbia dichiarato in procedura  l’eventuale competenza Inail e conseguentemente sia disposta la visita medica di controllo, al datore di lavoro sarà richiesto il rimborso dei costi sostenuti dall’Istituto per l’istruttoria eseguita e per l’eventuale accesso al domicilio del lavoratore da parte del medico fiscale incaricato.

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