Esami di Stato CPIA Primo livello: quante e quali prove previste? Quali criteri per la valutazione?

di Giovanna Onnis
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L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di primo livello nei CPIA è finalizzato alla valutazione dei risultati di apprendimento previsti al termine di tali percorsi (come indicato nella Tabella A del Decreto interministeriale del 12 marzo 2015 – Linee Guida CPIA) e riguarda le competenze a conclusione dei percorsi di primo livello, primo periodo didattico (come indicato nell’Allegato 3 delle Linee Guida CPIA)

Linee Guida CPIA

L’esame di Stato si compone delle tre prove scritte e del colloquio pluridisciplinare, come indicato nell’art. 6, comma 3, lettera a) e lettera c) del DPR 263/12,

Le prove scritte a carattere nazionale (prove Invalsi), di cui all’art. 6, comma 3, lettera b) del DPR 263/12, sono soppresse per effetto di quanto disposto dall’art. 26, comma 3, lett. b) del D. Lgs. 62/2017.

Quali sono le caratteristiche e le finalità delle tre prove scritte?

La prima prova scritta, in italiano, si riferisce ai risultati di apprendimento relativi all’Asse dei linguaggi o all’Asse storico sociale, previsti a conclusione dei percorsi di istruzione di primo livello e riguarda le competenze a conclusione del primo periodo didattico dei percorsi di primo livello relative ai rispettivi Assi

La seconda prova scritta, in lingua straniera, si riferisce ai risultati di apprendimento relativi all’Asse dei linguaggi previsti a conclusione dei percorsi di istruzione di primo livello e riguarda le competenze a conclusione del primo periodo didattico dei percorsi di primo livello relative o alla lingua inglese o ad una seconda lingua comunitaria a seconda di quanto deliberato dal consiglio di classe

Il riferimento è, quindi, ai risultati di apprendimento previsti al termine dei percorsi di istruzione di primo livello, come indicati nelle Linee Guida relativamente ai seguenti Assi disciplinari:

CP7

c CP8

La terza prova scritta si riferisce ai risultati di apprendimento relativi all’Asse matematico previsti a conclusione dei percorsi di istruzione di primo livello e riguarda le competenze a conclusione del primo periodo didattico dei percorsi di primo livello relative all’Asse matematico

Il riferimento è, quindi, ai risultati di apprendimento previsti al termine dei percorsi di istruzione di primo livello, come indicati nelle Linee Guida relativamente al seguente Asse disciplinare:

CP9+

Come deve essere organizzato il colloquio pluridisciplinare?

Il colloquio, che inizia con la discussione sulle prove scritte, ha la finalità di accertare le competenze a conclusione del primo periodo didattico dei percorsi di primo livello con particolare riferimento a quelle non oggetto di prova scritta.

Considerando la specificità dell’utenza, il colloquio, come stabilisce la CM n.9/2017 deve essere condotto in modo da valorizzare il patrimonio culturale e professionale della persona a partire dalla sua storia individuale e da favorire una rilettura biografica del percorso di apprendimento anche nella prospettiva dell’apprendimento permanente.

A tal riguardo, al fine di sostenere la crescita personale, civica, sociale e occupazionale, il colloquio può riguardare la discussione di un progetto di vita e di lavoro elaborato dall’adulto nel corso dell’anno, in modo anche da accertare il livello di acquisizione delle competenze chiave di cittadinanza, indicate nell’allegato 2 del DM 139/07, ai sensi di quanto previsto dall’art. 4, comma 4, del DPR 263/12.

Le tre prove scritte e il colloquio pluridisciplinare hanno, quindi, la finalità di valutare le competenze raggiunte a conclusione del primo periodo didattico dei percorsi di primo livello relative ai diversi Assi culturali, così come indicate nell’Allegato A.1 delle succitate Linee Guida:

CP10

CP11

La correzione e valutazione delle prove scritte viene effettuata dalla sottocommissione tenendo conto dei criteri definiti dalla commissione in sede di riunione preliminare.

Come devono essere valutate le prove d’esame?

La sottocommissione attribuisce a ciascuna prova scritta e al colloquio un voto espresso in decimi, senza utilizzare frazioni decimali.

Come viene determinato il voto finale dell’esame di Stato?

L’esito dell’esame di Stato è determinato sia dal giudizio di idoneità all’ammissione che dagli esiti delle prove scritte e del colloquio pluridisciplinare.

Ai fini della determinazione del voto finale dell’esame di Stato di ciascun candidato, la sottocommissione procede preliminarmente a calcolare la media tra i voti delle singole prove scritte e del colloquio, senza applicare, in questa fase, arrotondamenti all’unità superiore o inferiore. Successivamente procede a determinare il voto finale, che deriva dalla media tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio.

Il voto finale così calcolato viene arrotondato all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5 e proposto alla commissione in seduta plenaria.

La commissione delibera il voto finale per ciascun candidato espresso in decimi.

L’esame di Stato si intende superato se il candidato raggiunge una votazione finale non inferiore a sei decimi.

La valutazione finale espressa con la votazione di dieci decimi può essere accompagnata dalla lode, con deliberazione assunta all’unanimità della commissione, su proposta della sottocommissione, in relazione alle valutazioni conseguite dal candidato nel percorso scolastico e agli esiti delle prove d’esame.

L’esito dell’esame di Stato è formalizzato con specifico e motivato giudizio predisposto dalla commissione secondo criteri determinati dal MIUR con specifico decreto come indicato nell’art. 6, comma 7 del DPR 263/12. In attesa della determinazione dei suddetti criteri, la commissione redige il motivato giudizio sulla base dei criteri definiti nella seduta preliminare.

Vedi anche

Esame di Stato CPIA primo livello: modalità e criteri per l’ammissione

Tutto sugli esami di stato I grado

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