Il colloquio agli esami di stato del I ciclo: i criteri vanno stabiliti prima della riunione preliminare

di Katjuscia Pitino
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L’esame di Stato del I ciclo di istruzione ha subito importanti modifiche a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 62 del 2017 e del successivo decreto ministeriale 741 del 2017. Dalla lettura del dispositivo 62, art.8, anche il colloquio finale risulta essere stato novellato.

Le finalità

Leggendo le disposizioni dell’art.8 il colloquio è finalizzato a valutare le conoscenze descritte nel profilo finale dello studente secondo le Indicazioni nazionali, con particolare attenzione alla capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, nonché il livello di padronanza delle competenze di cittadinanza, delle competenze nelle lingue straniere. Per i percorsi ad indirizzo musicale, nell’ambito del colloquio è previsto anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

Il D.M. 741 ha ripreso parte del decreto 62, ampliando per certi aspetti le indicazioni e sottolineando in più le modalità di conduzione; è previsto infatti che il colloquio sia condotto collegialmente dalla sottocommissione e che espliciti un collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studio. Su quest’ultimo punto dell’interdisciplinarità, il decreto 62, non era stato esaustivo.

A proposito del colloquio anche la Nota ministeriale n.1865 del 2017 ha ripreso le stesse disposizioni contenute nel decreto 741.

La valutazione delle competenze di Cittadinanza e Costituzione

Un elemento di novità consiste nella nuova versione del colloquio che terrà conto anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione; si tratta di competenze che i collegi docenti hanno già definito all’interno dei PTOF, ma sarebbe opportuno delineare in che modo saranno valutate in sede di colloquio.

I criteri di valutazione del colloquio

Considerate le novità introdotte e per evitare che il colloquio finale si riduca ad una reiterazione delle modalità utilizzate negli anni precedenti, sarebbe buona prassi stabilire anche i criteri di valutazione del colloquio e deliberarli in seno al collegio dei docenti, cosicché in sede di riunione preliminare, tali modalità risulteranno già definite. Ciascun consiglio di classe e successivamente ciascun collegio dei docenti sarà libero di attribuire più o meno peso a tutte le indicazioni contenute nei decreti succitati, non dimenticando che i criteri fanno parte integrante del piano triennale dell’offerta formativa e che quanto scritto nel PTOF rappresenta un prontuario di trasparenza per le famiglie nonché la realizzazione di una uniformità valutativa a livello di istituzione scolastica.

La definizione dei criteri e delle modalità di conduzione permetteranno di evitare quelle inutili discussioni che si verificano spesso al momento dell’attribuzione del voto del colloquio all’interno delle sottocommissioni; sarebbe un modo per seguire una stessa linea di azione ed evitare, come sovente accade, che il voto del colloquio sia un jolly per riparare alle altre prove d’esame che magari non sono andate molto bene.

I consigli di classe dovrebbero proporre e il collegio deliberare sulle indicazioni fornite rispettivamente nei decreti 62 e 741:

  • le conoscenze, abilità e competenze valutate in riferimento al Profilo finale dello studente secondo le Indicazioni nazionali del 2012 e adesso tenendo conto anche delle nuove “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” emanate di recente, le quali pongono al centro il tema della cittadinanza come “vero sfondo integratore e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo”; all’interno del testo, si legge infatti che “la cittadinanza riguarda tutte le grandi aree del sapere, sia per il contributo offerto dai singoli ambiti disciplinari sia, e ancora di più, per le molteplici connessioni che le discipline hanno tra di loro”;
  • i criteri riferiti alla capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo secondo una scala di livello descrittivo.

Tutto ciò dovrebbe essere integrato anche dalla definizione dei giudizi sul colloquio che la norma non indica ma che nei fatti rappresentano una descrizione dei livelli di apprendimento e della maturità globale conseguita da ciascun alunno.

Non è da tralasciare inoltre che i criteri del colloquio dovranno essere stabiliti anche relativamente agli alunni con disabilità e DSA.

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