Gli studenti in alternanza scuola-lavoro sono considerati lavoratori a tutti gli effetti dal punto di vista medico?

di Natalia Carpanzano
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La tanto criticata alternanza scuola-lavoro pone diversi problemi organizzativi, ma uno dei principali è quello di come considerare gli studenti che sono coinvolti in tale percorso. Sono o no dei lavoratori a tutti gli effetti?

La legge 17 ottobre 1967, n.977, che si occupa della “Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”, fa riferimento direttamente ai casi in cui sussista un rapporto di lavoro (per esempio nel caso dell’apprendistato), condizione che non è ravvisabile per gli studenti in alternanza.

Inoltre, la legge 977/67 prevede una visita medica obbligatoria e preventiva per i minori che accedano ad un rapporto di impiego, ma nel caso delle attività svolte a scuola o in alternanza, in cui non sussista un rapporto di lavoro, la sorveglianza sanitaria, viene prevista solo nei casi in cui la valutazione dei rischi specifica per le attività previste in azienda metta in luce reali situazioni di rischio per la salute e la sicurezza degli studenti.
Il giovane che entra in alternanza, dunque, rimane giuridicamente uno studente e l’inserimento in azienda non costituisce di per sè un rapporto di lavoro.

Occorre precisare, però, che nel d.lgs. 81/2008 gli studenti sono equiparati ai lavoratori e vengono sottoposti al controllo sanitario nei casi previsti dalla legge.

L’intervento di un medico competente, infatti, è previsto sia per i laboratori della scuola sia per le attività di stage, tirocinio o alternanza. La Guida operativa per l’ASL del MIUR sottolinea che ” si ritiene opportuno prevedere specifici accordi in modo che i prescritti adempimenti si considerino assolti mediante visita medica preventiva da effettuarsi da parte del medico competente dell’istituzione scolastica, ovvero dal dipartimento di prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale.

Tale visita medica dovrebbe: 1. avere una validità estesa a tutta la durata del percorso di alternanza; 2. consentire agli studenti di svolgere le attività in diverse strutture ospitanti, per la stessa tipologia di rischio. Qualora, invece, sussistano rischi specifici in base al documento di valutazione dei rischi, sarà cura della struttura ospitante accertare preliminarmente l’assenza di controindicazioni alle attività a cui gli studenti saranno destinati.

La sorveglianza sanitaria potrà essere assicurata dall’istituzione scolastica, in presenza di specifiche convenzioni attivate dagli Uffici scolastici regionali con le aziende sanitarie locali o altre strutture pubbliche che dispongano di personale sanitario in possesso dei requisiti prescritti per lo svolgimento delle funzioni di medico competente”.

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