Ferie docenti e ATA, quali quelle monetizzabili. I casi e le info utili

di redazione
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Sono monetizzabili le ferie al termine del rapporto di lavoro? I riferimenti sono gli Orientamenti ARAN in materia o esiste una norma specifica?

Durata delle ferie

  • personale con un’anzianità di servizio inferiore ai tre anni: 30 giorni di ferie;
  • dopo i tre anni di servizio, comunque prestati (sono compresi gli anni di servizio anche a tempo determinato): 32 giorni di ferie;
  • nell’anno di assunzione e di cessazione dal servizio, la durata delle ferie è in proporzione ai dodicesimi di servizio prestato; le frazioni superiori ai 15 giorni sono considerate come mese intero.

Personale ATA con settimana articolata su 5 giorni

Se il PTOF prevede la settimana articolata in 5 giorni di attività, per il personale ATA il sesto giorno è considerato lavorativo ai fini del calcolo delle ferie; in questo caso i giorni di ferie goduti dal personale ATA per frazioni inferiori alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2 per ciascun giorno. Pertanto, ai fini del calcolo delle ferie la settimana lavorativa è sempre e comunque considerata di 6 giorni.

Periodo di fruizione

  • docenti: durante i periodi di sospensione dell’attività didattica e/o delle lezioni e fino a 6 giorni durante il resto dell’anno, purché la sostituzione avvenga con personale in servizio nella stessa sede e, comunque, senza oneri aggiuntivi di alcun genere;
  • personale ATA: 15 giorni consecutivi nel periodo 1° luglio-31 agosto; il rimanente periodo può essere fruito anche frazionatamente nel corso dell’anno scolastico, compatibilmente con le esigenze di servizio.

Rinvio delle ferie all’anno successivo

Le ferie non godute per esigenze di servizio, per malattia, o per impedimento di carattere personale possono essere fruite nell’anno scolastico successivo, per il solo personale a tempo indeterminato:

  • dai docenti: nel periodo di sospensione dell’attività didattica e/o delle lezioni;
  • dal personale ATA: di norma, non oltre il mese di aprile, sentito il parere del DSGA.

Monetizzazione delle ferie non godute

L’art. 13 comma 15 del CCNL/2007 dispone:

“All’atto della cessazione dal rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti a tale data non siano state fruite, si procede al pagamento sostitutivo delle stesse, sia per il personale a tempo determinato che indeterminato.”

Tale articolo è stato di fatto sostituito dal decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 che, all’art. 5, comma 8, ha previsto “la non monetizzazione delle ferie all’atto di cessazione del rapporto, tranne che per il personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie”.

 La materia è però ora tornata su questo aspetto di natura contrattuale, tenendo conto della legge che però è stata “corretta” prevedendo delle eccezioni.

Infatti il nuovo art. 41 del CCNL 2016 dispone che:

“L’art. 13, comma 15 del CCNL 29/11/2007, è così sostituito:

“15. Le ferie maturate e non godute per esigenze di servizio sono monetizzabili solo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, nei limiti delle vigenti norme di legge e delle relative disposizioni applicative.”

Nella dichiarazione congiunta n. 1 dello stesso CCNL si afferma però che:

“le parti si danno reciprocamente atto che, in base alle circolari applicative di quanto stabilito dall’art. 5, comma 8, del D.L. 95 convertito nella legge 135 del 2012 (MEF-Dip. Ragioneria Generale dello Stato prot. 77389 del 14/09/2012 e prot. 94806 del 9/11/2012- Dip. Funzione Pubblica prot. 32937 del 6/08/2012 e prot. 40033 dell’ 8/10/2012), all’atto della cessazione del servizio le ferie non fruite sono monetizzabili solo nei casi in cui l’impossibilità di fruire delle ferie non è imputabile o riconducibile al dipendente come le ipotesi di decesso, malattia e infortunio, risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità fisica permanente e assoluta, congedo obbligatorio per maternità o paternità.”

Pertanto, sulla materia il riferimento normativo è esclusivamente il CCNL richiamato.

(art. 41 e dichiarazione congiunta n. 1 CCNL 2016-18, sostituzione dell’art. 13 comma 15 CCNL 2006-09)

  • all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, le ferie non fruite vengono retribuite con il pagamento sostitutivo solo nei casi in cui l’impossibilità di fruizione non sia imputabile o riconducibile al dipendente come le ipotesi di decesso, malattia e infortunio, risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità fisica permanente e assoluta, congedo obbligatorio per maternità o paternità.

Le assenze per malattia o le assenze parzialmente retribuite (es. congedo parentale retribuito al 30%), anche se protratte per l’intero anno scolastico, non riducono il periodo di ferie.

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Nota bene: dato il diritto irrinunciabile e indisponibile del lavoratore a fruire delle ferie (sancito dalla Costituzione), qualora queste siano maturate e non godute per cause non imputabili al dipendente (es. gravi patologie, malattie ecc.), potranno essere fruite dallo stesso anche al di là dei limiti sopra stabiliti.

Interruzione delle ferie per motivi di servizio.

Il dipendente ha diritto:

    • al rimborso delle spese documentate per il rientro in sede e per il ritorno al luogo di svolgimento delle ferie;
    • al rimborso delle spese sostenute per il periodo di ferie non goduto.

Interruzione delle ferie per motivi di salute.

Il ricovero in ospedale e/o le malattie di durata superiore a 3 giorni (da comunicare tempestivamente alla scuola e da documentare) interrompono il periodo di ferie.

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