Esami media, i tre criteri per l’ammissione. Addio voto condotta, si può ammettere anche con insufficienze. La guida

di Nino Sabella
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Il decreto legislativo n. 62/2017 ha novellato l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, modificandone i criteri di ammissione e le modalità di svolgimento e valutazione.

Al suddetto decreto è seguito il DM n. 741/2017, finalizzato a disciplinare in modo organico l’esame e le operazioni ad esso connesse. Ulteriori indicazioni sono state fornite dal Ministero con la nota n. 1865 del 10 ottobre 2017.

In questa scheda ci occuperemo dei requisiti necessari per essere ammessi all’esame, secondo le novità introdotte dalla Riforma.

I CRITERI PER L’AMMISSIONE

In sede di scrutinio finale, il consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, dispone l’ammissione degli studenti all’esame di Stato, in via generale, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline (voto inferiore a 6/10).  I requisiti per essere ammessi sono i seguenti:

  1. aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le eventuali motivate deroghe deliberate dal collegio dei docenti;
  2. non essere incorsi nella sanzione disciplinare della non ammissione all’esame di Stato prevista dall’articolo 4, commi 6 e 9 bis, del DPR n. 249/1998, ossia l’esclusione dallo scrutinio finale;
  3. aver partecipato, entro il mese di aprile, alle prove nazionali di italiano, matematica e inglese predisposte dall’Invalsi (il cui voto non influisce sul voto finale a conclusione dell’esame).

PROVA INVALSI

Sottolineiamo che la prova Invalsi non costituisce requisito d’accesso all’esame per gli alunni frequentanti le scuole italiane all’estero.

NON AMMISSIONE

In caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline (voto inferiore a 6/10), il consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, può anche deliberare a maggioranza di non ammettere l’alunno all’esame di Stato, pur in presenza dei tre sopra riportati requisiti.

La non ammissione all’esame deve avvenire con adeguata motivazione e nel rispetto dei criteri definiti dal collegio dei docenti.

INSEGNAMENTO RELIGIONE ED ORA ALTERNATIVA

Si evidenzia che, se determinante per la decisione assunta dal consiglio di classe, il voto espresso nella deliberazione di non ammissione dall’insegnante di religione cattolica o di attività alternative,  per i soli alunni che si avvalgono di tali insegnamenti, diviene un giudizio motivato riportato nel verbale.

VOTO IN DECIMI

Per i soli alunni ammessi all’esame di Stato, in sede di scrutinio finale, il consiglio di classe attribuisce un voto di ammissione espresso in decimi, senza utilizzare frazioni decimali.

Il voto di ammissione va espresso sulla base del percorso scolastico triennale effettuato da ciascuno allievo, nel rispetto dei criteri e delle modalità definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel PTOF.
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Il voto di ammissione può essere interiore a 6/10, qualora l’alunno sia stato ammesso anche in caso di  parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline.

Il voto di ammissione concorre alla determinazione del voto finale d’esame.

VOTO COMPORTAMENTO

Sebbene nelle parti normative dedicate all’esame non si parli dell’abrogazione della norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva in caso di voto di comportamento inferiore a  6/10, è evidente che la stessa non ha più validità, mentre resta valida (come sopra riportato) la norma secondo cui è possibile la non ammissione alla classe successiva, in base a quanto previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, nei confronti di coloro i quali è stata irrogata la sanzione disciplinare di esclusione dallo scrutinio finale (articolo 4, commi 6 e 9 bis, del DPR n. 249/1998).

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